20
Set

Cesenatico Bellavita meets SegnaleZero

“the ear too fondly listens / for summer’s parting sighs, / and then the heart replies”

Ebbene sì. Sono anch’io un ambasciatore di Cesenatico Bellavita, con tanto di certificato. Già la scorsa primavera lo staff mi aveva invitato a far parte del gruppo di blogger da sguinzagliare lungo i viali della località romagnola. Un weekend intero, “armato” di bicicletta, zainetto e iPhone tra vetrine alla moda, locali, piadinerie e spiagge chilometriche. In quell’occasione ho scelto il secondo appuntamento, quello di settembre, perché sono convinto che l’approssimarsi della stagione autunnale conferisca all’industria del turismo e ai luoghi che ne compongono l’immaginario collettivo un certo fascino diafano. Una sorta di limpidezza e di autenticità che emerge meglio quando al vociare casinista e disordinato della folla si sostituisce la consapevole tranquillità di una stagione che volge alla chiusura e si spegne pian piano tra garbati sorrisi e le ultime onde azzurre.

Puntualmente, il mio istinto è stato soddisfatto. Cesenatico è molto bella in settembre. Se vi piace il turismo “comodo” (sì, insomma, se non siete tipi da scarpinata chilometrica in Namibia) qui troverete tutto ciò che vi serve per trascorrere al meglio le vacanze o anche un weekend fuori porta. Se invece come me vi trovate a disagio con i grandi numeri, ecco che Cesenatico si presenta come una località accogliente, interessante, eppure meno “industrializzata” e densamente popolata di una Rimini.

C’è gente, chiaro. Di sera le attrazioni non mancano, e non andare al Cafè degli Artisti è come visitare  Parigi e dimenticarsi della Tour Eiffel. Spostarsi è molto semplice, basta appunto una bicicletta per girarsi comodamente tutta la città (e anche quelle che si trovano nel raggio di 6-7 km, come ho fatto io). Porto e centro storico si aggrappano attorno al canale e mostrano frammenti della vita di Cesenatico prima del turismo di massa, mentre il Parco Pubblico di Levante è l’ideale per tutti gli appassionati di fitness e benessere, e non è difficile trovare (come è capitato a me) nutriti gruppi di persone a praticare Yoga o Tai Chi Chuan.

Aiutato dalla centralissima posizione dell’Hotel Esplanade, che mi ha ospitato durante il weekend, ho potuto inoltrarmi alla scoperta di Cesenatico e, soprattutto, fare molte foto. Alcuni miei amici, che conoscono il mio stile, alla vigilia della mia partenza sorridevano al solo pensare di accostare le mie foto alla Riviera. “Tu? A Cesenatico? Chissà cosa ne verrà fuori?”, detto con un mix di curiosità e (spero!) bonaria presa in giro.

Ma la bellezza è negli occhi di chi guarda, dopotutto, e i miei hanno cercato di guardare a quella di Cesenatico, al di là di tutte le idee e gli stereotipi che possono sorgere nel mettere assieme nella stessa frase “vacanze” e “riviera romagnola”. Non pretendo di restituire ai lettori uno sguardo egemone su Cesenatico. Ognuno si costruisca le proprie mappe e i propri percorsi, dopotutto questo è il bello del viaggiare. Ma posso dire che, sì, quella che segue è la “mia” Cesenatico. Filtrata dal mio sguardo, dalla mia sensibilità, soggettiva, e quindi incompleta e parziale. Una Cesenatico atipica (ho cercato di “sottrarre” il più possibile le persone dalle inquadrature) di cui, dopotutto o per fortuna, sono ambasciatore. A modo mio.

 

 

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15 commenti
  1. danji 20/09/2013

    ben scritto e ottime fotografie.. quasi chiedo le ferie la prossima settimana

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