10
Ott

Comizi d’amore: Michele Santoro in onda anche su Sky (canale 504)

Il nuovo format di Michele Santoro si appoggerà anche alla piattaforma Sky. Lo riporta Il Fatto Quotidiano, che è anche partner dell’iniziativa.

La Società Editoriale Il Fatto (editrice del Fatto Quotidiano e del fattoquotidiano.it) è ufficialmente entrata in società con Santoro per la produzione e messa in onda del nuovo talk televisivo. Nel rispetto della delibera dell’assemblea degli azionisti del giornale, la società ha formalizzato l’aumento di capitale previsto e con il 17,58 per cento è entrata a far parte della squadra che riporterà sugli schermi il giornalista con la vecchia redazione di Annozero.

Dopo le cinque stagioni di Annozero, Santoro ricomincia con un progetto multimediale, supportato da televisioni locali e siti Internet e sostenuto in larga parte da una forma di finanziamento popolare. Sì perché i telespettatori sono chiamati a fare una donazione di 10 euro per sostenere il progetto di una tv indipendente. Punto nevralgico di questa iniziativa è il sito serviziopubblico.it, che secondo i dati riportati dal Fatto è già stato visitato da 100mila utenti unici, mentre la pagina Facebook conta già oltre 27 mila fan. Le donazioni invece sarebbero già 8mila, per un totale di 80mila Euro raccolti.

Il progetto è molto interessante perché dimostra che, tramite forme di finanziamento popolare e di sostegno (anche economico) dal basso, il pubblico può riappropriarsi del diritto al pluralismo dell’informazione. Come? Semplice, riacquistandone una quota, simbolicamente rappresentata dai 10 Euro. Stiamo quindi entrando in un’epoca in cui anche i diritti si acquisiscono tramite lo scambio simbolico del denaro? Molto probabile. Gli ingranaggi di produzione immateriale (informazione ecc) sono sempre più distaccati dai concetti di audience, gradimento, diritto a essere informati. La lezione, quindi, è che il giornalismo sta diventando “partecipativo” anche dal punto di vista economico.

Forse l’epoca dei personal media che si sta preparando non è solo l’era del Feed RSS o dell’utente che aggrega a proprio piacimento le informazioni preconfezionate o si “costruisce” dieta mediatica e palinsesto personale quotidiano. Probabilmente è un’era in cui, potendo contare su di un PayPal o sulla trasparenza dei meccanismi del mondo digitale (e della Rete),
sarà chiamato sempre di più ad entrare in partnership con i produttori di informazione: è un modello “win-win”, un patto di reciproco sostegno che vale molto di più di qualsiasi dato Auditel per capire il reale successo di un programma, e di qualsiasi sostegno statale a una tv pubblica per realizzare nella pratica il concetto di “servizio pubblico”.

Il secondo dato che deve far riflettere è il sostegno di Sky Italia all’iniziativa. Stiamo parlando di quella Sky che, secondo l’opinione di Current Tv, lo scorso maggio si sarebbe adoperata per addormentare i canali potenzialmente “scomodi”, sacrificati in nome della possibilità di entrare a far parte del bouquet del Digitale Terrestre. Senza voler entrare di nuovo nella polemica (di cui ho parlato qui e qui), mi limito a dire che la versione fornita allora dalla costola italiana del network di Al Gore scricchiola pesantemente. Il sostegno dell’emittente satellitare a Comizi d’Amore dimostra indirettamente che Sky non si fa problemi ad appoggiare programmi non allineati con l’attuale maggioranza. E che cinque mesi fa, all’origine degli screzi tra Sky e Current vi erano mere questioni economiche, e non un fantomatico e vile progetto censoreo. Nessuno scandalo, quindi. Nessun progetto illiberale dettato da qualche eminenza grigia filo-governativa. Tanto vero che, dopo mille parole e polemiche, proprio Current annuncia il proprio possibile (e, almeno da parte mia, auspicato) ritorno. Dove? Sul Digitale Terrestre!

Commenti (Facebook)

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo non sarà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati*