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Mag

Current TV versus SKY Italia. Quale verità?

La notizia è questa. SKY, costola italiana del gruppo News Corp, ha annunciato che Current TV Italia, network televisivo internazionale fondato da Al Gore (in Italia su canale 130), non verrà più ospitato sulla piattaforma satellitare.

Bene, ora finiscono le certezze e iniziano le supposizioni, perché in questo braccio di ferro c’è tutto tranne che una versione condivisa dei fatti. Ieri sera, lo stesso ex vicepresidente degli Stati Uniti e Premio Nobel per la Pace, Al Gore, ospite di Annozero, ha avuto modo di raccontare la sua verità. L’ordine di spegnere Current sarebbe arrivato direttamente da Rupert Murdoch in persona, deciso a chiudere uno dei canali televisivi indipendenti (e quindi potenzialmente fastidioso) all’interno di uno schema che lo vorrebbe impegnato a flirtare con Silvio Berlusconi e il suo entourage, proprio nel momento in cui SKY sta per partecipare alla gara che la porterà sulla piattaforma digitale terrestre.

La replica di SKY, se così possiamo dire, era però già arrivata nel pomeriggio di ieri, con un lancio di agenzia che disegna uno scenario completamente diverso. “Sky Italia – si legge nella nota – ha proposto a Current Tv un rinnovo del contratto di trasmissione in linea con il mercato, con il contesto economico e con le performance di Current, ma il management ha ritenuto di non rispondere neanche a questa offerta richiedendo invece un aumento dei corrispettivi da parte di Sky pari al doppio di quelli attuali”.

A pesare sulle decisioni di SKY sarebbero state le performance di Current Italia in fatto di ascolti. L’emittente di Al Gore, secondo i dati forniti da SKY, perde il 20% anno su anno. Gli spettatori medi nel 2010 erano 3.600, oggi sono appena 2.592. E nel prime time la perdita di ascolti è vicina al 40%. Dati pesanti, più che pesanti, che avrebbero portato chiunque a ritoccare al ribasso il contratto in essere con Current, se non addirittura a chiudere il canale senza pensarci due volte.

Ora, la mia speranza, come telespettatore e operatore dell’informazione, è che si trovi al più presto una soluzione che consenta a Current di continuare la propria avventura anche nel nostro paese, dove c’è un bisogno tremendo di informazione libera e indipendente.
Quello che dice Al Gore è suggestivo, ma poco plausibile, e conferma la sua vocazione inimitabile di mimetista che un giorno gioca nelle vesti del businessman e l’altro nelle vesti del guerrigliero dell’informazione.

Per come la vedo io, è difficile che il magnate australiano Murdoch si sia attivato direttamente per bloccare un’emittente italiana, da cui peraltro la sua SKY ha beneficiato non poco in termini di reputazione giornalistica, se non di visibilità tout court.
Secondo me la verità sta nel mezzo: gli ascolti di Current Italia non sono buoni, anzi sono tremendamente bassi, ma la sua reputazione tra il pubblico e gli addetti ai lavori è ottima. Quindi da un lato la piattaforma che la ospita giustamente pretende di ridurre il compenso economico, dall’altro (e sempre giustamente) la stessa Current, forte dei risultati ottenuti in tre anni scarsi, chiede di più. E in mezzo? In mezzo c’è di tutto: i documentari scomodi, le dirette, gli argomenti che i network nazionali asserviti alla classe politica si guardano bene dal trattare. Perché è questa la carta di identità (e la forza) di Current, oggi, in Italia, un paese dove il più delle volte non si fa più informazione ma piaggeria.

È molto probabile che in questa zona grigia, Current abbia finito col pestare i piedi a qualche inserzionista o partner economico: ecco, in questo scenario intravedo come più che probabile una telefonata a Tom Mockridge, amministratore delegato di SKY Italia, dove questo soggetto gli dice: “Per favore, facciamo qualcosa!”. Ma l’intervento diretto di Murdoch e il complotto per una censura transoceanica e globale, per favore, lasciamoli nell’alveo delle teorie di Al Gore, ancora una volta campione di “storytelling”.

Update: e per chi segue la vicenda da vicino, non manca la guerra delle cifre. StarCom ha smentito categoricamente una fantomatica ricerca attribuitale, che avrebbe confermato risultati stellari (+550%) per l’emittente di Al Gore e i suoi ascolti.

Specifichiamo infine – prosegue il comunicato stampa – che da una recente verifica sui dati di audience annuale del canale Current Tv ci risulta che lo share minuto medio totale anno del canale sia stato: nel 2009 dello 0,02%; nel 2010 dello 0,04%, con un incremento quindi, anno su anno, del 100%. Nel 2010, Current Tv ha registrato un picco di ascolti di 580 mila spettatori pari al 2,3% di share (tra le 22 e le 23), in occasione della puntata speciale di Annozero del 25 marzo“.

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Piero Babudro
Consulente per la comunicazione digitale e il Content marketing. Scrivo e aiuto i miei clienti a progettare narrazioni digitali che funzionano. Ho scritto per una decina di giornali digitali e non. Collaboro con aziende, professionisti, agenzie di marketing e comunicazione. Organizzo corsi di formazione in azienda e insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Il mio libro "Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" illustra un metodo che prima non esisteva e che ti aiuterà a produrre contenuti di livello eccezionale. > bit.ly/scritturadigitale
4 commenti
  1. Matteo Bianconi 20/05/2011

    Bravo Piero, volevo documentarmi di più sulla faccenda, ma ci hai pensato prima tu. Vedi che ho ragione a dire che sei sempre più avanti! 🙂
    Venendo al caso, sul web impazza la notizia “politica” della chiusura di Current, canale che non mi dispiace affatto. Ma la realtà è da cercare nel business… e i profitti non hanno morale, ma solo matematica applicata.

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  2. piero.babudro 20/05/2011

    Eh eh! Dai, oggi ti aggiorno io domani mi aggiorni tu. E’ la ruota del Web! 🙂
    Mi dispiacerebbe molto se Current chiudesse perché il nostro paese perderebbe una voce molto importante nel panorama informativo. Forse l’unica, assieme al Fatto Quotidiano, realmente indipendente.
    Detto questo, la storiella di un Murdoch che dagli USA si prende la briga di telefonare mi lascia perplesso.. E che uno come Al Gore, con le mani in pasta nei peggiori circoli del business internazionale, oggi faccia l’imprenditore green e no-global… beh, meglio se non mi esprimo 🙂

    I profitti non hanno morale: purtroppo è così.. Spero però che cambi qualcosa: un business etico è un business sostenibile, anche da un punto di vista economico. Ed è di questo che abbiamo bisogno.

    #businessrevolution dovrà diventare top tag 😉

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  3. Pingback: SegnaleZero » Blog Archive » Current TV, SKY: polemica a colpi di numeri e cadute di stile..

  4. Pingback: Comizi d’amore: Michele Santoro in onda anche su Sky (canale 504)

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