<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>SegnaleZero</title>
	<atom:link href="http://www.segnalezero.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.segnalezero.com</link>
	<description>Blog a cura di Piero Babudro</description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 May 2013 12:03:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Content Management Made in Italy</title>
		<link>http://www.segnalezero.com/content_management_made_in_italy/</link>
		<comments>http://www.segnalezero.com/content_management_made_in_italy/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 May 2013 09:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
				<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Work]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[linkedin]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnalezero.com/?p=1467</guid>
		<description><![CDATA[<p>Mi scrive su Linkedin il CEO di un’agenzia, che chiamerò Agenzia, dicendosi molto interessato al mio profilo professionale. Mi chiede di spedirgli il curriculum vitae, in modo da avere una panoramica più completa delle mie attività e dei servizi che offro. Sta cercando figure professionali ... </p><p><a href="http://www.segnalezero.com/content_management_made_in_italy/">Content Management Made in Italy</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scrive su <strong>Linkedin</strong> il <strong>CEO</strong> di un’agenzia, che chiamerò Agenzia, dicendosi molto interessato al mio profilo professionale. <strong>Mi chiede di spedirgli il curriculum vitae</strong>, in modo da avere una panoramica più completa delle mie attività e dei servizi che offro. Sta cercando figure professionali in ambito content management per grossi siti e portali e ribadisce la volontà a discutere i termini di un’eventuale collaborazione.<br />
<strong>La sorpresa arriva qualche giorno dopo.</strong> Ricevo un’altra email da parte sua, intitolata misteriosamente <strong>“Prova di selezione”</strong>. Prova di selezione? Sarà un modo stravagante per chiamare il colloquio di lavoro, mi dico. Invece, leggendo il messaggio, scopro di un non meglio precisato test per verificare l’idoneità dei candidati a scrivere. La cosa mi pare strana: doppiamente strana, visto che non mi sono candidato, limitandomi a spedire il mio curriculum a un professionista (ma ora, dopo aver scoperto della prova di selezione, le virgolette sono d’obbligo) <strong>su SUA richiesta.</strong></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/05/alberto_sordi_lavoratori.jpg"><img class="size-medium wp-image-1468" alt="Alberto Sordi" src="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/05/alberto_sordi_lavoratori-300x187.jpg" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Un&#8217;immagine che vale più di mille parole.</p></div>
<p>Continuo a leggere. L’Agenzia vorrebbe <strong>articoli brevi su quattro argomenti</strong>, che illustra in un file Excel allegato, corredandoli di <strong>keyword</strong> per la <strong>SEO</strong>. Seguono i parametri da rispettare per produrre buoni articoli – e si specifica che l’importante è non copiaincollare i pezzi, anche se in alcuni casi basta leggerli e riscriverli. Insomma, siamo alla parafrasi, che mi riusciva anche piuttosto bene alle media: era il 1900-1991, gli <strong>Alice in Chains</strong> non avevano ancora pubblicato <strong>Dirt</strong>. Per dire che eravamo agli albori della mia esperienza con la scrittura e la musica che conta.<br />
Leggo poi gli elementi che concorrono alla <strong>valutazione dei candidati</strong> (di nuovo… non mi sono candidato io!!): il <strong>tempo entro cui verranno spediti i testi di prova</strong> (non retribuiti), il <strong>rispetto dei parametri</strong> indicati, il <strong>non aver abusato di Ctrl+C e Ctrl+V. O cmd+C, cmd+V se siete adepti di Cupertino</strong>.<br />
Una volta superato questo primo vaglio, chi è rimasto in lizza dovrà indicare quanti pezzi può scrivere in una settimana. Su questo dato, l’agenzia si riserverà di fare una proposta contrattuale. Il che vuol dire che, dopo tre-quattro email, dopo aver spedito un CV, dopo aver scritto tre articoli di prova gratis che non sai nemmeno dove saranno pubblicati e se con la firma o meno, dopo che l’agenzia si è presa il suo tempo per pensare, uno teoricamente non sa nemmeno quanto guadagnerà da un lavoro di editor sui portali</p>
<p><strong>Alcune considerazioni:</strong><br />
1.    Il content manager è una cosa un po’ diversa. È un ruolo di responsabilità. Semmai, cara Agenzia, stai cercando un Editor, che è esecutivo (sto tagliando l’argomento con l’accetta per esigenze di spazio, capitemi).<br />
2.    Cara Agenzia, quando cerchi profili professionali su Linkedin, abbi la decenza di capire se si tratta di Junior, Intermedi o Senior. Non per giocare a chi ce l’ha più grosso, ci mancherebbe. Conosco Junior che fanno vedere i sorci verdi a molti nomi più blasonati. È per non far perdere tempo alle persone. Solo questo.<br />
3.    Il “Web italiano” (se così lo vogliamo chiamare) deve fare chiarezza, mettendo in disparte questi millantatori che pretendono di saperne di Rete e di offerte di lavoro. Altrimenti, non sarà possibile crescere come meritiamo.<br />
4.    Un consiglio per chi ha appena iniziato la sua avventura professionale in Rete. Non credete alle promesse di questi spacciatori di idiozie. Non sarà lavorando gratis o seguendo dubbie promesse che irrobustirete la vostra professionalità. Anzi, finirete con lo svilirla. E vi incazzerete, come succede a tanti che poi mollano o si accontentano. Ed è un peccato.<br />
5.   Cara agenzia, informati meglio, smettila di fare cazzate e sii contenta che non sbatto il tuo nome e link in questo post. La tentazione è forte.<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/7PWkN9viNxA" height="315" width="420" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/content_management_made_in_italy/">Content Management Made in Italy</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnalezero.com/content_management_made_in_italy/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;altro volto delle cose &#8211; appunti di scrittura</title>
		<link>http://www.segnalezero.com/corso_scrittura_pavia/</link>
		<comments>http://www.segnalezero.com/corso_scrittura_pavia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 21:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Work]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pavia]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnalezero.com/?p=1459</guid>
		<description><![CDATA[<p>Scrivere. È una delle attività più diffuse al mondo, ma allo stesso tempo non esiste “una” scrittura o “la” scrittura. Non del tutto. Migliaia, milioni di persone scrivono. Un diario, una lettera a un amico lontano che sostituisce una tazza di caffè ostacolata da troppi ... </p><p><a href="http://www.segnalezero.com/corso_scrittura_pavia/">L&#8217;altro volto delle cose &#8211; appunti di scrittura</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scrivere</strong>. È una delle attività più diffuse al mondo, ma allo stesso tempo non esiste “una” scrittura o “la” scrittura. Non del tutto. Migliaia, milioni di persone scrivono. Un diario, una lettera a un amico lontano che sostituisce una tazza di caffè ostacolata da troppi chilometri di distanza. Un messaggio, una poesia, un racconto. Alzi la mano chi non è mai stato scrittore, anche solo dopo un pomeriggio di gioia o una notte insonne. Nessuno, vero?<br />
Ecco, di questo stiamo parlando.</p>
<p><strong>C’è poi chi dello scrivere fa una professione.</strong> Chi grazie al copione anima i propri attori. Chi aspira a pubblicare un romanzo, chi lo conserva nel cassetto e chi già si vede ospite d’onore di un festival letterario. Ma questa non è che l’esteriorità delle cose, pur con tutto il dovuto rispetto per ogni forma d’immaginazione.<br />
A molti basta procedere coltivando la più umile delle passioni: per scrivere basta infatti una matita e un pezzo di carta, il retro di un foglio o il bordo di una pagina di giornale. Nient’altro. Il resto si sprigiona da dentro, diventa altro, ci afferra per mano, ci prende, sorprende,  riprende. Ci fa perdere per strada e poi ci riporta a casa. Ci ricongiunge. Ci insegna il coraggio dell’umiltà.<br />
<strong>Scrivere è mettere in fila i punti interrogativi</strong>, plasmarli, guardare le vie di fuga, i punti ciechi, gli angoli male illuminati, il nesso tra palese e celato. È depurarsi dall’ovvio e dal già detto. Risistemare occhiali e bussola. Prendere da parte il flusso delle cose, cristallizzarlo, farlo proprio, riviverlo, farne parte ed esserne consci.<br />
Non ho la presunzione di insegnare un metodo di scrittura, mestiere che spetta a chi coltiva la passione per il proscenio. A me interessa la fucina, il laboratorio e tutti quei luoghi in cui gioiosamente ci si sporca le mani con la materia viva. Tuttavia, nel mio piccolo, scrivere e avere confidenza con le parole mi concede al confronto con altre persone e mi arricchisce.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/05/corso_scrittura_pavia.jpg"><img class="size-medium wp-image-1461" alt="Drawing Hands, 1948. (M.C. Escher)" src="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/05/corso_scrittura_pavia-300x250.jpg" width="300" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Drawing Hands, 1948. (M.C. Escher)</p></div>
<p>Come nel caso de <strong>“<a href="http://www.comune.pv.it/site/home/articolo17013.html" target="_blank">L’altro volto delle cose</a>”</strong>, il corso che tengo presso la <a href="http://www.comune.pv.it/site/home/canali-tematici/arte-e-cultura/biblioteca-civica-bonetta.html" target="_blank"><strong>Biblioteca Civica Carlo Bonetta di Pavia</strong></a> assieme all’amico e collega <strong>Davide Ferrari</strong>. Non scrittura creativa in senso stretto; piuttosto scrittura consapevole, finalizzata a capire il <strong>potere della parola</strong>. Giochiamo con la consapevolezza dell’esprimersi, proponendo un metodo che setaccia la scrittura e, con essa, noi stessi. La nostra è una <strong>cassetta degli attrezzi</strong> e contemporaneamente un percorso che attinge a <strong>esperienze di varia natura</strong>, sparse tra <strong>scrittura creativa propriamente detta, storytelling, online, teatro, informazione</strong>.</p>
<p><strong>Scrivere dice di noi molto più di quello che le nostre parole sono in grado di proferire.</strong> Mette ordine nel magma del sentire e fa andare la parola al di là delle parole.  Si scrive per dirsi. Per dire a se stessi. Per ascoltare la propria voce come fosse cosa inedita.<br />
Durante le sessioni di studio fogli, frammenti, esercizi e suggerimenti che fanno parte di questi nostri mercoledì sera in biblioteca stanno prendendo la forma di un affascinante racconto corale. Parlare di sé, di un viaggio in treno, di candele spente e accese a ogni compleanno, anno dopo anno, a segnare lo scorrere di un tempo fuggitivo che la memoria custodisce come un eterno, diafano presente è solo un sottoinsieme di quel grande racconto complessivo che ognuno di noi affronta. Giorno dopo giorno.<br />
Questa trama merita di essere svelata, con tutta la delicatezza del caso. Anche solo a noi stessi, confidandoci al nostro diario. O scrivendo sul retro di un foglio. L’importante è non lasciare che vada perduta, perché con essa finiremmo per perdere una scheggia di noi.<br />
Infinitesimale.<br />
Insostituibile.</p>
<p><strong>(In luglio, alla fine del corso, terremo un reading. Mi raccomando non mancate. Per informazioni su data e luogo, scrivetemi).</strong></p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/corso_scrittura_pavia/">L&#8217;altro volto delle cose &#8211; appunti di scrittura</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnalezero.com/corso_scrittura_pavia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Allie by Allianz, un GPS per la sicurezza alla guida</title>
		<link>http://www.segnalezero.com/allie-allianz-sicurezza/</link>
		<comments>http://www.segnalezero.com/allie-allianz-sicurezza/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 12:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
				<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnalezero.com/?p=1451</guid>
		<description><![CDATA[<p>Ebbene sì, sono tra i fortunati blogger che hanno ricevuto Allie per recensirlo.
Sto parlando di un’interessantissima diavoleria tecnologica promossa da Allianz Telematics, che registra le performance della vostra automobile. È il primo prodotto del suo genere lanciato nel settore automotive, precorrendo in qualche modo questi ... </p><p><a href="http://www.segnalezero.com/allie-allianz-sicurezza/">Allie by Allianz, un GPS per la sicurezza alla guida</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene sì, sono tra i fortunati blogger che hanno ricevuto <strong>Allie</strong> per recensirlo.<br />
Sto parlando di un’interessantissima diavoleria tecnologica promossa da <strong>Allianz Telematics</strong>, che registra le performance della vostra automobile. È il primo prodotto del suo genere lanciato nel settore automotive, precorrendo in qualche modo questi tempi in cui <strong>tecnologia</strong> e <strong>guida</strong> fanno rima con <strong>sicurezza</strong>.<br />
Non si parla forse moltissimo di <strong>scatola nera</strong> montata sulle autovetture? Certo, così come moltissime case automobilistiche hanno aggiornato la dotazione tecnologica degli ultimi modelli proprio per permettere una maggiore sicurezza alla guida e diminuire gli incidenti. La cui causa principale, ricordiamolo è sempre l’errore umano, espressione tutto sommato neutra che serve a indicare la leggerezza con cui spesso montiamo in macchina, espondendo noi stessi e gli altri a rischi evitabili.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 234px"><a href="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/05/allie-allianz-gps.jpg"><img class="size-medium wp-image-1453" alt="Allie" src="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/05/allie-allianz-gps-224x300.jpg" width="224" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Allie. Il dispositivo va montato sul cruscotto (chiedere a CarGlass)</p></div>
<p>Allie si inserisce in questo filone, ma lo fa a modo suo. È composto da un’applicazione Mobile scaricabile dal sito <strong><a href="http://www.allie.it/" target="_blank">www.allie.it </a></strong>e dall’alieno dagli occhi blu che vedete in foto: un dispositivo che al suo interno racchiude un <strong>GPS</strong>, un <strong>modulo GSM</strong> e un <strong>sensore di movimento</strong>.<br />
Il tutto permette, ad esempio, di ricevere assistenza in caso di guasto o sinistro, visto che il dispositivo è collegato a una centrale operativa sempre attiva, ma anche di localizzare l’automobile grazie al GPS. E non manca l’accelerometro, utile per individuare all’istante brusche le decelerazioni (superiori a 2G) dovute a un incidente: in questo caso, la centrale riceve un avviso e contatta immediatamente il cliente. In assenza di risposta, attiva i soccorsi.</p>
<p>Poi ci sono altri utilizzi collegati fortunatamente a situazioni meno gravi. Grazie ad Allie potete affidare in serenità l’auto a vostro figlio ed essere informati dei suoi spostamenti o, ad esempio, sapere che non si è confuso scambiando la strada per l’autodromo di Monza. E se proprio siete dei curiosoni, potete anche informarvi sui suoi spostamenti.<br />
Spiare quel figlio che non ho è una cosa che non farei mai perché preferisco una sana educazione improntata alla sincerità reciproca al becero tecno-controllo, ma questa dopotutto è una considerazione personale che nulla ha a che vedere con la qualità del prodotto.<br />
Più importante è sapere che Allie permette di localizzare l’auto in caso di furto, oppure che in caso di incidente può essere utile – grazie al suo sistema di monitoraggio – nel fornire dati che serviranno a dirimere eventuali controversie sulla dinamica del sinistro.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/allie-allianz-sicurezza/">Allie by Allianz, un GPS per la sicurezza alla guida</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnalezero.com/allie-allianz-sicurezza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il caso Aldrovandi e il paese delle ferite non sanate</title>
		<link>http://www.segnalezero.com/aldrovandi/</link>
		<comments>http://www.segnalezero.com/aldrovandi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 15:09:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnalezero.com/?p=1442</guid>
		<description><![CDATA[<p>Siamo un paese di versioni parziali, opinioni, preconcetti, piccoli striscianti razzismi che collidono con la ricerca di verità e giustizia. Anzi, quando possibile la ostacolano. Sono qui alla tastiera, tra una consegna di un progetto e una mail di lavoro, ma il mio pensiero non ... </p><p><a href="http://www.segnalezero.com/aldrovandi/">Il caso Aldrovandi e il paese delle ferite non sanate</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo un paese di versioni parziali, opinioni, preconcetti, piccoli striscianti razzismi che collidono con la ricerca di <strong>verità</strong> <strong>e giustizia</strong>. Anzi, quando possibile la ostacolano. Sono qui alla tastiera, tra una consegna di un progetto e una mail di lavoro, ma il mio pensiero non può non andare alla famiglia di <strong>Federico Aldrovandi</strong>, vittima di uno Stato che troppo spesso si volta dall’altra parte per non vedere i criminali annidati al suo interno.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/03/giustizia.jpg"><img class="alignright  wp-image-1445" alt="La giustizia è uguale per tutti. E la verità?" src="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/03/giustizia-300x225.jpg" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Due giorni fa si è tenuto il presidio del <strong>sindacato Coisp</strong> in solidarietà ai quattro poliziotti condannati in via definitiva per l’omicidio di Federico, avvenuto il 25 settembre 2005. Fermato da una volante dopo una serata con amici, la sua pratica è stata sbrigata una volta per tutte a calci,  pugni e manganellate. Federico è solo l’ultimo nome di una lunga lista di persone che, loro malgrado, hanno avuto a che fare con il lato malato e violento della divisa. Quella faccia della medaglia che in Italia da sempre vuol dire verbali manomessi, omissioni, ritardi, indagini falsate, depistaggi. Calunnie. Muri di gomma. Silenzi.<br />
Il lungo elenco della vergogna arriva fino al <a href="http://www.corriere.it/cronache/13_marzo_27/coisp-manifestazione-aldrovandi_88d3920c-96da-11e2-b7d6-c608a71e3eb8.shtml" target="_blank">presidio del Coisp</a>, tenutosi casualmente sotto le finestre dell’ufficio in cui lavora <strong>Patrizia Moretti</strong>, la mamma di Federico. Una manifestazione che è stata innanzitutto indizio raccapricciante di una diffusa <strong>mancanza di rispetto per la vita</strong>.</p>
<p>Non mi interessano le giustificazioni o il teorema delle “poche mele marce all’interno di un sistema sano”: perché contro quelle poche (o tante) mele marce non si è fatto abbastanza, e non sarà certo la mera statistica a cancellare la vergogna. Come ripeto da anni, <strong>l’onda lunga di Genova</strong>, quell’esteso senso di impunità, il silenzio complice dei colleghi si sono diffusi.<br />
Le tragiche vicende di <strong>Uva</strong>, <strong>Aldrovandi</strong>, <strong>Sandri</strong>, <strong>Cucchi</strong>, <strong>Giuliani</strong> e molti altri sono la conseguenza di un unico fenomeno: l’aver abbassato la guardia. Alcuni apparati dello Stato sono stati ritenuti in grado di autoregolarsi e preservare quell’indispensabile coefficiente di democrazia interna che permette loro di funzionare senza errori all’interno del corpo sociale. Chiamatelo ingenuo o subdolo, il ragionamento non ha retto. Non sempre.</p>
<p>Ma oggi, forse più che mai, in attesa del doveroso e sacrosanto <strong><a href="http://radio.rcdc.it/archives/a-ferrara-il-contro-presidio-vicini-alla-famiglia-di-aldro-115843/" target="_blank">sit-in di solidarietà</a> alla famiglia Aldrovandi</strong> che <strong>si svolgerà oggi a partire dalle 18.00 in Piazza Savonarola a Ferrara</strong>, il dato che emerge è un altro .<br />
Siamo un paese di ferite non sanate, dicevo all’inizio del post. Un paese ormai preda di quella retorica del <strong>“noi contro di loro”</strong>, che ha inquinato gli ultimi vent’anni di vita politica, sociale, civile. Nel caso specifico, chiedere il licenziamento di agenti condannati in via definitiva viene letto automaticamente come una testimonianza di astio nei confronti di tutte le forze dell’ordine e dei loro rappresentanti. Pretendere maggiori tutele per i manifestanti (pensiamo ai numeri di riconoscimento sulle divise degli agenti antisommossa) è interpretato come un voler limitare la democrazia, quando invece è l’esatto contrario.<br />
<strong>Il grado di libertà di un paese non si misura sulla forza del pugno che spegne il dissenso.</strong> Semmai si valuta da cose molto più semplici: come la libertà di andarsi a vedere una partita di calcio in santa pace. O anche la certezza che un controllo di documenti non si trasformi in una sequela di sputi, insulti e schiaffi (o peggio). Con l’aggravante morale dell’intimidatoria manifestazione di due giorni fa. Una carnevalata a sostegno di chi, invece di proteggere un cittadino, ha pensato bene di spegnerne la vita.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/aldrovandi/">Il caso Aldrovandi e il paese delle ferite non sanate</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnalezero.com/aldrovandi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Libri: un italiano su due non li legge</title>
		<link>http://www.segnalezero.com/libri/</link>
		<comments>http://www.segnalezero.com/libri/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 20:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnalezero.com/?p=1433</guid>
		<description><![CDATA[<p>Leggere libri: prima ancora che una passione, un modo per allenare il pensiero, decifrare la realtà, arricchirsi grazie al contatto con punti di vista diversi dal nostro. Leggere è esperienza differita, questo sì, ma ragionata, ricca, molteplice. Leggendo è possibile scegliere il tempo di fruizione ... </p><p><a href="http://www.segnalezero.com/libri/">Libri: un italiano su due non li legge</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/03/libri.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1434" style="margin: 5px; border: 1px solid black;" alt="libri " src="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/03/libri-300x167.jpg" width="400" height="300" /></a>Leggere libri: prima ancora che una passione, un modo per allenare il pensiero</strong>, <strong>decifrare la realtà, arricchirsi grazie al contatto con punti di vista diversi dal nostro.</strong> Leggere è esperienza differita, questo sì, ma ragionata, ricca, molteplice. Leggendo è possibile scegliere il tempo di fruizione di un contenuto, cosa che la TV, ad esempio, non permette. <strong>La lettura addestra la memoria, facoltà su cui si basano cultura, partecipazione e rispetto delle regole.</strong></p>
<p>Un <strong>romanzo</strong>, un <strong>quotidiano</strong>, un <strong>saggio</strong> o una <strong>raccolta di poesie</strong> ci permettono di confrontarci con un mondo che altrimenti non ci apparterrebbe del tutto. Ci aiutano a prendere le misure con la realtà. A capire, a scegliere: due attività molto importanti all’interno del più ampio contesto della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_dell%27informazione" target="_blank"><strong>Società dell’Informazione</strong></a>, caratterizzata da una certa bulimia di dati e informazioni asettici e, per questo motivo, incapaci di ricostruire la portata emotivo entro cui la “notizia”, o il fatto che si vuole raccontare, si muove.<br />
Leggere è costruire (spesso assieme all’autore) un percorso di senso ben più completo del flusso di immagini propinato dalla televisione oppure della lettura interrotta, smozzicata e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Multitasking" target="_blank"><strong>multitasking</strong></a> del Web.</p>
<p>Per questo motivo trovo preoccupante quanto emerso dal <a href="http://www.cnos-fap.it/sites/default/files/rapporti/rapporto_definitivo_17_3_2013.pdf" target="_blank">primo rapporto sulla promozione della lettura in Italia</a>. <strong>Lo scorso anno solo il 46% degli italiani ha letto almeno un libro.</strong> <strong>Meno di una persona su due.</strong> Ma c&#8217;è di più. Nel 2010 la percentuale si attestava al 46,8%, quindi a spanne <strong>abbiamo perso per strada 700mila lettori</strong>.</p>
<p>Già, i lettori. Quanti sono in Italia? Non certo tutto il 46% evidenziato dal rapporto.<br />
Approfondendo l’analisi dei dati, si scopre infatti che <strong>solo il 18,4% legge una quantità decente di libri</strong>, dai 4 agli undici in un anno. Ma andiamo avanti: i <strong>lettori “forti”</strong>, quelli da almeno dodici libri l&#8217;anno (uno al mese), <strong>sono solo il 6,3% della popolazione</strong>.<br />
Sul fronte stampa, le cose non vanno meglio. Il 52% degli italiani legge (o dice di leggere) i giornali almeno una volta la settimana: immagino che Gazzetta, Tuttosport o Novella 2000 siano compresi nel computo totale e la cosa non mi rasserena.</p>
<p>Certo, sono aumentate vertiginosamente le vendite di <strong>tablet</strong> e <strong>e-book reader</strong>, ma tutto sommato si tratta di un mercato giovane che avrà bisogno di tempo per dimostrare il suo impatto sulla società. <strong>Nel 2011 gli italiani hanno speso 131 milioni di euro per l’acquisto di un reader</strong> (16 nel 2010) <strong>e 472 milioni di euro per i tablet</strong> (210 nel 2010). Intanto i contenuti disponibili per questi dispositivi stanno crescendo a dismisura: 1.619 nel 2009, ora sono 31.416, sempre se la quantità di libri digitalizzati serve a determinare qualcosa.</p>
<p>I dati presentati dal rapporto sono lo specchio fedele dell’italiano medio. Pigro, male informato, tendenzialmente allergico alla cultura e all’attualità, interessato alla tecnologia più come a uno status symbol che a una chiave per aprire nuovi orizzonti.<br />
I libri sono memoria, possibilità di confronto, arricchimento. Conoscere e capire quanto accaduto ieri ci aiuta a progettare il domani, leggendo in controluce l’oggi. Una persona che si accontenta di preconcetti, informazioni parcellizzate e di un flusso ormai incontrollato di immagini, che preferisce visioni catodiche e narrazioni campanilistiche all’apertura nei confronti dell’Altro, che non è abituata a confrontare e a scegliere il meglio per sé e gli altri, che non è abituata a far lavorare il cervello, è una persona che non riesce a contestualizzare i fatti, distratta e facilmente distraibile, superficiale, attratta dallo slogan e non dal contenuto. Facile da persuadere e comandare a bacchetta. Appunto, l’italiano medio.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/libri/">Libri: un italiano su due non li legge</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnalezero.com/libri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Niente sconti</title>
		<link>http://www.segnalezero.com/niente_sconti/</link>
		<comments>http://www.segnalezero.com/niente_sconti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2013 13:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnalezero.com/?p=1417</guid>
		<description><![CDATA[<p>Niente sconti. Avvinghiati a quotidiane miserie non riusciamo a guardare la vita nel suo svolgersi. I ricordi sono un fiume che sbuffa distante. Disinteressato.
Fotogrammi disabituati a fare prigionieri. Immagini rivolte all’indietro verso tempi e luoghi che non torneranno, permeati da un senso di appartenenza declinato ... </p><p><a href="http://www.segnalezero.com/niente_sconti/">Niente sconti</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/03/nuvole.jpg"><img class="wp-image-1418 alignright" alt="nuvole" src="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/03/nuvole.jpg" width="500" height="400" /></a>Niente sconti. Avvinghiati a quotidiane miserie non riusciamo a guardare la vita nel suo svolgersi. I ricordi sono un fiume che sbuffa distante. Disinteressato.<br />
Fotogrammi disabituati a fare prigionieri. Immagini rivolte all’indietro verso tempi e luoghi che non torneranno, permeati da un senso di appartenenza declinato al passato remoto.<br />
Esistono frammenti il cui destino è percorrere la vita in un lampo. Schegge di cielo che bruciano troppo presto, illuminando appena nel loro breve tragitto la lunga notte.<br />
Una di queste sei stata tu.</p>
<p>Fiori di fuoco e fiori di carta. La Vita da una parte, le piccole vite dall’altra.<br />
E le piccolezze.<br />
I silenzi, i compromessi, i colpi bassi, i passi falsi.<br />
Niente sconti, avevamo detto. E prima di tutto non voglio farne a me.<br />
Ieri ti abbiamo dimenticata, questo è il punto. Abbiamo iniziato a parlare di te, dell’incidente: poi il lutto è stato sostituito dal solito batti e ribatti di responsabilità, torti e ragioni, parole dette e smozzicate. È finita che ci hai lasciato due volte.</p>
<p>La tua delicatezza ha pagato la strada, ma anche le nostre piccinerie.<br />
Niente sconti, nemmeno per te.<br />
Fai buon viaggio e, se puoi, scusaci.<br />
Il peggio è passato.</p>
<p><em><strong>“Bianche sponde e, al di là di queste, un verde paesaggio sotto una lesta aurora”.</strong></em></p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/niente_sconti/">Niente sconti</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnalezero.com/niente_sconti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Elezioni 2013: i perché di un&#8217;astensione</title>
		<link>http://www.segnalezero.com/elezioni_2013_astensione/</link>
		<comments>http://www.segnalezero.com/elezioni_2013_astensione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 20:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnalezero.com/?p=1400</guid>
		<description><![CDATA[<p>Perché non voglio essere complice (in)volontario di una classe dirigente che ha messo in ginocchio questo paese dopo averne depredato per anni le ricchezze culturali, sociali, intellettuali, economiche. E che ora ci chiama alle elezioni per giustificare lo scempio con il nostro voto.
Perché non mi ... </p><p><a href="http://www.segnalezero.com/elezioni_2013_astensione/">Elezioni 2013: i perché di un&#8217;astensione</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 335px"><a href="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/02/salvador-dali-war.jpg"><img class=" wp-image-1402 " alt="premonizione di guerra civile" src="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/02/salvador-dali-war.jpg" width="325" height="324" /></a><p class="wp-caption-text">salvador dalì &#8211; premonizione di guerra civile</p></div>
<p>Perché non voglio essere complice (in)volontario di una classe dirigente che ha messo in ginocchio questo paese dopo averne depredato per anni le ricchezze culturali, sociali, intellettuali, economiche. E che ora ci chiama alle <strong>elezioni</strong> per giustificare lo scempio con il nostro voto.</p>
<p>Perché non mi sento rappresentato dal paravento degli interessi delle <strong>cooperative</strong>, né dai fautori di un’insensata <strong>austerity</strong> di stampo greco. Perché non mi rassegno all’idea che <strong>Balotelli</strong> valga due punti nei sondaggi, mentre i <strong>cervelli in fuga</strong>, i <strong>precari</strong> e i <strong>disoccupati</strong> non spostano un voto.<br />
Perché sono stanco delle <strong>prospettive antistoriche</strong> di chi ha bisogno di ricrearsi un passato mitico (quanto illusorio) per giustificare un presente all’insegna del “noi contro di loro”. Perché non credo nel “noi contro di loro”, ma voglio e pretendo il “noi al servizio di tutti”.<br />
Perché la politica non si fa con il camper e il santino dell’<strong>Opus Dei</strong> in tasca, né chiudendo un occhio sulla <strong>Fiat</strong> che fugge dall’Italia in cambio di una poltrona.</p>
<p>Perché non ho mai creduto nei <strong>predicatori televisivi</strong>. E perché ora non voglio fidarmi di quelli <strong>digitali</strong>, i cui proclami mi preoccupavano già in tempi non sospetti.  Perché per vent’anni abbiamo avuto una <strong>concessionaria di pubblicità</strong> al governo, e i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Ora un’<strong>agenzia di marketing online</strong> sta rendendo ingovernabile questo paese. I risultati si vedranno tra qualche mese: di nuovo urne, oppure troika o governissimo.</p>
<p>Il mio non è disfattismo o apatia civile. È la serena constatazione di vivere in un paese che ha perso ogni difesa immunitaria. Al quale auguro di ammalarsi, ma sul serio: arrivare al punto di rottura, per poi riscoprire il proprio spirito e la propria vocazione. Civile, sociale, economica, politica.</p>
<p>È la voglia di camminare a testa alta. Di non sporcarsi. Di non illudersi.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/elezioni_2013_astensione/">Elezioni 2013: i perché di un&#8217;astensione</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnalezero.com/elezioni_2013_astensione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Happy Birthday Trippa-Advisor!</title>
		<link>http://www.segnalezero.com/trippa_advisor/</link>
		<comments>http://www.segnalezero.com/trippa_advisor/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2013 19:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
				<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[trippa-advisor]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnalezero.com/?p=1371</guid>
		<description><![CDATA[<p>Sono lieto di ospitare sul mio blog Angelo Valenza, anima di Trippa-Advisor. Angelo ci racconta come sta andando il progetto, a un anno dall&#8217;incontro diabolico che ne ha segnato l&#8217;inizio e a otto mesi dal primo post.

Cari amici,
ho accettato con piacere l’offerta di scrivere un ... </p><p><a href="http://www.segnalezero.com/trippa_advisor/">Happy Birthday Trippa-Advisor!</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono lieto di ospitare sul mio blog <strong>Angelo Valenza</strong>, anima di <strong>Trippa-Advisor. </strong>Angelo ci racconta come sta andando il progetto, a un anno dall&#8217;incontro diabolico che ne ha segnato l&#8217;inizio e a otto mesi dal primo post.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/trippa_advisor/trippa_advisor_logo/" rel="attachment wp-att-1373"><img class="alignleft size-full wp-image-1373" alt="trippa_advisor_logo" src="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/02/trippa_advisor_logo.jpg" width="228" height="229" /></a></p>
<p>Cari amici,<br />
ho accettato con piacere l’offerta di scrivere un articolo sui primi mesi di vita di <a href="http://www.trippa-advisor.it/" target="_blank"><strong>Trippa-Advisor</strong></a>. Molti di voi non lo conosceranno: è un progetto nato a Firenze nell’inverno del 2012, <strong>davanti ad un lampredottaio</strong>, un panino con il lampredotto e un bicchiere di Chianti. Una discussione tra 4 amici da cui viene fuori la constatazione della mancanza di una <strong>guida</strong> ai luoghi dove sia possibile <strong>gustare la cucina tradizionale più povera e da strada</strong>. Luoghi dove sia possibile mangiare il <strong>lampredotto</strong>, la <strong>trippa</strong>, la <strong>busecca</strong> lombarda, le <strong>stigghiola</strong> e <strong>u’ pane ca’ meusa</strong> siciliani, <strong>u pere e u mussu</strong> napoletano, eccetera.</p>
<p>Lo scorso <strong>28 maggio</strong> è uscito il primo post di <strong>Trippa-Advisor</strong>. Da allora, sono passati 8 mesi e più di 20 mila persone hanno visitato la nostra pagina web. Abbiamo pubblicato oltre 50 differenti ricette e 30 recensioni di posti dove è possibile gustare la cucina con le frattaglie (anche all’estero). Sono dei buoni numeri, ma siamo ancora lontani dal raggiungimento dell’obiettivo di creare una <strong>grande enciclopedia</strong> della cucina con le frattaglie che raccolga le <strong>tradizioni culinarie</strong> di tutte le regioni italiane.</p>
<p>Ci sono delle chicche nascoste nelle cucine dei nostri 8 mila comuni, dei tesori nascosti che devono essere scovati. E noi in questi mesi ne abbiamo trovati alcuni: come ad esempio la <a href="http://www.trippa-advisor.it/ricette/cucina-campana/ricette-flegree-liatia/" target="_blank">ricette della Liatia</a>, una ricetta perduta dell’antica tradizione flegrea che abbiamo riportato alla luce; oppure gli <a href="http://www.trippa-advisor.it/ricette/cucina-laziale/abboti-guarcino/" target="_blank">Abboti di Guarcino</a>, involtini di trippa ripieni di mortadella, pecorino, ventresca, uovo e peperoncino tipici di un comune laziale di 1.700 anime, o anche le ricette scovate nel blog di un veterinario ticinese che ci ha regalato la ricetta delle scaloppe di cervo impanate.</p>
<p>Ovviamente non mancano ricette tradizionali come la <a href="http://www.trippa-advisor.it/ricette/cucina-toscana/trippa-alla-fiorentina/" target="_blank">trippa alla fiorentina</a> o anche la <strong>trippa alla romana</strong>, la coratella e altre prelibatezze.</p>
<p>Oltre a ciò &#8211; ed è la cosa che personalmente mi è piaciuta di più &#8211; abbiamo scoperto un microcosmo fatto di feste e sagre antiche di secoli, ricette segrete custodite da personaggi sconosciuti (come la <a href="http://www.trippa-advisor.it/trippa-news/a-tutta-trippa/" target="_blank">Zuppa di Trippa</a> custodita da Franco Sandrone, macellaio di Barolo &#8211; Piemonte), Confraternite della Trippa (come quella della Trippa di Moncalieri) e chef che sono diventati famosi per aver fuso la cucina con le frattaglie toscana insieme con la tradizione orientale (è il caso di Luca Cai, proprietario dell’Osteria Tripperia “Il Magazzino” di Firenze).</p>
<p>Trippa-Advisor vive soprattutto grazie al contributo degli amanti della Trippa e delle frattaglie: <strong>abbiamo bisogno del vostro aiuto per completare l’opera!</strong> Quindi se conoscete una ricetta particolare non esitate a condividerla con noi&#8230; che la Trippa sia con voi, e, ricordate: non si butta via niente!</p>
<p><strong>Angelo Valenza</strong></p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/trippa_advisor/">Happy Birthday Trippa-Advisor!</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnalezero.com/trippa_advisor/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Crowdfunding: Banca Interprovinciale annuncia Com-Unity</title>
		<link>http://www.segnalezero.com/crowdfunding/</link>
		<comments>http://www.segnalezero.com/crowdfunding/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 22:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[banca]]></category>
		<category><![CDATA[crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnalezero.com/?p=1364</guid>
		<description><![CDATA[<p>In un momento a dir poco critico per il settore bancario, qualcosa di nuovo forse si sta muovendo. Anche in un paese come il nostro, notoriamente allergico all&#8217;innovazione. La Banca Interprovinciale, in collaborazione con Studio Scoa, ha infatti annunciato il debutto di Com-Unity, portale web ... </p><p><a href="http://www.segnalezero.com/crowdfunding/">Crowdfunding: Banca Interprovinciale annuncia Com-Unity</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">In un momento a dir poco critico per il settore bancario, qualcosa di nuovo forse si sta muovendo. Anche in un paese come il nostro, notoriamente allergico all&#8217;innovazione. La <strong><a href="http://www.bancainterprovinciale.it/" target="_blank">Banca Interprovinciale</a></strong>, in collaborazione con Studio Scoa, ha infatti annunciato il debutto di <strong>Com-Unity</strong>, portale web di <strong>crowdfunding</strong> patrocinato dall’istituto di credito modenese. Un’idea che non inventa nulla di nuovo, ma se non altro ha il pregio di riportare la banca alla sua missione originaria. “Selezionare e finanziare idee, progetti e imprenditori”, come ha dichiarato <strong>Alessandro Gennari</strong>, direttore generale di Banca Interprovinciale.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdfunding" target="_blank"><strong>Crowdfunding</strong></a> non è solo denaro. Nella sua accezione più ampia è finanziamento di progetti che hanno concrete ricadute sul territorio. Un processo per cui ogni risorsa, anche la più piccola, ritorna a far parte del tessuto sociale di cui è prodotto, arricchendolo. È sostegno all’arte, ai progetti benefici, alle idee innovative. Il tutto subordinato a un unico fattore: i bisogni della comunità stessa, che in questo caso è la più grande comunità del web.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/VOdkHFcUnUM" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/crowdfunding/">Crowdfunding: Banca Interprovinciale annuncia Com-Unity</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnalezero.com/crowdfunding/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fumetto: intervista a Ezio Sisto (e a Paperinik)</title>
		<link>http://www.segnalezero.com/fumetto-paperinik-ezio-sisto/</link>
		<comments>http://www.segnalezero.com/fumetto-paperinik-ezio-sisto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 15:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[fumetto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnalezero.com/?p=1354</guid>
		<description><![CDATA[<p>Giornalista. Disegnatore. Personaggio di spicco del fumetto italiano, ora responsabile dell’area artistica di Disney Italia.
Vicedirettore di Topolino e padre di PK, Paperinik New Adventures. La biografia professionale di Ezio Sisto, come me “pavese adottato” (origini alessandrine le sue, giuliane le mie) è troppo sintetica per ... </p><p><a href="http://www.segnalezero.com/fumetto-paperinik-ezio-sisto/">Fumetto: intervista a Ezio Sisto (e a Paperinik)</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.segnalezero.com/fumetto-paperinik-ezio-sisto/paperinik/" rel="attachment wp-att-1355"><img class="alignleft size-medium wp-image-1355" alt="paperinik " src="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2013/01/paperinik-251x300.jpg" width="251" height="300" /></a>Giornalista. Disegnatore. Personaggio di spicco del <strong>fumetto</strong> italiano, ora responsabile dell’area artistica di Disney Italia.</p>
<p>Vicedirettore di Topolino e padre di PK, <strong>Paperinik New Adventures</strong>. La biografia professionale di <strong>Ezio Sisto</strong>, come me “pavese adottato” (origini alessandrine le sue, giuliane le mie) è troppo sintetica per contenere il suo percorso umano, tratteggiato da un intuito editoriale e creativo che ha pochi termini di paragone.<br />
Per questo e altri motivi, tradurre il nostro lungo scambio di email in un&#8217;intervista per Segnalezero è un modo per onorare questo percorso e rendere doppia giustizia: ai suoi lettori, molto probabilmente curiosi di sapere qualcosa di più del loro beniamino; e a Ezio stesso, che ha accettato con entusiasmo questa mia proposta, cosa di cui lo ringrazio pubblicamente.</p>
<p><strong>Prima di tutto ti chiederei di presentarti.</strong><br />
Sono nato ad Alessandria il 28 gennaio del lontanissimo 1956, e dopo la maturità scientifica mi sono trasferito a Pavia per studiare medicina. Nel frattempo ho cominciato a collaborare con un famoso fotografo e con alcune case editrici. Lasciati gli studi, con grande rammarico dei miei genitori, ho continuato a lavorare in campo editoriale e sono diventato giornalista professionista nel 1988. Dopodiché ho coniugato i miei studi con la professione e sono stato giornalista scientifico fino  al 1993, anno in cui sono entrato nella redazione di Topolino. Sono sposato e vivo a Torre d’Isola, in provincia di Pavia, con mia moglie Marta, agronomo, e il cane Lulù, un incrocio golden retriever-rottweiler.</p>
<p><strong>Come è nato il tuo amore per il fumetto?</strong><br />
Be’, io sono cresciuto a pane e fumetti. Considera che nei primi anni 60 non c’erano molte alternative. Non c’erano Internet, Facebook, videogame. Alla tv c’erano solo due canali in bianco e nero, noiosissimi…  preistoria! In più, io avevo una sorella maggiore di cinque anni, a sua volta appassionata di fumetti, e così non avrebbe potuto essere diversamente.</p>
<p><strong>In quale occasione hai pensato di farne una professione?</strong><br />
È stato un caso. Io ho continuato a leggere Topolino anche negli anni dell’università, e quando lavoravo alla Utet periodici scientifici c’era una grafica part time, che collaborava anche con la Disney. Da lei venni a sapere che stavano pensando di ampliare la redazione, così mi proposi. Mi tennero sulla corda per un anno, poi il 1° giugno 1993 finalmente feci il mio ingresso trionfale. Ricordo che arrivai in anticipo sotto la redazione, allora andai al bar a prendere un caffè freddo e, emozionatissimo, me lo versai tutto sulla camicia bianca. Mi sentivo come Paperino, ma per fortuna c’era un negozio di abbigliamento proprio lì, mi cambiai al volo e via verso il primo giorno del nuovo lavoro.</p>
<p><strong>E quando questo sogno è diventato realtà? Raccontaci gli inizi della tua carriera. Di cosa ti occupavi?</strong><br />
Gli  inizi, come sempre, sono stati duri, se no che inizi sarebbero? L’ambiente era fantastico, tutti i colleghi erano amici, e mi aiutavano in tutti i modi. Ciononostante, è difficile, dal di fuori, immaginare quanto lavoro c’è dietro un fumetto. Ho fatto la gavetta, controllando le storie prima che andassero in stampa, e solo dopo un po’ ho cominciato il lavoro più creativo, confrontandomi con sceneggiatori e disegnatori, creando storie e spunti nuovi.<br />
Oggi, a distanza di quasi 20 anni, sono vicedirettore.</p>
<p><strong>Qual è il tuo più grande risultato professionale?</strong><br />
Senza dubbio PK, la saga di un Paperinik del futuro che si scontra con nemici terribili, invasori spaziali e viaggiatori del tempo. Si trattava di un fumetto “adulto” che ha cambiato la percezione di Disney e che viene tuttora ripubblicato periodicamente. L’ultima ristampa è andata in edicola con il Corriere della sera, ed è appena terminata.</p>
<p><strong>Su quali prodotti e progetti stai lavorando ora?</strong><br />
Adesso stiamo lavorando al numero tremila di Topolino, un numero doppio che segna un traguardo importantissimo per noi e per tutti i lettori, che da 80 anni continuano a seguirci con passione e partecipazione.</p>
<p><strong>Qual è il personaggio a cui ti senti più legato? C’è qualcosa di questo personaggio che rispecchia il tuo carattere?</strong><br />
Il personaggio a cui sono più legato, in realtà sono tre:  Dinamite Bla, il buzzurro che vive sul  cocuzzolo del misantropo con il fedele Fiuto Joe  e accoglie tutti a schioppettate, amici (pochi) e nemici. Poi c’è Ciccio di Nonna Papera che (come il mio cane) pensa solo a mangiare e a dormire e non sa che cosa sia lo stress, e naturalmente Paperino, in tutte le sue  declinazioni: il papero sfortunatissimo  e sempre povero in canna, il supereroe senza macchia, l’agente segretissimo DoubleDuck. In tutti e tre questi personaggi c’è qualcosa di me…</p>
<p><strong>C’è invece un personaggio a cui non sei mai riuscito ad affezionarti? Perché?</strong><br />
No, non c’è alcun personaggio che mi stia antipatico perché tutti sono come famigliari. E penso che anche i cosiddetti cattivi, come i Bassotti o Gambadilegno, o gli antipatici, come Gastone, abbiano molta più umanità di tanti nostri contemporanei.</p>
<p><strong>Cosa ti ha insegnato il fumetto?</strong><br />
Direi tutto quello che so. Può sembrare una battuta, ma in un certo senso è vero. Il fumetto non è solo una chiave di lettura della realtà, ma ha anche una funzione educativa e culturale, specialmente se è  di altissima qualità come il nostro. Inoltre è un veicolo di valori laici universalmente, almeno a parole, condivisi.<br />
Quando hai iniziato a lavorare, quale clima culturale si respirava? E come questo clima ha influito sul fumetto italiano nel suo complesso?<br />
I computer in redazione  e la telefonia mobile erano agli albori. Ricordo il mio primo computer portatile: aveva il peso e le dimensioni di una valigetta ventiquattrore, in compenso prestazioni assolutamente ridicole. E il mio primo cellulare? Sembrava una cabina del telefono. Sono passati solamente 20 anni, ma sembra un secolo, davvero. Eppure si respirava un&#8217;altra aria, erano anni bellissimi e la grande crisi era di là da venire. Non sarà un caso se in quegli anni al cinema sono usciti capolavori come Matrix e Il quinto elemento, o, in campo fumettistico, si sia affermato  un fenomeno come Dylan Dog.</p>
<p><strong>E ora? Qual è il ruolo e il peso specifico del fumetto in un mondo globalizzato?</strong><br />
Verrebbe da dire che il fumetto è finito, che ha fatto il suo tempo. E molti lo dicono, sbagliando di grosso. Certo, non c&#8217;è più la possibilità di  grandissime tirature, ma questo vale per tutto il mondo dell&#8217;editoria nel suo complesso. Per questo motivo Topolino è sbarcato nel mondo digitale, con un&#8217;edizione per iPad.Tutto il mondo è cambiato a passi da gigante, non c&#8217;è spazio per la ripetitività o le nostalgie.</p>
<p><strong>Vorrei rivolgere una domanda a PK. “PK, qual è la più bella cosa che ti ha insegnato Ezio Sisto?”</strong><br />
Sberequack! Mi prendi alla sprovvista… mah, direi senz’altro il concetto che non esistono ostacoli insormontabili, per nessuno, e nemmeno per un piccolo papero sedentario.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/fumetto-paperinik-ezio-sisto/">Fumetto: intervista a Ezio Sisto (e a Paperinik)</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnalezero.com/fumetto-paperinik-ezio-sisto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
