30
Mar

Generalizzazioni

Dunque: da qualche tempo va di moda spararne di grosse sui giornalisti. Si generalizza, attribuendo a tutto il gruppo caratteristiche negative proprie di alcuni appartenenti, o di sottogruppi di appartenenti. Comunque non della totalità dell’insieme che forma l’intera categoria di giornalisti, fotoreporter, cineoperatori ecc.
Vengo al punto: sebbene le pecche non manchino – come in tutti gli altri aggregati umani, – mi sto francamente stancando delle banalità e dei luoghi comuni di chi, accampando una qualche perizia in materia, se ne esce con perle tipo: “Ah, questo non è giornalismo!”, “Eh, i soliti giornalisti”, o peggio.

Tralasciando questioni che ai più potrebbero sembrare mera filosofia (e cioè che ogni individuo è cosa a sé stante), e al netto del fatto che la coerenza non è cosa umana, non vedo perché in alcuni casi consideriamo in qualche modo razzista l’attribuire a interi gruppi caratteristiche e attributi del singolo, e in altri no.

Se un immigrato ruba un’automobile, un’affermazione del tipo “Gli immigrati rubano” è scorretta. Se un giornalista sbaglia un articolo, non approfondisce un passaggio o fa del sensazionalismo sulla catastrofe giapponese, dire che “tutta la categoria non ne esce bene” è ugualmente scorretto.

In realtà credo che tutta questa acredine nei confronti dei giornalisti sia funzionale, e in qualche modo alimentata da chi ha precisi interessi (economici, politici, di concorrenza) a indebolire la categoria. Il cittadino comune, quando si fa portavoce di questi stereotipi sbaglia tre volte: fa un errore di tipo logico (alcuni non ti autorizza a dire tutti), uno pratico, contribuendo a indebolire una categoria la cui forza e stabilità è un vantaggio per il gruppo sociale nel suo complesso. Terzo errore, di prospettiva: inconsapevolmente sostiene interessi che non sono i suoi.

Oppure lo si dica chiaramente. Ci piace la guerra tra bande, quindi l’invito é approfittarne, giocare a carte scoperte e cominciare ad allargare il tiro, colpendo con questo tipo di “saggezza” tutte le categorie professionali. Approfitto quindi per elencare alcuni fastidiosi e ignoranti luoghi comuni da cui prendere spunto per le prossime “ragionate invettive”.
Non vincerete il premio della civiltà, questo è poco ma sicuro. Ma almeno sarete più creativi e, in qualche modo, meno noiosi di adesso.

– gli imprenditori sono sfruttatori;
– i dipendenti pubblici sono tutti assenteisti;
– gli operai sono dei lavativi, tanto hanno la paga sicura;
– in cassa integrazione ci vanno solo i furbi;
– i dipendenti Alitalia sono pagati per non fare nulla;
– dentisti e odontoiatri sono degli evasori;
– gli assicuratori sono dei truffatori legalizzati;
– i medici si son comprati la laurea.

Chiudo: di solito il processo cognitivo di generalizzazione ha il compito di attenuare la varietà insita in un insieme di elementi, al fine di semplificare la gestione delle informazioni in nostro possesso. Chi generalizza sui giornalisti (o sugli immigrati, o sui gelatai, o su qualsiasi altra categoria o gruppo umano) sta sottolineando un limite che è innanzitutto suo.

Commenti (Facebook)

2 commenti
  1. Valentina De Rossi 30/03/2011

    Molto di moda in questo periodo:

    i giudici sono comunisti
    i terremotati dell’Aquila sono dei parassiti

    Si sa è molto più facile generalizzare e fare di tutta l’erba un fascio che fermarsi a riflettere e fare dei dovuti distinguo

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  2. piero.babudro 30/03/2011

    giusto! come non ricordare le sparate gratuite su giudici e aquilani? 🙂

    Rispondi

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