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Feb

Il limite tra critica e diffamazione online

Leggo proprio ora dalla Provincia Pavese la notizia di una dipendente dell’Agenzia delle Entrate, Rosa Grazia Arcifa, licenziata per aver espresso delle critiche sul sistema fiscale attraverso un forum.

Anche se l’articolo non riporta le frasi ‘incriminate’, si dice che sono bastate per far scattare un provvedimento di licenziamento senza preavviso e per giusta causa.
In un primo momento ho letto la notizia come una delle tante che ultimamente mi passano sotto gli occhi e riguardano licenziamenti o altri provvedimenti disciplinari nei confronti di dipendenti, dovuti ad affermazioni o comportamenti considerati lesivi dell’azienda o dell’istituzione cui fanno riferimento.
Ma a colpirmi ancor di più è stato il fatto che la Arcifa, presentando il dovuto ricorso, ha fatto sapere che quelle affermazioni erano sì critiche, ma nell’ottica di stimolare un dibattito.

Infatti avrebbe pubblicato online sei interventi relativi ai problemi dell’amministrazione della giustizia in Italia, con riferimenti alla normativa tributaria e all’amministrazione finanziaria. Sei interventi, non proprio un semplice status update simile a quel “Il mio lavoro è noioso”, che un anno fa costò il licenziamento all’inglese Kimberley Swann, all’epoca dipendente della Ivell Marketing and Logistics.

Uso il paragone perché ho seguito quella vicenda da vicino. Messe assieme mi paiono due storie molto diverse.. Da un lato una nota su Facebook che si limita a parlar male del proprio posto di lavoro senza motivare, dall’altro una critica quantomeno ragionata, se è vero che per esprimerla tutta ci sono voluti sei post su di una bacheca. (Lo dico senza nulla togliere al potenziale diffamatorio delle note in questione, non avendole rintracciate online).

Resto in attesa di ulteriori sviluppi, con un dubbio. Non è che facendosi scudo di concetti come l’online reputation si arriva al punto da cercare di ridurre ai minimi termini il legittimo diritto alla critica e all’espressione del proprio pensiero? E, nel caso, qual è per un dipendente il limite tra diritto di critica e diffamazione? Voglio dire, la Arcifa ha parlato di temi che ci riguardano tutti: norme, tributi, amministrazione finanziaria, tasse. Mi chiedo se l’interesse insito nella collettività rispetto a un dato argomento può avere un suo certo peso nel determinare cosa è critica costruttiva e cosa invece un’azione che va a danneggiare l’immagine dell’ente per cui si lavora.

Ma soprattutto quale dei due diritti è predominante? Se un domani il ricorso della Arcifa venisse rigettato, si potrebbe creare una situazione alquanto strana… Non vorrei che a passare fosse il concetto di sostanziale equiparazione tra critica all’istituzione per cui si lavora e diffamazione a mezzo web, stampa ecc. Le conseguenti ripercussioni sulle attività sindacali o su tutti quei momenti che consentono ai lavoratori (magari quelli non sindacalizzati) di confrontarsi, dibattere, trovare soluzioni sono facilmente immaginabili …

Commenti (Facebook)

12 commenti
  1. e ster bacci 25/02/2010

    Sono estereffata da quanto accaduto a questa collega, ma non stupita,
    Questa difesa ad oltranza da parte dell’Amministrazione dell’immagine è controproducente, perchè l’altro ieri ho letto proprio sui giornali dell’arresto di tre funzionari per concussione, magari questi non verrano licenziati

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  2. e ster bacci 25/02/2010

    Sono estereffata da quanto accaduto a questa collega, ma non del tutto stupita.
    Una difesa ad oltranza dell’immagine dell’Agenzia è controproducente, perché la persona comune legge anche degli arresti per concussione dei suoi funzionari.
    Perché non si licenzia anche questi con la stessa rapidità?
    La Dottoressa cerca di svolgere al meglio la sua attività e proprio per questo è ammirevole, certamente non ha il paraocchi come i cavalli e vede le storture di quest’Amministrazione.

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  3. Rosa Grazia Arcifa 25/02/2010

    Rispondo velocemente al commento che mi riguarda.
    Gli interventi incriminati sono apparsi all’interno di un blog promosso da magistrati:”Uguali per tutti “.(http://toghe.blogspot.com)
    Il blog, è un’area di discussione che offre spunti di riflessione e dialogo su questioni connesse a problemi dell’amministrazione della giustizia in Italia. In tale contesto i miei interventi risultano pertinenti agli argomenti trattati.
    Il mio licenziamento è avvenuto per ben altri motivi. Prima di notificarmi questo provvedimento, ho dovuto subirne altri cinque che poi sono stati archiviati perché erano ridicoli. Tanto per fare un esempio, sono stata sanzionata perché non potevo parcheggiare l’auto nel parcheggio pubblico dell’ufficio perché esso era riservato ai prepotenti ed alle veline!
    Serviva una scusa più forte per licenziarmi e hanno trovato questa.
    Molto tempo prima avevo denunciato quello che è apparso sul blog agli organi superiori, ministri compresi, chiedendo anche un interrogazione parlamentare, ma hanno ritenuto opportuno, o meglio opportunistico non indagare.
    E a proposito del lavoro che ho dovuto svolgere per l’agenzia delle entrate da giugno 2006 al 16 febbraio 2010, a Pavia, e per il quale non sono stata retribuita ma licenziata: ho scritto quattro monografie, una mole di ricorsi, anche per la Cassazione, gli interpelli delle società non operative che andavano fatti dai funzionari della Direzione Regionale e infine lo smaltimento arretrato di ben 150 ricorsi in carico all’ufficio di Milano 1, che mettevano a repentaglio il raggiungimento degli obiettivi regionali nel processo “Contenzioso”, che mi venivano trasmessi sprovvisti di tutta la documentazione relativa (poveri contribuenti!) e che i funzionari di Milano, ai quali erano stati assegnati, avevano pensato bene di riporli nell’armadio, perché in tutt’altre faccende affaccendati………………….
    Risponderò a tutte le domande che mi verranno fatte.
    Saluti
    Rosa Grazia Arcifa

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  4. anoninmo 25/02/2010

    sono proprio di questi giorni i fatti di cronaca di Varese, ossia mazzette in flagrante…comunque lo stato non è più quello di una volta in cui il dipendente aveva l’etichetta di illicenziabile, ora si leggono sui giornali casi di licenziamento nel pubblico anche solo per una timbratura fasulla

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  5. da milano a varese 25/02/2010

    non dimentichiamoci che Varese è vicino alla Svizzera più di Milano e con lo scudo fiscale gli affari possono andare bene…scovare conti correnti nascosti in Svizzera di ditte che magari mettono in cassa integrazione i dipendenti o non li pagano…ma perchè certi funzionari cadono in disgrazia quando sono beccati con le mani nel sacco e fino al giorno prima magari erano il fiore all’occhiello dell’amministrazione? Ai neoassunti viene dato il concetto che l’obiettivo primario del fisco è la riscossione, si mettono giovani a coordinare servizi e fare accertamenti, c’è da chiedersi come può procedere il lavoro.
    Il caso Arcifa è illustrato in altri blog/siti, devo correggere la cara signora su un punto:la palpatina non occorre per la carriera ma è spesso imposizione per la vita quotidiana in mansioni bassissime, dalle posizioni prestigiose ai pulisciwc.
    I concorsi progetto iride degli ultimi anni hanno voluto inserire neolaureati in un contesto di dipendenti per lo più assunti in massa negli anni Ottanta senza concorso e laurea,ossia con a malapena il diploma.Laureati formati da diplomati o meno che vengono da realtà settoriali come ufficio registro o iva o ii.dd. e che devono prepararsi a poter passare dagli accertamenti allo sportello,dai rimborsi alle registrazioni da un giorno all’altro in piena regolarità, senza nemmeno una difesa sindacale. Il tutto perchè iride deriva dai colori dell’arcobaleno base di tutti gli altri, quindi dalle mansioni base a tutti i settori dell’agenzia.
    Negli anni ’80 si licenziavano i tangentisti in amministrazione?
    Un Mercadante di Varese, noto ai fatti di cronaca, che fino a qualche giorno fa era capo come avrebbe potuto formare giovani di cui sarebbe potuto essere tutor?E se questi giovani avessero avuto giudizi negativi da parte sua?
    Ora l’agenzia vuole laureati (chi vede concorsi per diplomati in agenzia?),li sottopone a severi concorsi e, soprattutto col primaccitato progetto iride, aggiungeva una valutazione interna all’ufficio.
    A Varese, in cui ben due referenti di prestigio da anni erano coinvolti in quelle vicende, chi e come poteva esprimere giudizi?
    E come giudicherà il tribunale di Varese in cui si sono visti risparmiatori condannati a risarcire i danni alle banche venditrici di bond argentini mentre la Corte d’appello di Milano dava piena ragione ai clienti traditi?
    Ma veniamo alla ns. Arcifa:ha diffamato perchè espresso fatti obiettivi e opinioni negative o perchè insultato,minacciato e calunniato?
    QUi mi appello a qualche avvocato che leggerà questa pagina, oppure a qualche laureato in legge.
    Cosa si intende per diffamazione?
    Sulle mazzette le idee sono chiare…

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  6. G. Perrinotti 26/02/2010

    Eh già! Purtroppo non si può parlar male del posto in cui si lavora… Anche se si dice la verità, anche se i colleghi della poveretta arrestati per corruzione NON vengono licenziati in tronco, anche se è evidente a tutti gli addetti ai lavoro che determinate normative sono inique e che, ancor più spesso, è iniqua l’applicazione delle stesse, anche se gli uffici finanziari da quando sono diventati “Agenzia delle entrate” funzionano peggio che pria, etc. etc…
    Io credo e spero che la dipendente di cui si parla verrà reintegrata nel suo posto di lavoro dal tribunale cui si è rivolta, ma in ogni caso subirà ogni sorta di mobbing e umiliazione da parte di quei “capi” che spesso sono la causa di tutti i mali di un ufficio pubblico.

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  7. xx 27/02/2010

    giusto, non sono inique le norme ma la loro applicazione…giustissimo…alla poveretta conviene farsi riassumere e poi chiedere il cambio di amministrazione per gravi motivi

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  8. parttime 27/02/2010

    io ricevetti l’invito a dimettermi per una richiesta di parttime supportata da gravi certificati medici, l’agenzia delle entrate ce l’ha su coi parttime, le diffamazioni, i problemi di salute e relazionali…ma guardiamo le corruzioni, le concussioni, i peculati, gli abusi di potere e affini… non è cattiva immagine dell’agenzia un dirigente che denega un parttime per gravi motivi familiari/salute omettendo la trasmissione in direzione regionale?
    Meno male che Brunetta ha detto qualcosa sui dirigenti oltre che sui dipendenti pubblici

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  9. approfondendo il discorso di ‘da milano a varese’ ci si ricordi che non in tutte le regioni vengono fatti concorsi per neoassunzioni, i recenti concorsoni hanno riguardato le regioni del centronord e il sud è rimasto blindato a quelli che riescono a scendere in mobilità o distacco e meno che meno si parla di tutor o rotazione d’ufficio o lauree.
    I laureati del sud sono costretti a fuggire,ma se si decentrassero molte attività di backoffice creando posti al sud si eviterebbe l’esodo in massa e il sovraffollamento nei concorsoni al nord,ossia starebbero tutti meglio.
    Brunetta ha detto qualcosa sui dirigenti ma ha ostacolato il parttime considerato diritto del lavoratore a livello europeo, i sindacati agiscono come agiscono…la gavetta è gavetta dappertutto…probabilmente nello stesso episodio di Varese il giovane che si spartiva la mazzetta con l’anziano era il gavettista di quest’ultimo…il mondo del lavoro vuole giovani tutti pappa e ciccia con gli anziani e i capi.
    I dirigenti che fanno fare gavetta ai giovani sono gli stessi che mettono i signori in guanti bianchi ai posti di vertice a perseguire obiettivi personali, è l’intera società da cambiare

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  10. giuseppe 22/03/2010

    Alla sig.a Arcifa consiglio nel caso fosse riassunta di fare un esposto alla corte dei conti per far pagare all’autore o autori della porcata gli stipendi che dovrebbero restituirti.

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  11. Bruce 19/05/2010

    Eh già! Purtroppo non si può parlar male del posto in cui si lavora… Anche se si dice la verità, anche se i colleghi della poveretta arrestati per corruzione NON vengono licenziati in tronco, anche se è evidente a tutti gli addetti ai lavoro che determinate normative sono inique e che, ancor più spesso, è iniqua l’applicazione delle stesse, anche se gli uffici finanziari da quando sono diventati “Agenzia delle entrate” funzionano peggio che pria, etc. etc…
    Io credo e spero che la dipendente di cui si parla verrà reintegrata nel suo posto di lavoro dal tribunale cui si è rivolta, ma in ogni caso subirà ogni sorta di mobbing e umiliazione da parte di quei “capi” che spesso sono la causa di tutti i mali di un ufficio pubblico.

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  12. Coro Cosimo 09/09/2012

    Cassazione conferma licenziato per diffamazione al capo.
    Non è giusto definire reato di diffamazione lo sputtanamento delle nefandezze del capo imbecille, altrimenti la Legge fa il suo gioco e questi individui se ne fanno un’arma.. nel senso che “posso fare il porco tanto poi nessuno mi chiederà mai conto”. All’occorrenza bisognerebbe entrare nel merito dei fatti e se non veritieri considerare soltanto il reato di calunnia.
    Anzi, c’è la necessità di creare un scudo legale poiché “la sindrome di schettino”, io la chiamo così, è ormai diventata una piaga sociale e sta cancrenizzando tutto il settore produttivo, per questo ho scritto una lettera aperta al Ministro del Lavoro e al Presidente di Confindustria: http://www.montemesolaonline.it/Lettera_Aperta_direttori-stupidi.htm
    Io ho messo online la mia esperienza con la stupidità dei miei ex direttori alle dipendenze del Gruppo Fantini, stiamo parlando della più grande azienda italiana che produce laterizi fallita il 31 agosto: http://www.montemesolaonline.it/Laterizi.htm

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