18
Dic

Il mio 2016

(Photo credits: TheDigitalWay)

È stato l’anno dei cambiamenti sottili. Non saprei come descrivere altrimenti questo 2016 iniziato con il settimo trasloco in undici anni, ma soprattutto contraddistintosi per aver modificato molte cose nella mia vita. Tutte in profondità, tutte poco visibili. “Movimento piccolo, energia grande” diceva anni fa un maestro cinese nel tentativo di spiegarmi di non usare la mia forza, ma di prendere a prestito quella dell’avversario. Oggi capisco – è evidente, non potrebbe essere altrimenti! – il senso di quella frase un tempo oscura.

Movimento piccolo, energia grande

Il mio 2016 è stato un anno di movimenti piccoli e grandi energie che iniziano a mutare e, come un temporale all’orizzonte, accumulano elettricità da scaricare al suolo. È stato l’anno in cui ho maturato la scelta di lasciare la caotica eppure sempre effervescente Milano per l’accogliente e sonnacchiosa Bologna, città con cui ho flirtato sin dai tempi dell’Università. L’anno in cui ho deciso di mutare il mio approccio al lavoro, sempre più conscio del fatto che questa sia una maratona i cui risultati si vedranno alla fine del quarantaduesimo chilometro, non prima.
Ma, soprattutto, è stato un anno in cui ho incontrato tantissime persone, dal vivo e online, riscoprendo il piacere del sentirsi vicini, accomunati da passioni e modi di vedere la vita. Dietro a ogni incontro si cela la gioia di un sentiero non ancora esplorato, l’appagamento dei passi compiuti fianco a fianco, delle strette di mano, degli sguardi di intesa. Dell’intesa al di là di ogni apparenza.

“La Silicon Valley felsinea” 😀

Ma andiamo con ordine. Vivo in un quartiere che scherzosamente è già stato battezzato “La Silicon Valley felsinea”, in quanto nel raggio di cinque minuti a piedi trovano albergo, oltre a me, Matteo, Angelo e Luigi, tre grandi professionisti della comunicazione digitale. Il primo, lo dico per le cinquanta sfumature di persone che in Italia non dovessero conoscerlo (è famoso, non sto scherzando), è un amico che conosco da sei anni e potrebbero tranquillamente essere seicento. O seicentomila, tanto non ha importanza. Il tempo non è niente quando si coltiva la comune passione per la scrittura e il segreto desiderio di sopravvivere a un’apocalisse zombie o a una maratona di Americani al Ruggine. Angelo è stato mio allievo. Il classico che, come da proverbio, finisce per superare il maestro. Luigi mio allievo ed ex collega, compagno di pastasciutte improponibili con quaranta gradi di caldo in una Pavia deserta e invasa dalle zanzare, qualche anno fa, e come me impensierito dal relativismo imperante in questa società fatta di edonismi magniloquenti e gratuite vacuità.
Sembra una canzone di Battiato e invece è la mia vita bolognese. Quella vita sognata a vent’anni, che si sarebbe dovuta palesare a colpi di fuochi fatui, altri nomi ed eserciti di Santi sul Viking Express mentre c’è questo stanotte, e che invece è arrivata a quasi quaranta. Quella vita in cui ci sono anche Danilo, un vietcong che tifa Samp; Enrico & gentile consorte, la coppia più digital del mondo, Fabrizio, che come i gatti ti racconta le sue sette vite; Antonio, che mi dà appuntamento per regalarmi una cosa presa per me allo IAB Forum; Elena, che tira a lucido il mondo, lo mette in riga e lo dipinge di nero, donandogli per un attimo gli abiti di un Dio silente. Con loro ceno, parlo, cammino, vedo mostre affascinanti, rido, progetto concerti, cazzeggio. Ogni tanto li vedo sorridere con affetto di fronte ai miei: “No, stasera non esco, scusami. Mi sono incartato su un pensiero: le forme sono impermanenti”.
Tutto nuovo, tutto splendido splendente. E mentre le citazioni musicali si sprecano, lo stupore per i portici e per le facciate rosse incendiate dai tramonti è lo stesso: a cambiare, semmai, lo sguardo con cui osservo questo tesoro e me stesso. E io sono quel tesoro. Senza di me, non ci sarebbe nulla di questa meraviglia.

Libri e viaggi

Ho viaggiato meno del previsto, questo sì. Ma non mi pesa, forse non ne ho sentito il bisogno. Ah, ho pubblicato un libro. L’associazione mentale è che mi porterà a viaggiare molto. A partire dal 2017 dovrei presentarlo a Milano, Bologna, Roma, Palermo e Catania quindi tra un po’, con l’anno nuovo, iniziamo a trottare. So già che sarà bellissimo, se non altro perché queste duecento e rotti pagine con copertina acclusa stanno mettendo sulla mia strada un sacco di persone belle. Penso a Davide e Alessio, che hanno condiviso con me l’onere di “non presentarlo” a Milano, lo scorso 18 novembre; penso a tutti coloro che fanno parte di questa strana opera collettiva che è il raccontarlo. Penso soprattutto a Giorgia, Alessia e Floriana, più che colleghe delle splendide tifose 🙂

E sono sempre le parole, le cose da dire, l’urgenza di scrivere che mi ha fatto conoscere nuovamente e ancora una volta Velia, colei senza la quale la mia vita non sarebbe che una clamorosa svista. Velia che tra l’altro è neo-mamma di un blog insospettabilmente molto Zen, che si chiama Alla fine di un viaggioe che vi consiglio sin d’ora di mettere nei vostri preferiti. È stupefacente pensare a ogni giorno come a una scoperta nuova; eppure la magia vera scaturisce dalle cose miti e nascoste. Di nuovo, “movimento piccolo, energia grande”. Non può essere altrimenti.

È stato veramente l’anno delle parole: parole dette per bruciare il tempo e respirare aria nuova, tra portici angusti e palazzi che il raro sole di dicembre dipinge del colore del fuoco.

Da oggi e fino al 9 gennaio mi prendo qualche giorno di riposo. I miei obiettivi per le vacanze natalizie sono pochi ma chiari: passeggiate nei boschi, partite a Ravenloft, fumare la pipa davanti al camino, stare con amici e famiglia, mangiare pljeskavica e karađorđeva come se non ci fosse un domani, tornare con qualche chilo di troppo, sostituire ai portici quell’Adriatico inquieto che mi ha partorito, accendere lanterne cinesi la sera del 31, chiedere a Lara un quadro per casa mia.

Saluto questo 2016 sottile e resto in attesa delle sfide e delle opportunità che mi porterà il 2017. Faremo grandi cose, Mauro. Grandi cose, amico mio! Come dicevano i REM, “Put it in your heart where tomorrow shines..”. Teniamo a mente questa frase, in attesa di progettare il domani.

 

https://youtu.be/xNW809QqF1g

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Piero Babudro
Consulente per la comunicazione digitale e il Content marketing. Scrivo e aiuto i miei clienti a progettare narrazioni digitali che funzionano. Ho scritto per una decina di giornali digitali e non. Collaboro con aziende, professionisti, agenzie di marketing e comunicazione. Organizzo corsi di formazione in azienda e insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Il mio libro "Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" illustra un metodo che prima non esisteva e che ti aiuterà a produrre contenuti di livello eccezionale. > bit.ly/scritturadigitale
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