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Mar

INk THE SKY: festival audiovisivo a Bologna (12-13 maggio)

Barcellona. Tre amiche impegnate nel campo degli audiovisivi decidono di “inchiostrare il cielo”: ossia dar vita a una rassegna video di differenti formati, durata massima dieci minuti, proiettarli sul soffitto, mettere in condizione il pubblico di seguirli comodamente disteso su alcuni cuscini.
Un’idea a suo modo “freak” che ben presto finisce col fare proseliti. Si arriva alla sesta edizione in quattro anni, “INk THE SKY” (quasi lynchiano nel suo abuso del maiuscolo) diventa adulto e si fa conoscere fuori dai confini della Catalogna.  Il bacino di partecipanti si allarga, ormai arrivano da tutta Europa.

Finché un giorno il festival approda a Bologna, grazie a cinque ragazzi da tempo affezionati al progetto originale. S’incontrano all’inizio della scorsa estate: alcuni di essi hanno vissuto per anni nella capitale della Catalogna, conoscono il INk THE SKY e le organizzatrici. Da qui l’idea di “traslocarlo” in Emilia. Da qui l’appuntamento, il 12 e 13 maggio prossimo, presso il Teatrino degli Illusi.
La parola chiave di quest’anno – sì, perché ogni edizione di INk THE SKY ruota attorno a un concetto – è “cambio”. Cambio che vuol dire trasloco, ma anche cambio di passo.

“Crediamo fermamente nel formato del festival, completamente gratuito e libero – ci spiega Marta, componente del quintetto che oggi si propone di gettare un ponte ideale tra Barcellona e Bologna. – Pensiamo che Bologna sia una città con una forte energia, ricca di idee e creatività. Vogliamo dare spazio a quelle persone a cui basta poco per realizzare tanto”.
Rispetto alle edizioni catalane, INk THE SKY 2012 propone un deciso allargamento di vedute. “Abbiamo cercato di ampliare i confini, inserendo all’interno dell’evento workshop di vjing e stop-motion, questo per dare la possibilità agli interessati di “affinare” le loro tecniche di lavoro”.
Parallelamente, la convinzione che in qualche modo Bologna sia la Barcellona d’Italia, pur senza il mare. “Un porto in cui attraccano culture diverse, in cui si respira la voglia di esprimere le proprie idee. Un contesto di creatività, se vogliamo low cost ma di grande impatto”.

In questi giorni, a Bologna, il passaparola regna sovrano. Non potrebbe essere altrimenti, per un festival che nasce totalmente dal basso. La scadenza per le iscrizioni è il 30 aprile; la voce è circolata e l’università ha pubblicato il bando di iscrizione sul sito di ateneo. Nel frattempo, si lavora molto sull’online e sui social media. È attivo un profilo Facebook, mentre realtà come Exibart, cinemaitaliano.it, graphiccompetition e cinemablog.it hanno dedicato spazio all’iniziativa.
E nella Rete nascono le sinergie importanti. “I social media ci consentono di avere un rapporto diretto con il pubblico, attraverso uno scambio reciproco di materiale  e di idee. Ad esempio, ci hanno contattato alcuni musicisti che hanno messo a disposizione la propria musica. I partecipanti, nello specifico, potranno utilizzarla come colonna sonora, originale e gratuita, per i propri lavori”.
Intanto, mentre si avvicina la data del 12 maggio, già si parla di Berlino come prossima location del festival.

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Piero Babudro
Consulente per la comunicazione digitale e il Content marketing. Scrivo e aiuto i miei clienti a progettare narrazioni digitali che funzionano. Ho scritto per una decina di giornali digitali e non. Collaboro con aziende, professionisti, agenzie di marketing e comunicazione. Organizzo corsi di formazione in azienda e insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Il mio libro "Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" illustra un metodo che prima non esisteva e che ti aiuterà a produrre contenuti di livello eccezionale. > bit.ly/scritturadigitale
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