16
Ott

Instagram e fotografia

Ho scambiato quattro chiacchiere con appassionati di fotografia; un po’ per curiosità personale, un po’ per caso, un po’  per migliorarmi. Sì perché grazie a Instagram ho scoperto una dimensione del tutto nuova: l’utilizzo dei social media per fini esclusivamente ludici.
Chiaro, mi diverto anche su Facebook, Twitter, Tumblr, Friendfeed eccetera.. e anche qui sul blog.

Instagram, però, mi dà la possibilità di esprimermi senza cercare altri significati o visibilità. Andare “là dove le parole non hanno bisogno di parole”, o qualcosa del genere. Qualcosa attira la mia attenzione, mi piace, costruisco un minimo l’inquadratura, aggiungo qualche effetto, scatto.
Poi, via di pubblicazione e di tag, cercando una visibilità che essenzialmente coinvolge solo le persone interessate a un dato contenuto (sia esso un #blackandwhite, un #geometric o un #dogsofinstagram).

Torno al punto: per capire meglio i rudimenti della fotografia via iPhone ho chiesto lumi a chi ne sa più di me, e magari si interessa di fotografia a livello professionale.Non l’avessi mai fatto! Mi sono trovato in mezzo a pipponi di ogni tipo, senza ricevere risposte utili ma soprattutto senza la possibilità di un confronto aperto che permette a entrambe le parti di arricchirsi.
Facevano ste cose trent’anni fa, in analogico”. “Roba già vista”. “Instagram? Solo foto di All Star e pranzi al fast food”.

Io ho evitato di ricordare agli interlocutori che le loro scene mi ricordavano qualcosa di già visto, nelle redazioni, quando i primi blogger venivano derisi dai giornalisti T-Rex che oggi si affannano a rincorrerli (forse per un primitivo senso del fare di necessità virtù). Non mi interessa il gioco dei pro e dei contro, né la polemica fine a se stessa. Ma siccome oggi un collega mi ha segnalato questo ottimo video, colgo l’occasione per pubblicarlo qui.
“Photographers, embrace Instagram”

Commenti (Facebook)

Piero Babudro
Consulente per la comunicazione digitale e il Content marketing. Scrivo e aiuto i miei clienti a progettare narrazioni digitali che funzionano. Ho scritto per una decina di giornali digitali e non. Collaboro con aziende, professionisti, agenzie di marketing e comunicazione. Organizzo corsi di formazione in azienda e insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Il mio libro "Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" illustra un metodo che prima non esisteva e che ti aiuterà a produrre contenuti di livello eccezionale. > bit.ly/scritturadigitale
3 commenti
  1. danji 16/10/2012

    sono d’accordo con te, inutile tenersi stretto il proprio retaggio temendo le novità giudicate troppo ludiche o amatoriali.. Chissà se un giorno instagram sarà utile anche ai fini di una bella campagna advertising

    Rispondi
    • piero.babudro 16/10/2012

      Ce ne sono già di molto interessanti, Danji. Sto raccogliendo del materiale, a breve conto di fare un piccolo elenco qui.

      Rispondi
  2. matbog 16/10/2012

    Non vedo, francamente, la differenza tra Instagram e Flickr o uno qualsiasi degli altri servizi di image sharing presenti online. O meglio si, la vedo: le foto pubblicate su Instagram sono mediamente più “brutte” per l’intervento del programma, che peggiora gli scatti. Ma diventano tecnicamente brutti e malfatti. Una inquadratura magari interessante o particolare viene “appiattita” dagli effetti, ormai stravisti del programma. Non sempre una immagine guadagna da una sovraesposizione deliberata, o da una desaturazione: il più delle volte si rovina e basta! In pratica le foto diventano quasi sempre monotone e poco interessanti anche se potenzialmente potrebbero esserlo.

    A questo proposito…
    http://www.divisoperzero.com/2012/08/13/smartphone-da-8-megapixel-usati-per-fare-foto-brutte/ (si, l’ho scritto io)
    e
    http://www.hayibo.com/hipsters-stunned-as-vintage-cameras-fail-to-make-them-professional-photographers/

    Insomma, io sono appassionato di fotografia, e pubblicherò si e no il 10% delle foto che faccio.

    Se vuoi iniziare un dibattito, son qua.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo non sarà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati*