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Lug

L'altra metà del web

Titolo decisamente abusato, per dire che finalmente ci siamo accorti della presenza delle donne in Internet. Una platea sempre più ampia di mamme, donne in carriera, casalinghe, più o meno giovani, che si è affacciata in Rete in tempi non recentissimi, ma che solo ultimamente ha saputo configurarsi come segmento numericamente ed economicamente interessante.
Si è trattato di un riconoscimento fondamentale: quello di esistere, sul web, e di contare molto negli equilibri e nell’architettura del consumo digitale. Da qui una duplice traiettoria, partita in simultanea sia dai mass media ‘mainstream’ che dal basso, dalle iniziative di gruppi e soggetti che hanno saputo auto-organizzarsi in modo autonomo.
La presentazione del nuovo canale Virgilio Donne, annunciata ieri in una nota ufficiale, è solo l’ultimo passo di un mercato che ha riscoperto l’esistenza dell’universo femminile in Rete. E ora lo vuole conoscere meglio, per sfruttarne meglio le dinamiche e generare traffico, lead, consenso, consumi.

Il nuovo canale Donne del portale di Telecom Italia si vuole proporre come un magazine online che guarda alle esigenze e all’universo aspirazionale femminile. Senza per questo dimenticare di essere online: quindi integrazione massima tra contenuti editoriali e Ugc (user-generated content).

L’idea è quella di fare del canale una sorta di salotto digitale: news sui trend del momento, shopping, ricette, fitness. Tutti argomenti che provengono da un certo armamentario ideologico a mio parere riduttivo: in questo senso non stento a credere che il dibattito mancherà, specie perché si vuole già arricchire il canale con alcuni blog tematici.

Concludono la panoramica del canale le sezioni Benessere, Bellezza, Casa, Mamma, Attualità, Gossip, Oroscopo. E per non far mancare proprio nulla, c’è anche la rubrica Sesso e Psiche. Insomma, se si voleva l’effetto cliché, eccolo servito.

Donne e Internet, dicevamo. Per nostra fortuna, è un rapporto che non si esaurisce nell’esplicito tentativo di Virgilio di riproporre online temi, stile e contenuti stile Chi, Diva & Donna, Oggi e Gente. Penso alle Girl Geek Dinner (www.girlgeekdinnersitalia.com), un passaggio obbligato e un punto di riferimento per tutte coloro che si interessano a vario titolo di tecnologia e Internet, nel nostro paese e non solo.

A dimostrare che l’interesse per questa fetta di pubblico è forte, aggiungiamo che il 13 giugno scorso si è tenuta la prima edizione di MomCamp (www.momcamp.it), primo di una serie di incontri che punta a ‘istituzionalizzare’ tutti quei gruppi informali di mamme, neomamme e future mamme che da tempo si confrontano online sulle più diverse problematiche, scambiandosi pareri e punti di vista e – di fatto – collaborando assieme nella produzione di conoscenza condivisa.

Poi ci sono portali e community come VereMamme (www.veremamme.it), QuiMamme (www.quimamme.it). Oppure Mamme Nella Rete (www.mammenellarete.it), che da quanto ho potuto apprendere durante lo speech di Pepe Moder durante lo scorso Eba Forum, collabora attivamente proprio con Barilla e con il progetto di ascolto ‘Nel Mulino che vorrei’.

Poi non mancano altre iniziative, come InPausa (www.inpausa.it) che in modo un po’ disorganico e non del tutto riuscito, cercano di trasportare teorie e tecniche della conversazione online all’interno del raggio d’azione del brand aziendale.

Questi sono solo i progetti e le iniziative più conosciute. Si potrebbero passare ore ad analizzare le dinamiche di gruppi, più o meno formali, che oggi in Rete rappresentano non più un’avanguardia, ma una realtà concreta e numericamente importante.

Trovo abbastanza pericoloso che questa macro-nicchia venga clusterizzata con l’accetta, pensando alla donna come a un soggetto che passa in soluzione di continuità da “Sex and the city” alla gravidanza. Speriamo si tratti solo di aggiustare un po’ la mira.


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