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Giu

Marco Corsaro (77 Agency) ospite di SegnaleZero

Oggi SegnaleZero ha il piacere di ospitare Marco Corsaro, managing director di 77 Agency. Il suo circostanziato intervento riguarda il mercato delle applicazioni Mobile, tra attualità e scenari futuri.

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Il mercato delle applicazioni Mobile sta crescendo in modo esponenziale. Occorre però notare un particolare fondamentale: il passaggio da siti Web a Mobile, e la conseguente convergenza tra i due mondi, si realizza più attraverso Html5 che le applicazioni. Parlo ovviamente di embedding all’interno di applicazioni di una componente Html5.
Per quanto riguarda le applicazioni “pure”, le vedo più associate a servizi specifici. In questo senso, la scelta di puntare su uno o più sistemi operativi – Android, iOS, BlackBerry – deve avvenire nel momento in cui si può contare su una funzionalità specifica che può sfruttare adeguatamente la componente client del sistema operativo stesso.
In quest’ottica, e per le aziende che già hanno un loro sito Web tradizionale, la pura migrazione di un intero sito a Mobile può essere superflua. Più utile, invece, può essere sviluppare specifici servizi da declinare poi in applicazioni.

Sebbene oggi lo scenario sia frammentato tra diverse piattaforme non ho alcun dubbio che, nel prossimo periodo, Android diventerà il leader di mercato. Android ha una convergenza verso la televisione che è molto forte. Una percentuale molto alta dei televisori di nuova generazione utilizzano il sistema operativo sviluppato da Google. Android è la piattaforma che sconfiggerà la resistenza di qualsiasi competitor, semplicemente per il fatto che, essendo un sistema aperto, vive e cresce del contributo di tutti gli attori. E questo, nell’ecosistema del Web, è l’aspetto più importante.
Oggi iOS è il sistema operativo Mobile che, grazie alle strutture parallele iTunes e App Store, monetizza meglio di tutti, nel breve e nel medio periodo. Per il business, Apple è una soluzione ideale: mercato enorme, facilità di monetizzazione, un sistema di pagamento semplice che consente di sviluppare volumi. L’industria della musica lo ha capito, e ora altri settori – quali l’editoria – lo stanno sperimentando. In più Apple ha una supremazia fortissima dal punto di vista delle caratteristiche tecniche del device e della usability.
La leadership di Apple, quindi, ha creato una forte base clienti. Tuttavia, sta crescendo una nuova realtà, Android, fortissima, che sta migliorando giorno dopo giorno sia per quanto riguarda la qualità dei dispositivi sia per quanto riguarda le soluzioni proposte. I suoi punti di forza sono chiari: al posto di contare su una forza programmatori definita, conta sull’impegno di tutto il mondo. In più, per quanto concerne la qualità di tablet e smartphone, Android è di nuovo in vantaggio perché non fa affidamento solo sulle intuizioni geniali di Steve Jobs, bravo quanto vogliamo ma unico, ma si appoggia a nomi come Toshiba, Samsung, Htc. Tutti nomi che, tra gli altri, si sono attivati per migliorare Android e il suo dialogo con la componente hardware.

Alla luce di queste considerazioni, un prossimo scenario potrebbe quindi essere questo: Apple che non è più superiore, né dal punto di vista dell’hardware, né dal punto di vista dell’usability, ormai priva di quell’offerta ampia e variegata di soluzioni e applicazioni. E questo perché sarà superata da Android, di fatto un mercato più aperto. In quel momento, non sappiamo ancora quando accadrà, Apple passerà dall’essere leader di mercato all’essere player con una nicchia ben definita, ma non dominante, in quel mercato. Un po’ quello che abbiamo già visto con il mercato dei personal computer: una scena che si ripeterà.
Apple, dal canto suo, ha avuto l’opportunità di diventare “la Microsoft del Mobile”, e per un certo periodo c’è riuscita. Non si può infatti negare che iPhone e iPad abbiano rivoluzionato completamente il mercato. Resta il fatto che Google, non certo una start-up quanto a risorse e potenza di fuoco, ha approcciato questo mercato in modo “open”, come se fosse un nuovo Linux, ma che ha dalla sua fatturati nell’ordine dei miliardi di dollari.
Faccio questo paragone per sottolineare un’altra differenza: anni fa pochi avevano l’interesse a utilizzare un sistema operativo aperto e gratuito come Linux. Oggi questo bisogno, in ambito Mobile, c’è. E il successo di Android lo dimostra. Consente di vendere applicazioni e consente di vendere gli smartphone, ma queste sono solo due tra miliardi di motivazioni possibili.
Quindi, la mia visione è che Android è il sistema operativo vincente. Basta utilizzare un Nexus One, come faccio io, con sistema operativo Gingerbread per accorgersi di quanto sia superiore in usabilità e livello di applicazioni rispetto all’iPhone stesso. Penso al nuovo Maps, e alla precisione nel restituire le informazioni all’utente. O al navigatore di Maps, che offre funzioni del tutto competitive con quelle offerte da un navigatore qualsiasi. E in più è gratuito.
Gli esempi che potrei fare sono molti. Tra questi sottolineo lo sviluppo, da parte di 77 Agency, di ‘Social Stats for Facebook’, applicazione disponibile per iPhone , iPad e Android che si interfaccia con le API di Facebook e restituisce statistiche e demographics aggregati relativi alla composizione degli utenti del famoso social network.

Più in generale, per quanto riguarda le richieste del mercato, le aziende ci chiedono prima di tutto sviluppo di soluzioni facili da monetizzare, pensate per il mondo iPhone e subito dopo BlackBerry. Questi due device, infatti, sono percepiti come i principali strumenti utilizzati dai loro interlocutori naturali; in più, capita che queste applicazioni siano rilasciate con formula a a pagamento, per cui al momento è iPhone ad avere il mercato più grande. A questo si aggiunga pure che il tasso di conversione su Android Market è molto più basso per motivi collegati ai sistemi di pagamento, che prevedono l’uso di carta di credito o PayPal, e quindi un’operazione in più da compiere.

Il tema dei pagamenti su Mobile è interessante e merita un approfondimento. Ci stiamo muovendo verso una mass-marketizzazione, è evidente. Uno dei nostri clienti è CartaSì, che ha appena rilasciato un nuovo sistema di pagamento, chiamato SìPay , in tutto e per tutto alternativo a PayPal. 77 Agency segue anche Buongiorno, che assieme a CartaSì ha lanciato un sistema di Mobile payment chiamato Cashlog , che ha l’obiettivo di abbattere le barriere tecnologiche e aumentare le transazioni.
Per quanto invece riguarda strategie più ampie in tema di comunicazione multimediale, ricordo l’applicazione 89.24.24 di Seat Pagine Gialle, che sta registrando performance ottime a livello di download e utilizzo. Essa consente di trovare gli esercizi desiderati più vicini e di mettersi in contatto con loro, telefonando direttamente. È un ottimo strumento di visibilità per clienti e inserzionisti; inoltre rappresenta un importante passo in avanti per un’azienda, Seat , che siamo abituati ad associare a un prodotto specificamente ‘cartaceo’, ossia il faldone delle Pagine Gialle.
Ma di esempi così potrei farne a decine. Penso a Fresia , leader in Italia nella produzione di serramenti in alluminio: per questo cliente, 77 Agency ha curato un’applicazione Mobile per iPhone che ha riscosso ottimo successo. Essa si rivolge agli impiantisti, il mercato naturale di Fresia, mettendo loro a disposizione le schede, le immagini e le caratteristiche dei prodotti a catalogo. Informazioni molto specifiche, si dirà, di nicchia. Eppure importantissime per un target specifico e, in quanto tale, caratterizzato da esigenze ben definite: non a caso, in poco tempo ha raggiunto una penetrazione del 100% sul target. Per un’azienda come Fresia, fornire un servizio specifico, gratuito, a una categoria di professionisti si è tradotto in un particolare molto importante: che tutta questa categoria ha ora una relazione con Fresia. Farlo con altri strumenti e strategie avrebbe comportato risultati simili, forse, ma con costi molto superiori.

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Piero Babudro
Consulente per la comunicazione digitale e il Content marketing. Scrivo e aiuto i miei clienti a progettare narrazioni digitali che funzionano. Ho scritto per una decina di giornali digitali e non. Collaboro con aziende, professionisti, agenzie di marketing e comunicazione. Organizzo corsi di formazione in azienda e insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Il mio libro "Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" illustra un metodo che prima non esisteva e che ti aiuterà a produrre contenuti di livello eccezionale. > bit.ly/scritturadigitale
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