27
Dic

The End of the Beginning

Cari Maya,

non avendo un Babbo Natale cui scrivere (sono troppo grande), né un Santo in calendario cui affidare le mie parole (hanno smesso di ascoltarci molto tempo fa), metto nero su bianco e indirizzo a voi alcune riflessioni a celebrazione dell’anno che va a concludersi.
Secondo i vostri calcoli ci restano 52 settimane, o giù di lì. Poco meno di un anno per sorseggiare a dosi da cavallo quel gusto di stantio, precario, muffoso, vecchio e terminale che il mondo odierno si porta dietro. Sapete, c’è un che di parassitario in quello che abbiamo davanti agli occhi: pochi individui privilegiati, tra cui l’umile mano che adesso vi sta scrivendo, i quali vivono (spesso loro malgrado) sulle spalle dell’80-90% della popolazione mondiale, drenando risorse materiali, energetiche, cognitive e spirituali per alimentare un sistema malato.

Un sistema che – ce lo dite voi, ma ce lo insegna anche l’attualità – sta esalando gli ultimi respiri. Fortunatamente. Ciò che verrà dopo probabilmente sarà migliore. Non è difficile fare meglio di così, diciamocelo, per cui partiamo pure avvantaggiati.

No no, niente fine del mondo e millenarismi vari. Siamo alla vigilia di un importante cambiamento che investirà la nostra vita in tutti i suoi aspetti. Anche perché il canto del cigno della nostra civiltà è già risuonato da tempo in tutto il suo struggente vigore. Ora è il momento di spulciare tra le macerie di questa modernità, guardare quello che di buono è stato fatto (e ce n’è molto), scartare tutto ciò che sa di spregevole. Poi, con il coraggio di sempre e quel pizzico di spregiudicatezza che non guasta mai, andare avanti senza zavorre.

Occorre però operare una sintesi di quanto siamo e siamo diventati. E per sintesi intendo il portarci dietro solo quello che serve veramente. Per questo motivo, vi prometto su ciò che ho più caro che farò di tutto per trattenere (a mo’ di promemoria permanente) la semplicità, la fermezza, il senso critico e l’altruismo. E anche quell’avventatezza che mi ha portato a fare determinate scelte in vita mia. Io sono il prodotto di ciò che ho deciso: ne sono conscio, e lo sapete bene anche voi.

Cari Maya, l’unico omaggio che vi chiedo è il seguente: fate in modo che io porti sempre con me questi doni. Sono essenziali per essere quello che voglio diventare, per essere prima di tutto io il cambiamento che voglio vedere nel mondo. Sono fondamentali per continuare a condividere frammenti di tempo con tutte le persone splendide che, con la loro presenza, rendono ancora più speciale il viaggio.

Ci risentiamo tra poco meno di 52 settimane. Mi troverete allo stesso posto: a scrivere, al computer, alla lavagna, in classe, in mezzo a milioni di byte che mediano lo sbocciare di relazioni umane nuove. Nel mio mondo virtuale, trasparente. Come sempre.
Quel giorno, ne ho certezza, ci faremo una sana risata. I bruchi l’hanno scambiata per fine del mondo. Ma è farfalla, si sa.

Commenti (Facebook)

Piero Babudro
Consulente per la comunicazione digitale e il Content marketing. Scrivo e aiuto i miei clienti a progettare narrazioni digitali che funzionano. Ho scritto per una decina di giornali digitali e non. Collaboro con aziende, professionisti, agenzie di marketing e comunicazione. Organizzo corsi di formazione in azienda e insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Il mio libro "Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" illustra un metodo che prima non esisteva e che ti aiuterà a produrre contenuti di livello eccezionale. > bit.ly/scritturadigitale
3 commenti
  1. emanuela 26/12/2012

    come roth in patrimonio, ‘non devi dimenticare nulla’. perfettamente d’accordo. 🙂

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  2. piero.babudro 03/01/2013

    esattamente! 😉

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  3. Pingback: All is violent, all is bright -- #blog #musica #memoria

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