28
Mar

#missionecultura – leggere la società oggi

Nei giorni scorsi, come già annunciato, ho partecipato al forum “Missione Cultura, leggere la società oggi”, tenutosi presso l’Università Bocconi di Milano per festeggiare i 25 anni della casa editrice Egea. Un incontro che ha coinvolto opinion leader, professionisti e accademici, chiamati a ragionare di cultura e del suo ruolo in una società in continuo cambiamento sotto la spinta di globalizzazione e digitalizzazione e che non si è limitato a illustrare il ruolo dell’editore in un momento storico in cui saperi e competenze nascono, transitano e si sviluppano sempre più al di fuori delle tradizionali agenzie sociali. Si è parlato di democrazia, di migrazioni, del nuovo cittadino e del suo ruolo in questo mondo inter e iperconnesso ma, a mio avviso, votato allo spaesamento individuale e collettivo. A questo proposito, ho già in wishlist il libro “Democrazia sfigurata” di Nadia Urbinatti, docente di Teoria Politica presso la Columbia University di New York, saggio del quale si è parlato ampiamente in apertura di dibattito.

Dibattito poi continuato lungo quel tortuoso sentiero che parla di saperi e conoscenze, di mezzi e fini sociali. Di impatto dei saperi e della conoscenza sull’economia e sugli ambienti sociali. Ad animarlo Juan Carlos de Martin, del Centro Nexa su Internet e Società al Politecnico di Torino, e Andrea Sironi, Professore di Economia degli intermediari finanziari e Rettore dell’Università Bocconi.
Terzo e ultimo panel, “Cultura e sviluppo tra tradizione e innovazione”, che ha visto coinvolto Giuseppe Sala, commissario Expo 2015, e Piergaetano Marchetti, docente e presidente della Fondazione Corriere della Sera. Un dialogo serrato e quanto mai di attualità in una città che si avvicina alla Grande Esposizione non senza preoccupazioni e incertezze.


Il controcanto del confronto sul palco è stato ovviamente Twitter, grazie alla passione di una platea eterogenea di persone in sala (o da casa, visto che l’evento era visibile anche in streaming) che con il loro live-tweeting hanno commentato i passaggi più significativi.
Le conclusioni sono state affidate al senatore Mario Monti che, più di tutti, rappresenta la storia recente dell’Università Bocconi. Non solo. La sua esperienza politica (61esimo governo, quello “tecnico”) ha inoltre segnato lo spartiacque tra Seconda Repubblica e ciò che è seguito: un tentativo (non del tutto riuscito) di mettere alla prova il sistema partitico tradizionale  dal punto di vista della legittimazione pubblica e, ove possibile e necessario, superarlo. Mario Monti ha insistito sulla necessità di nuove “policy” atte a dare un verso all’innovazione e sul ruolo di quegli attori sociali chiamati a dettarle. Il suo intervento, al di là della posizione espressa (ritengo che qualsiasi policy sull’innovazione debba essere elaborata “dentro” l’innovazione stessa, e non da apparati, intellighenzie o gruppi di potere esterne a essa…), ha fornito spunti molto interessanti, all’interno di un incontro che su Twitter ho definito “utile per riflettere su come è cambiato il mondo in 25 anni”. Dalla cultura, oltre la cultura: per capire la natura della trasformazione sociale e collettiva che ci ha investito. Per dotarci di una delle tante bussole possibili.

 

 

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Piero Babudro
Consulente per la comunicazione digitale e il Content marketing. Scrivo e aiuto i miei clienti a progettare narrazioni digitali che funzionano. Ho scritto per una decina di giornali digitali e non. Collaboro con aziende, professionisti, agenzie di marketing e comunicazione. Organizzo corsi di formazione in azienda e insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Il mio libro "Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" illustra un metodo che prima non esisteva e che ti aiuterà a produrre contenuti di livello eccezionale. > bit.ly/scritturadigitale
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