11
Ott

Prato: politica e partecipazione dei cittadini (intervista)

Qualche giorno fa sono stato intervistato da Nicola Oliva del Partito Democratico di Prato. Mi è stata chiesta un’opinione sul nuovo sito partecipazione.comune.prato.it che il Comune ha realizzato per consentire ai cittadini di ragionare del loro futuro e del territorio. Quindi ambiente, paesaggio, tutela delle risorse e del patrimonio, strategie di sviluppo locale. (il link all’intervista)

Un contenitore che propone “spunti, idee, progetti attorno a cui discutere e confrontarsi intorno al nuovo Piano Strutturale“. Il ragionamento che io e Nicola abbiamo fatto al telefono è il seguente: posto che tutti i progetti che mirano a coinvolgere la cittadinanza utilizzando i canali online sono cosa positiva, affidarsi quasi esclusivamente allo strumento Forum (nel caso del portale di Prato) non è una scelta saggia.
I motivi sono diversi, e riguardano soprattutto il fatto che il Forum in quanto tale è strumento “evoluto”, segue regole proprie e, qualora non moderato a dovere, rischia di trasformarsi in una piazza dove ognuno dice la propria e non necessariamente è disposto ad ascoltare l’opinione degli altri. Una sorta di talk-show digitale, se mi permettete il paragone. Una di quelle trasmissioni in cui, a cinque minuti dalla sigla, tutti si parlano addosso e il conduttore fa fatica a tenere le redini del dibattito.

Secondo tema: dal mio punto di vista, è chiaro l’iter concettuale che si è seguito per implementare il nuovo strumento. Si è pensato: “Qual’è lo strumento più adatto a favorire la partecipazione e lo scambio di idee?”. Risposta: “Il Forum”.
Questo è verissimo, ma solo in teoria. L’argomentazione è valida solo in un contesto ricreato in vitro.
La realtà spesso è diversa: PRIMA andrebbe segmentata l’utenza (in questo caso, la cittadinanza di Prato), capito il grado di commitment rispetto al progetto, capito dove questa utenza si concentra.
POI andrebbero valutati tutti gli strumenti online a disposizione, con l’obiettivo di coinvolgere fasce di popolazione più ampie possibili.
Fatto tutto questo, dati alla mano, se la risposta resta “Il Forum”, allora si procede con il Forum.
Altrimenti, in caso contrario, bisogna scegliere altre strade e altri canali entro cui veicolare la comunicazione sul piano strutturale cittadino.
E in questi casi la strada ti viene sempre indicata dall’interlocutore a cui ti vuoi rivolgere. Non si deve fare lo sbaglio (purtroppo tipico) di calare dall’alto iniziative realizzate in provetta e pensate per un “pubblico” (in senso ampio) che esiste solo nella teoria. Ne va della strategia complessiva del progetto e dei risultati finali. Per non parlare della bontà dell’investimento fatto, che poi sono soldi dei cittadini.

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Piero Babudro
Consulente per la comunicazione digitale e il Content marketing. Scrivo e aiuto i miei clienti a progettare narrazioni digitali che funzionano. Ho scritto per una decina di giornali digitali e non. Collaboro con aziende, professionisti, agenzie di marketing e comunicazione. Organizzo corsi di formazione in azienda e insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Il mio libro "Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" illustra un metodo che prima non esisteva e che ti aiuterà a produrre contenuti di livello eccezionale. > bit.ly/scritturadigitale
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