19
Nov

Scrittura digitale: presenza a se stessi

Il dado è tratto. Dopo essere intervento a Smau Milano, lo scorso 26 ottobre, ieri ho presentato ufficialmente il mio “Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole” presso Open more than books. Provo a sintetizzare quanto accaduto ieri.

Parole digitali: giornalismo, copywriting, scrittura digitale e molto altro ancora

Più che una presentazione classica, con l’autore che sciorina conoscenza e il pubblico che ascolta e stop, ho voluto dar vita a un evento più articolato: un dibattito a più voci sul tema delle Parole Digitali. Un modo, questo, per offrire a pubblico, amici, colleghi e lettori qualcosa in più della sintesi del volume: quasi una lezione di approfondimento, si potrebbe dire. Alla mia chiamata hanno risposto, da subito e con un entusiasmo che mi ha sbalordito, Alessio Beltrami, specialista di Content Marketing e curatore di blogaziendali.com e Davide Ferrari, regista teatrale e poeta assieme al quale, tre anni fa, ho curato il primo “Corso di scrittura consapevole”.

Nomi e Natura delle parole. Dal Tao alla scrittura digitale

Siamo partiti dalla frase “Vi sono nomi ma non Natura nelle parole” (Tao Te Ching, 1) e dai quattro nodi fondamentali del mio libro, ossia:

  1. La necessità di fornire una cassetta degli attrezzi che contenga le buone norme della scrittura digitale
  2. Analizzare il rapporto tra l’Autore e il Lettore e ragionare attorno alla necessità di una nuova consapevolezza nel gestire e animare questo rapporto
  3. Capire quali sono i mezzi di comunicazione che più hanno forgiato il nostro immaginario digitale, e quindi dare spazio a musica, cinema e televisione come fonti di ispirazione per giornalismo, copywriting e scrittura digitale creativa
  4. Ragionare sullo storytelling in modo critico, sottolineando i pericoli insiti in una narrativizzazione forzata di ogni elemento vitale in funzione di un mercato e di un marketing sempre più aggressivo, che sta mettendo a valore gusti, comportamenti ed emozioni per farne materiale di spaccio di consumi e consenso,

e abbiamo cercato di rispondere alle seguenti domande, partendo dalle nostre esperienze di lavoro e di vita:

  1. Autore e Lettore, Fonte e Destinatario, Azienda e Audience: qual è il rapporto che si deve creare tra questi soggetti?
  2. Che cos’è la creatività e come la si può coltivare?
  3. Quali sono le caratteristiche di un testo che funziona?
  4. Content Marketing e Storytelling: qual è il potere delle storie nella società dell’Information Overload?

Il risultato è stato splendido. Una vera e propria chiacchierata informale e schietta che ha utilizzato un linguaggio semplice, diretto e accessibile a tutti (c’erano diversi non addetti ai lavori in sala, che a margine dell’incontro hanno sottolineato questo aspetto), che però non ha mancato di spaziare tra ambiti contigui quali il marketing, lo storytelling, la poesia, il giornalismo, il copywriting.

Content Marketing, Copywriting e Storytelling come “presenza”

Questo approccio mi ha emozionato moltissimo, e non ringrazierò mai abbastanza Alessio e Davide per aver fornito contributi preziosi pur rinunciando a ogni tecnicismo e formalismo. Da Shakespeare al Tao Te Ching, da Eckhart Tolle allo Zen, dalla poesia come “presenza a se stessi” al Content Marketing come “presenza nei confronti dell’azienda cliente e del lettore”, dal potere delle storie come bussola che ci difende dal relativismo di certo storytelling arrabattato, alle odierne necessità di un’azienda che voglia comunicare (= mettere in comune, non lo ricorderemo mai abbastanza) con i propri portatori di interessi, l’oretta e mezza che ci siamo concessi è stata molto produttiva. Ve lo giuro, se fossi stato tra il pubblico direi “E’ dai tempi dell’università che non assistevo a una lezione così interessante!”.

Alessio è una miniera di informazioni sulla comunicazione digitale, sul Content Marketing e conosce alla perfezione le dinamiche che si devono creare tra azienda e pubblico. Le conosce a tal punto che potrebbe spiegarle con una semplicità disarmante anche a un bambino di 6 anni. Non che non sapessi già della sua bravura, altrimenti non lo avrei invitato. Ma ha saputo stupirmi ancora, e questo è il segno di una professionalità rarissima.

Davide: io lo ascolterei parlare per ore, giorni. Dovrebbe insegnare Letteratura all’Università, come minimo. Parte da una poesia, ti fa volare sulle ali delle parole e con la semplicità, l’umiltà e il coraggio di chi ti sta parlando di una cosa semplicissima ti porta dentro le tue emozioni e ti fa capire, anche solo paragonando due parole, sgozzare e strangolare, il potere delle parole.

Di me non voglio dire molto: sapete che, per quanto mi riguarda, giornalismo, copywriting e scrittura digitale creativa devono trovare un loro punto di incontro, che si può concretizzare solo nel tornare alle origini della scrittura intesa come mezzo per lavorare su se stessi mentre si lavora al testo. Parlo di scrittura digitale perché voglio parlare agli scrittori digitali e dire loro: “Restiamo umani, altrimenti finiremo per soffocare in un mondo di algoritmi, big data e byte”. Ma voglio dire loro, e a me stesso, anche: “Coltiviamo la scrittura come metodo per capire qual è, se c’è, il limite tra noi stessi e i testi”.
E questo lo sapete.

Piuttosto, voglio sottolineare della magia che si è creata ieri sera: a un certo punto, appena le nostre tre energie si sono sintonizzate, abbiamo cominciato a parlare a una voce sola e abbiamo così sviscerato il vero potere delle storie: permetterci la presenza, permetterci di essere “presenti a noi stessi”. Vale per tutti coloro che vogliono cimentarsi nella scrittura: studente, copywriter, giornalista, scrittore, creativo, semplice appassionato. Non importa chi siate, siete i benvenuti!

Sono sempre più convinto che la scrittura sia una forma di mediazione e meditazione. Edito, m’edito, medito. E sono sempre più convinto della necessità di un approccio umanistico alla scrittura digitale che non prescinda la necessità di utilizzare i canali digitali come veicolo di visibilità e condivisione, ma che non se ne faccia schiacciare in nome di un mercato che ha sostituito progressivamente l’esperienza con la performance (altro tema di cui abbiamo parlato ieri).

Stiamo programmando nuovi incontri: restate sintonizzati! 😉

Per il resto, riassumere quanto accaduto ieri è impensabile. Proprio per l’importanza di quanto accaduto durante questa fantastica esperienza. Sono certo però che la ripeteremo, e forse a breve. Abbiamo molte cose da dire, ma soprattutto molte domande cui trovare risposta assieme a voi. Non oso chiamarvi “pubblico” perché siete persone, quindi degne di un rispetto infinitamente maggiore di quello che normalmente si attribuisce al concetto di audience.

Vogliamo trovare le persone a noi affini, condividere pensieri, punti di vista e – perché no? – concederci una buona birra bavarese brindando agli amici. Vogliamo, e voglio, ritrovare uno spazio di presenza che è innanzitutto personale. Poi, per carità, ben vengano il content marketing e la poesia, ben venga la scrittura creativa e, se ci saranno da dire due parole sul mio libro, ben vengano pure quelle. Ci ritroveremo in una libreria post-moderna o attorno al fuoco delle nostre esperienze. E, ancora, di nuovo e sempre, sarà un mondo che si muove.

Ma ora vi voglio lasciare con la poesia “La linea alba”di Antonio Santori, che ieri sera Davide ha letto a nome di tutti e tre. E’ stato un modo per ringraziare tutti coloro che ieri hanno partecipato, e tutti coloro che decideranno di seguire i prossimi eventi.


Perché essere in questo luogo
è molto, e certo dire
dove siamo
è nostro compito
Oscurità e acque,
albe, ventre dell’inferno,
albero di prua, inseguimento.
E, vedi, il corpo,
il nostro corpo soltanto può dire
bianco, tellina, lontano, vento.
Blues, inverno, ombra
delle cose, aldilà.
Ascolta, bacio.
Pensaci,
è un privilegio dire
odore delle case, mano
sopra la pelle, la prima volta.
Dire infinito
nelle erbe, è accaduto,
è strano, sorellina, madre, stelle.
Dire
per sempre,
innevato, accanto,
spaventato,
Sono
esistito.
Per questo mentre
vivo tutto mi sembra
innominato.

   

Commenti (Facebook)

Piero Babudro
Consulente per la comunicazione digitale e il Content marketing. Scrivo e aiuto i miei clienti a progettare narrazioni digitali che funzionano. Ho scritto per una decina di giornali digitali e non. Collaboro con aziende, professionisti, agenzie di marketing e comunicazione. Organizzo corsi di formazione in azienda e insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Il mio libro "Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" illustra un metodo che prima non esisteva e che ti aiuterà a produrre contenuti di livello eccezionale. > bit.ly/scritturadigitale
Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo non sarà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati*