9
Set

Social Media Downsize. Capitolo 3: Instagram, Twitter, Tumblr

Dopo un po’ di tempo torno a parlare del mio obiettivo di ridurre e migliorare la qualità del tempo che trascorro online.

Inizio con Instagram. Ho cambiato profilo, ora mi potete trovare (e seguire, se vi va) al nick @esse_zero che, oltre a ricordare il nome del mio blog, ho pensato come secondo capitolo della mia avventura su Instagram. Il precedente profilo, infatti, raccontava una storia che per certi versi non mi rappresenta più molto, pur appartenendomi in quanto mia. Inoltre, trovo che Instagram rappresenti per me un utilizzo molto “personale” dei social network combinati alla fotografia. Motivo per cui preferisco tornare a un profilo, appunto, “personale”, senza impliciti collegamenti con le attività di quelle associazioni che, se da un lato si occupano di promuovere il suo utilizzo tra gli appassionati, dall’altro sono diventate vere e proprie agenzie di consulenza social e di promozione personale. Ne parlavo con un collega giusto ieri: mi ricordano da vicino tutti quei circoli che, dietro all’apparenza di un contributo culturale, fanno impresa e fatturano. Siccome i mimetismi e le acrobazie concettuali mi hanno sempre lasciato perplesso, e siccome in passato ho contribuito anch’io a organizzare eventi culturali in collaborazione con @igersqualcosa, ho preferito tornare a un utilizzo strettamente personale del mezzo.

Twitter. Troppo rumore. Sul serio, troppo rumore di fondo, troppo sovraccarico e troppe frammentazioni. Ogni tanto mi interrogo sulla possibilità di crearmi un profilo semi-anonimo che mi serva a seguire quotidiani e riviste online. Per ora, con un RSS Reader ben attrezzato, sopperisco molto bene alla “mancanza” del social network dei cinguettii. Non sto negando la validità di Twitter come mezzo di comunicazione, dico solo che in questo momento ho sempre meno tempo per rincorrere le informazioni e i punti di vista validi in mezzo al rumore. Meno, meglio: questo è il mio motto. Quindi, via Twitter.

Tumblr. Per ora passo, anche se non escludo di tornarci a breve, stavolta con una linea editoriale più chiara. Utilizzarlo per condividere stralci di contenuti che trovo qua e là, durante la mia esperienza di navigazione, non mi dà le soddisfazioni di un tempo. Meglio quindi prendersi una pausa e valutare bene se Tumblr può rientrare nelle mie attività future.

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Piero Babudro
Consulente per la comunicazione digitale e il Content marketing. Scrivo e aiuto i miei clienti a progettare narrazioni digitali che funzionano. Ho scritto per una decina di giornali digitali e non. Collaboro con aziende, professionisti, agenzie di marketing e comunicazione. Organizzo corsi di formazione in azienda e insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Il mio libro "Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" illustra un metodo che prima non esisteva e che ti aiuterà a produrre contenuti di livello eccezionale. > bit.ly/scritturadigitale
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