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	<title>SegnaleZero &#187; britannica</title>
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	<description>Blog a cura di Piero Babudro</description>
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		<title>Sulla Treccani online..</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 09:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ho appena scritto su Mytech dell’accordo tra ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione per portare l’Enciclopedia Treccani online. I contenuti saranno resi disponibili in Rete, gratis e sotto licenza Creative Commons, anche se non è chiaro se gli utenti potranno sottoporre modifiche alle voci o sottoporne di nuove, come ad esempio da qualche mese fa l’Enciclopedia Britannica in versione 2.0. 
Ovviamente quella di oggi è un’iniziativa lodevole, su cui pesa l’incognita dei tempi di realizzazione: quanto ci vorrà per digitalizzare 200 mila voci? Di sicuro non si tratta di un’operazione ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/sulla-treccani-online/">Sulla Treccani online..</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/sulla-treccani-online/' addthis:title='Sulla Treccani online.. '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Ho appena scritto su <strong>Mytech</strong> <a href="http://mytech.it/web/2009/05/25/la-nuova-treccani-online-e-gratis/" target="_blank">dell’accordo tra ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione per portare l’Enciclopedia Treccani online</a>. I contenuti saranno resi disponibili in Rete, gratis e sotto licenza <strong>Creative Commons</strong>, anche se non è chiaro se gli utenti potranno sottoporre modifiche alle voci o sottoporne di nuove, come ad esempio da qualche mese fa <a href="http://mytech.it/web/2009/01/22/lenciclopedia-britannica-apre-al-20/" target="_blank">l’Enciclopedia Britannica in versione 2.0.</a> </p>
<p>Ovviamente quella di oggi è un’iniziativa lodevole, su cui pesa l’incognita dei tempi di realizzazione: quanto ci vorrà per digitalizzare 200 mila voci? Di sicuro non si tratta di un’operazione immediata, purtuttavia è importante che – anche nel nostro paese – qualcosa inizi a muoversi. </p>
<p>Non sono d’accordo con chi ha parlato di “alternativa a Wikipedia” o di “sfida a Wikipedia”. Sono prodotti completamente diversi e si reggono su principi differenti. &quot;<em>Altro che Wikipedia</em> &#8211; <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/CyberNews/?id=3.0.3353712868" target="_blank">ha spiegato il ministro Brunetta</a> &#8211; <em>questa è un&#8217;altra cosa ed è un esempio di collaborazione per valorizzare il patrimonio esistente</em>&quot;&#160; … Beh, perché Wikipedia non è uno strumento collaborativo che valorizza la conoscenza, diffondendola tra le persone e rendendola oggetto veramente condiviso? Ok, verrà fuori che il giornalista di AdnKronos ha riportato male la frase, comunque il particolare che più mi interessa è il modello di business.</p>
<p>Il bilancio 2007&#160; dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana (<a href="http://www.treccani.it/export/sites/default/Portale/sito/istituto/dati_economici/note_gestione_bilancio_2007.pdf" target="_blank">ultimi dati disponibili</a>) parla di un <strong>utile ante imposte di 4,2 milioni di euro</strong>, con <strong>ammortamenti e accantonamenti per 10,3 milioni di euro</strong>. Nel 2006 erano 2,3 milioni di euro e 9,9 milioni di euro.</p>
<p>Sarà molto interessante verificare (ma ci vorrà tempo) se la distribuzione gratuita di contenuti online sarà un driver per le vendite dei tradizionali volumi cartacei. </p>
<p>Non si tratta di un modello ‘<a href="http://www.vivaborabora.net/2008/10/31/modelli-di-business-freemium-business-model/" target="_blank">freemium’</a> nell’accezione classica del termine. Piuttosto lo vedo come un modo per rafforzare la presenza online di Treccani, che va ad aggiungersi alle <a href="http://www.treccani.it/Portale/sito/novita/mainNovita.html" target="_blank">nuove feature</a> del portale (es: la community o la toolbar) e a integrarsi con i portali <a href="http://www.italia.gov.it" target="_blank">Italia.gov.it</a>&#160; e <a href="http://www.innovascuola.gov.it" target="_blank">Innovascuola.gov.it</a>. Sarà molto interessante capire il grado di interazione (se integrazione sarà) dei contenuti enciclopedici con quelli presentati da <a href="http://www.innovascuola.gov.it/opencms/opencms/innovascuola/LDA" target="_blank">Libreria Digitale Aperta</a>, piattaforma che permette di scaricare contenuti digitali gratuiti e visionare quelli a pagamento proposti dagli editori abilitati. Immagino che scuole e docenti italiani potranno utilizzare i contenuti Treccani per produrre contributi originali per LDA. </p>
<p><a href="http://www.innovascuola.gov.it/opencms/opencms/innovascuola/LDA/approfondimenti/approfondimento_lda.html" target="_blank">C’è scritto anche che</a> “<em>Il Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie non assume alcuna responsabilità in ordine alla veridicità, attendibilità, accuratezza, completezza e aggiornamento di qualunque tipologia di contenuto o link nel Portale</em>.”&#160; Quindi il portale Innovascuola non ha un comitato editoriale che vaglia i contenuti prodotti? </p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/sulla-treccani-online/">Sulla Treccani online..</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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