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	<title>SegnaleZero &#187; forum</title>
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	<description>Blog a cura di Piero Babudro</description>
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		<title>Prato: politica e partecipazione dei cittadini (intervista)</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 08:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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Un contenitore che propone &#8220;spunti, idee, progetti attorno a cui discutere e confrontarsi intorno al nuovo Piano Strutturale&#8220;. Il ragionamento che io e Nicola abbiamo fatto al telefono è il seguente: posto che tutti i ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/prato_politica_piano_strutturale/">Prato: politica e partecipazione dei cittadini (intervista)</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/prato_politica_piano_strutturale/' addthis:title='Prato: politica e partecipazione dei cittadini (intervista) '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Qualche giorno fa sono stato intervistato da <strong>Nicola Oliva</strong> del <strong>Partito Democratico di Prato</strong>. Mi è stata chiesta un&#8217;opinione sul nuovo sito <a href="http://partecipazione.comune.prato.it/" target="_blank">partecipazione.comune.prato.it</a> che il Comune ha realizzato per consentire ai cittadini di ragionare del loro futuro e del territorio. Quindi ambiente, paesaggio, tutela delle risorse e del patrimonio, strategie di sviluppo locale. (il link all&#8217;<a href="http://nicolaoliva.wordpress.com/2011/10/10/il-flop-della-comunicazione-al-ps/" target="_blank">intervista</a>)</p>
<p>Un contenitore che propone &#8220;<em>spunti, idee, progetti attorno a cui discutere e confrontarsi intorno al nuovo Piano Strutturale</em>&#8220;. Il ragionamento che io e Nicola abbiamo fatto al telefono è il seguente: posto che tutti i progetti che mirano a coinvolgere la cittadinanza utilizzando i canali online sono cosa positiva, affidarsi quasi esclusivamente allo strumento <strong>Forum</strong> (nel caso del portale di Prato) non è una scelta saggia.<br />
I motivi sono diversi, e riguardano soprattutto il fatto che il <strong>Forum</strong> in quanto tale è <strong>strumento &#8220;evoluto&#8221;</strong>, segue regole proprie e, qualora non moderato a dovere, rischia di trasformarsi in una piazza dove ognuno dice la propria e non necessariamente è disposto ad ascoltare l&#8217;opinione degli altri. Una sorta di talk-show digitale, se mi permettete il paragone. Una di quelle trasmissioni in cui, a cinque minuti dalla sigla, tutti si parlano addosso e il conduttore fa fatica a tenere le redini del dibattito.</p>
<p>Secondo tema: dal mio punto di vista, è chiaro l&#8217;iter concettuale che si è seguito per implementare il nuovo strumento. Si è pensato: &#8220;Qual&#8217;è lo strumento più adatto a favorire la partecipazione e lo scambio di idee?&#8221;. Risposta: &#8220;Il Forum&#8221;.<br />
Questo è verissimo, ma solo in teoria. L&#8217;argomentazione è valida solo in un contesto ricreato in vitro.<br />
La realtà spesso è diversa: <strong>PRIMA</strong> andrebbe segmentata l&#8217;utenza (in questo caso, la cittadinanza di <strong>Prato</strong>), capito il grado di <strong>commitment</strong><a href="http://www.wordreference.com/enit/commitment" target="_blank"></a> rispetto al progetto, capito dove questa utenza si concentra.<br />
<strong>POI</strong> andrebbero valutati tutti gli strumenti online a disposizione, con l&#8217;obiettivo di coinvolgere fasce di popolazione più ampie possibili.<br />
Fatto tutto questo, dati alla mano, se la risposta resta &#8220;Il Forum&#8221;, allora si procede con il Forum.<br />
Altrimenti, in caso contrario, bisogna scegliere altre strade e altri canali entro cui veicolare la comunicazione sul <strong>piano strutturale</strong> cittadino.<br />
E in questi casi la strada ti viene sempre indicata dall&#8217;interlocutore a cui ti vuoi rivolgere. Non si deve fare lo sbaglio (purtroppo tipico) di calare dall&#8217;alto iniziative realizzate in provetta e pensate per un &#8220;pubblico&#8221; (in senso ampio) che esiste solo nella teoria. Ne va della strategia complessiva del progetto e dei risultati finali. Per non parlare della bontà dell&#8217;investimento fatto, che poi sono soldi dei cittadini. </p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/prato_politica_piano_strutturale/">Prato: politica e partecipazione dei cittadini (intervista)</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Da Antoine Bello a Marina Villa: due tesi sul verosimile</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 08:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Forse per caso, forse perché ho un certo sesto senso nello sceglierli, ma finora i miei incontri con i buoni libri sono avvenuti quasi sempre nel momento giusto. Così è stato, ad esempio, per La Peste di Albert Camus, che lessi sotto una nuova prospettiva subito dopo aver lasciato casa.
In realtà di esempi potrei farne a decine, come chiunque si possa definire lettore accanito. Uno dei titoli che, da qualche mese, vado consigliando ad amici e conoscenti, ma anche a colleghi che operano nel mondo dei media e della comunicazione, ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/da-antoine-bello-a-marina-villa-due-tesi-sul-verosimile/">Da Antoine Bello a Marina Villa: due tesi sul verosimile</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/da-antoine-bello-a-marina-villa-due-tesi-sul-verosimile/' addthis:title='Da Antoine Bello a Marina Villa: due tesi sul verosimile '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Forse per caso, forse perché ho un certo sesto senso nello sceglierli, ma finora i miei incontri con i buoni libri sono avvenuti quasi sempre nel momento giusto. Così è stato, ad esempio, per <a href="http://www.ibs.it/code/9788888764023/ronfani-ugo/peste-di-albert-camus.html">La Peste</a> di <strong>Albert Camus</strong>, che lessi sotto una nuova prospettiva subito dopo aver lasciato casa.</p>
<p>In realtà di esempi potrei farne a decine, come chiunque si possa definire lettore accanito. Uno dei titoli che, da qualche mese, vado consigliando ad amici e conoscenti, ma anche a colleghi che operano nel mondo dei media e della comunicazione, è <a href="http://www.ibs.it/code/9788864111216/bello-antoine/falsificatori.html">I Falsificatori</a> di <strong>Antoine Bello</strong>.</p>
<p>E’ il primo titolo di una trilogia, seguito da <a href="http://www.ibs.it/code/9788864111223/bello-antoine/illuminati.html">Gli Illuminati</a> (titolo fuorviante, niente a che vedere con Dan Brown) e da un terzo volume di prossima uscita per Fazi. Grazie al mensile Internazionale, la scorsa estate, mi è capitata sotto mano la stampa promozionale del primo capitolo: poi, con le vacanze alle porte, ho deciso di acquistarlo, vagheggiando già letture leggere in riva al mare.</p>
<p>Ebbene, così non è stato. O meglio, il grande pregio dell’autore è proprio quello di raccontare con apparente leggerezza una storia che tocca, in modo tangenziale, una serie di temi che leggeri non sono. La storia, in sintesi, è questa: il giovane e confuso Sliv Darthunguver, islandese, si trova a lavorare per una fantomatica organizzazione, il CFR (Consorzio Falsificazione della Realtà), che si occupa di preparare dossier su dossier in modo da “ricostruire” la realtà e il mondo che conosciamo. Aiutato all’inizio dal suo mentore, Gunnar Eriksson, Sliv si appassiona sempre più al suo lavoro, per quanto non conosca scopi e obiettivi di un’organizzazione globale che sembra più ramificata di un servizio segreto e più efficiente di molte entità sovranazionali. All’inizio sembra tutto un gioco: poi, man mano che il protagonista conosce altri affiliati, viene spedito in mezzo mondo e partecipa a corsi di aggiornamento che definire intensivi è un eufemismo, intervengono una serie di dinamiche personali, culturali ed etiche che lo portano prima a dubitare della bontà del CFR, poi ad abbandonarlo temporaneamente, poi a ritornare operativo ma con uno spirito diverso.</p>
<p>In mezzo, i veri protagonisti dei due libri: i dossier, che altro non sono se non storie ben confezionate, con tanto di prove “tangibili” fabbricate da appositi uffici del CFR dislocati in mezzo mondo. Si inventano antropologi, si scrivono “falsi” libri che poi verranno attribuiti a loro, si fabbricano “falsi” documenti e “false” targhe commemorative, “falsi” studi che comprovano le attività criminose delle multinazionali in Africa. Ho messo le virgolette su “tangibili” e “falsi”: perché la forza dei due libri, sorretti da una scrittura agile, ma – ahimé! – da uno sviluppo psicologico dei personaggi non sempre all’altezza dell’impresa, è proprio confondere il lettore, il quale a un certo punto – verso la metà del secondo libro – non è più in grado di capire il confine tra vero e falso. Spuntano le Torri Gemelle, il complotto per aizzare il mondo musulmano, la Guerra in Iraq e le false prove a sostegno della tesi delle armi di distruzione di massa. C’è di tutto. E l’autore (forse è questo il suo grande merito) che si diverte a mischiare notizie vere prese da Wikipedia, ai cui autori è dedicato il secondo volume, e notizie inventate. O meglio, che presumiamo inventate.</p>
<p>La grande lezione di Bello è questa. Il mondo della produzione di notizie, approfondimenti, conoscenza, beni immateriali è il mondo del verosimile. E la realtà stessa, sotto la spinta di un “medium” potentissimo come il lavoro certosino del CFR, diviene niente di più di un giocattolo, una forma mentis che può essere piegata alla volontà di pochi arditi pionieri della conoscenza prefabbricata. C’è un tragico attivismo che permea ogni singola pagina, con i membri del CFR che si sentono investiti da una missione in qualche modo redentrice,  antidoto alla barbarie del mondo, ma che da quegli stessi meccanismi finiranno per trovarsi schiacciati.</p>
<p>Ed è lo stesso attivismo che io ritrovo – di più, ho sempre riconosciuto – in chi sta riscrivendo la storia del nostro paese, per fini che non necessariamente coincidono con il bene comune. Il caso di <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_28/forum-scuse-falsa-terremotata_30c24bee-5979-11e0-bc5a-84b93b4dfe5d.shtml">Marina Villa</a>, la <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_28/forum-scuse-falsa-terremotata_30c24bee-5979-11e0-bc5a-84b93b4dfe5d.shtml">falsa terremotata ospite di Forum</a>, che non ha perso occasione di lodare l’operato del Governo e la “ricostruzione” aquilana è solo l’ultimo capitolo di una serie. Ora, non voglio né mi interessa entrare in una querelle politica, pro o contro qualcuno o qualcosa. Mi limito a dire che il meccanismo alla base della prosa di Bello non è molto diverso da quello con cui i media costruiscono la realtà dei paesi occidentali, cosiddetti avanzati.</p>
<p>Il mondo che guardiamo è la fonte da cui scaturiscono le nostre opinioni su di esso. E queste opinioni possono essere espresse in molti modi: nella società odierna, prevalentemente attraverso consumi e consenso. Nel momento in cui quel mondo non è più costituito principalmente da relazioni interpersonali o fonti che giornalisticamente si chiamerebbero “dirette”, la catena degli intermediari che porta da un fatto X alla sua rappresentazione mediatica ha la capacità di incidere sulla nostra reale possibilità di coglierne sostanza e sfumature. Ammettiamo che la signora Marina Villa, cui va tutta la mia solidarietà in quanto  &#8211; al pari di Sliv Darthunguver &#8211; si è trovata nelle maglie di un ingranaggio più grande di lei, abbia voluto improvvisare. Ok, niente di male. La domanda è: quanto quel suo gesto ha cambiato della nostra percezione dei fatti? Quanto ha cambiato del nostro giudizio? E, di conseguenza, quanto consenso è riuscita a spostare? Purtroppo si tratta di domande destinate a rimanere frustrate, lo dico con la massima onestà: la costruzione mediatica della realtà va molto più veloce dello studio sui mass media, non c’è niente da fare.</p>
<p>Antoine Bello gioca molto sul crinale che separa il detto dal non detto. In questo non è molto diverso dalla società dei media, che oggi dichiara e domani smentisce. E nemmeno da quella tv che da anni, casualmente, ci mostra per l’ennesima volta “Salvate il soldato Ryan” o altri film schierati proprio nei giorni in cui in Italia si dibatte sul ruolo della Nato oppure monta, poniamo, una polemica sul ruolo militare degli States nel mondo. Quella tv che, sempre casualmente, ci mostra per l’ennesima volta le peripezie di Don Camillo e Peppone nel momento in cui, poniamo, i due macro-schieramenti politici si stanno accapigliando su posizioni e preconcetti da Guerra Fredda.</p>
<p>Non ne faccio una questione di tv pubblica o privata, di proprietà o di conflitto di interessi. Perché non è il mio lavoro. Ma quando, direttamente o indirettamente, vedi che il tuo paese si confronta quotidianamente con comizi in piazza ritoccati al Photoshop, persone pagate per partecipare a meeting, manifestazioni e trasmissioni televisive, fantomatiche feste di compleanno che paiono dei colossali fotomontaggi; quando l’opposizione la fanno i Dvd della Guzzanti o il blog di Beppe Grillo, per non dire dei girotondi di un regista; quando per molti il vento della libertà sembra figlio delle multinazionali del web e della pay tv satellitare, é in quel momento che ti chiedi dove stia la linea d’ombra che separa il vero dal verosimile<br />
Non parlo solo di spirito di partecipazione, di attivismo eccetera. Parlo di vero e di verosimile, e del rapporto che intercorre tra queste due categorie. Parlo di quali strumenti reali e concreti disponiamo per vedere e capire il mondo, che non siano la nostra esperienza diretta (e pertanto limitata dallo spazio e dal tempo). Di quanti intermediari intervengano su un fatto, ossia su un accadimento nel mondo, e lo trattino fino a farlo diventare una notizia, ossia la rappresentazione di un fatto. Parlo del peso che l’azione di questi intermediari può avere su quel fatto, o meglio sulla nostra percezione di quel fatto. Di quel fatto e del contesto, che è poi il mondo che ci circonda.</p>
<p>La domanda che mi pongo (disclaimer: da astensionista convinto e non legato a nessuna organizzazione politica o sindacale) è la seguente: chi è lo Sliv Darthunguver dell’Italia del XXI secolo? E quali fini persegue? Coincidono con quelli della maggioranza della popolazione o no? Questa maggioranza gli ha dato mandato di agire in nome e per conto suo?<br />
Domande fin troppo innocenti, forse, da lettura apparentemente “easy” sotto un ombrellone in riva al Mar Tirreno. Ma la differenza tra democrazia classica e tutto il resto, oggi, in una società pesantemente condizionata dai mass media, si gioca tutta qui.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/da-antoine-bello-a-marina-villa-due-tesi-sul-verosimile/">Da Antoine Bello a Marina Villa: due tesi sul verosimile</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Eba Forum 2009: secondo giorno</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 19:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Del primo giorno di Eba Forum ho già scritto su questo blog. Oggi trovo il tempo per parlare per sommi capi della seconda giornata. 
Senza voler togliere niente a nessuno, direi che l’intervento più bello (e utile) è stato quello di Giampaolo Colletti di AltraTv, in apertura della terza sessione, chiamata “Nuove Tendenze Digitali”. 
Colletti è anche co-fondatore dell’Osservatorio sulle Business Tv dell’Università Bocconi e ha descritto in modo molto coinvolgente il panorama italiano, 88 realtà in tutto.
Degno di menzione anche l’intervento del mio conterraneo Enrico Marchetto di SWG, che ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/eba-forum-2009-secondo-giorno/">Eba Forum 2009: secondo giorno</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/eba-forum-2009-secondo-giorno/' addthis:title='Eba Forum 2009: secondo giorno '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Del primo giorno di <strong><a href="http://www.ebaforum.it" target="_blank">Eba Forum</a></strong> ho già scritto <strong><a href="http://www.segnalezero.com/2009/05/27/eba-forum-2009-primo-giorno/" target="_blank">su questo blog</a></strong>. Oggi trovo il tempo per parlare per sommi capi della seconda giornata. </p>
<p>Senza voler togliere niente a nessuno, direi che l’intervento più bello (e utile) è stato quello di <strong>Giampaolo Colletti</strong> di <a href="http://www.altratv.tv/" target="_blank"><strong>AltraTv</strong></a><strong>, </strong>in apertura della terza sessione, chiamata “Nuove Tendenze Digitali”.<a href="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/05/ebafocuson.jpg"><img title="ebafocuson" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; margin-left: 0px; border-left: 0px; margin-right: 0px; border-bottom: 0px" height="99" alt="ebafocuson" src="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/05/ebafocuson-thumb.jpg" width="309" align="right" border="0" /></a> </p>
<p>Colletti è anche co-fondatore <strong><a href="http://www.teledipendente.tv/network/index.htm" target="_blank">dell’Osservatorio sulle Business Tv dell’Università Bocconi</a></strong> e ha descritto in modo molto coinvolgente il panorama italiano, 88 realtà in tutto.</p>
<p>Degno di menzione anche l’intervento del mio conterraneo<strong> Enrico Marchetto</strong> di <a href="http://www.swg.it/" target="_blank"><strong>SWG</strong></a><strong>, </strong>che ha parlato del progetto di ricerca “<strong><em><a href="http://www.diarioaperto.it/blog/" target="_blank">Diario Aperto</a></em></strong>”, quest’anno incentrato sui social network. </p>
<p>Devo essere sincero. Non mi convince molto la modalità di costruzione del campione (questionario online) ma è pur sempre vero che – come ha ricordato lo stesso Marchetto durante il suo intervento – l’importante era iniziare in qualche modo a scandagliare il mondo delle reti sociali digitali. </p>
<p>Poi, è ovvio che il compito dei ricercatori è proprio quello di ponderare i dati. Però dalle slide che ha mostrato Marchetto in sala già i dati sull’utilizzo di <strong>Twitter</strong> mi sembravano un po’ troppo ottimisti.</p>
<p>Dato il successo ottenuto e la mole di richieste pervenute, Wireless ha deciso di replicare. Il 7 luglio, sempre presso la Casa dell’Energia, <strong>Eba Focus-on</strong>.&#160;&#160;&#160; </p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/eba-forum-2009-secondo-giorno/">Eba Forum 2009: secondo giorno</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Eba Forum 2009: primo giorno</title>
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		<comments>http://www.segnalezero.com/eba-forum-2009-primo-giorno/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 May 2009 16:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Caldo a parte, l’incontro organizzato da Wireless è stato molto interessante.
Anche perché dedicato alle piccole e medie imprese non ancora troppo sintonizzate sui linguaggi del web 2.0.
Mi sono piaciuti molto l’intervento di Pepe Moder, che ha avuto modo di spiegare (again!) il progetto di ascolto ‘Nel Mulino che vorrei’ e quello di Maurizio Benzi, di Casaleggio &#38; Associati, che ha commentato questi dati sull’e-commerce in Italia
E-commerce in Italia 2009: un&#8217;opportunità dalla crisi
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Domani seguirò con molta curiosità il panel “Bufale 2.0”.
Intanto, una ‘critica costruttiva’ all’organizzazione, ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/eba-forum-2009-primo-giorno/">Eba Forum 2009: primo giorno</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/eba-forum-2009-primo-giorno/' addthis:title='Eba Forum 2009: primo giorno '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Caldo a parte, <strong><a href="http://www.ebaforum.it/" target="_blank">l’incontro organizzato da Wireless</a></strong> è stato molto interessante.</p>
<p>Anche perché dedicato alle piccole e medie imprese non ancora troppo sintonizzate sui linguaggi del web 2.0.</p>
<p>Mi sono piaciuti molto l’intervento di <strong>Pepe Moder</strong>, che ha avuto modo di spiegare (again!) il progetto di ascolto ‘<a href="http://www.nelmulinochevorrei.it" target="_blank"><strong>Nel Mulino che vorrei’</strong></a><strong> </strong>e quello di <strong>Maurizio Benzi</strong>, di <strong><a href="http://www.casaleggio.it" target="_blank">Casaleggio &amp; Associati</a>,</strong> che ha commentato questi dati sull’e-commerce in Italia</p>
<div id="__ss_1196900" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="display: block; margin: 12px 0px 3px; font: 14px helvetica,arial,sans-serif; text-decoration: underline" title="E-commerce in Italia 2009: un'opportunità dalla crisi" href="http://www.slideshare.net/casaleggioassociati/ecommerce-in-italia-2009-unopportunit-dalla-crisi?type=powerpoint">E-commerce in Italia 2009: un&#8217;opportunità dalla crisi</a><object width="425" height="355" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=expedia18marzo-ver1-8slideshare-090325113748-phpapp01&amp;stripped_title=ecommerce-in-italia-2009-unopportunit-dalla-crisi" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=expedia18marzo-ver1-8slideshare-090325113748-phpapp01&amp;stripped_title=ecommerce-in-italia-2009-unopportunit-dalla-crisi" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<div style="font-size: 11px; padding-top: 2px; font-family: tahoma,arial; height: 26px;">View more <a style="text-decoration: underline" href="http://www.slideshare.net/">OpenOffice presentations</a> from <a style="text-decoration: underline" href="http://www.slideshare.net/casaleggioassociati">Maurizio Benzi</a>.</div>
</div>
<p>Domani seguirò con molta curiosità il panel “Bufale 2.0”.</p>
<p>Intanto, una ‘<em>critica costruttiva’ </em>all’organizzazione, che avrebbe potuto pensare non dico a una sala stampa (troppo?) ma almeno predisporre due tavoli due con la connessione. In fin dei conti sono strumenti minimi per farci lavorare al meglio. O sbaglio? <img src='http://www.segnalezero.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/eba-forum-2009-primo-giorno/">Eba Forum 2009: primo giorno</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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