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	<title>SegnaleZero &#187; friendfeed</title>
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	<description>Blog a cura di Piero Babudro</description>
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		<title>#sucate: una grande lezione politica (e di comunicazione)</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 20:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Abitando a Sucate, noto quartiere immaginario di Milano, si imparano diverse cose che riguardano la quotidianità, il vivere civile ma soprattutto le regole di comunicazione in vigore sul Web. Regole non scritte che oggi dovrebbero far riflettere (e in fretta) il mondo della politica e le cosiddette &#8220;celebrities&#8221; desiderose di approcciarsi a questo ecosistema.
Ecco le cinque principali verità che si imparano vivendo a Sucate (qui c&#8217;è la storia del quartiere).
1. il Web è il luogo della trasparenza. Il politico nostrano, evidentemente abituato a interfacciarsi con schiere di fedeli e giornalisti ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/sucate-una-grande-lezione-politica-e-di-comunicazione/">#sucate: una grande lezione politica (e di comunicazione)</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/sucate-una-grande-lezione-politica-e-di-comunicazione/' addthis:title='#sucate: una grande lezione politica (e di comunicazione) '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Abitando a <a href="http://search.twitter.com/search?q=%23sucate">Sucate</a>, <a href="http://www.oneweb20.it/23/05/2011/la-moschea-di-sucate-il-web-e-i-tranelli-del-ballottaggio/">noto quartiere immaginario di Milano</a>, si imparano diverse cose che riguardano la quotidianità, il vivere civile ma soprattutto le regole di comunicazione in vigore sul Web. Regole non scritte che oggi dovrebbero far riflettere (e in fretta) il mondo della politica e le cosiddette &#8220;celebrities&#8221; desiderose di approcciarsi a questo ecosistema.</p>
<p>Ecco le cinque principali verità che si imparano vivendo a Sucate (qui c&#8217;è la <a href="http://www.ilpost.it/2011/05/23/letizia-moratti-twitter-sucate/">storia del quartiere</a>).</p>
<p>1. <strong>il Web è il luogo della trasparenza</strong>. Il politico nostrano, evidentemente abituato a interfacciarsi con schiere di fedeli e giornalisti supini, deve capire alla svelta che il suo interlocutore, forse per la prima volta nella storia, è diventato la gente. Un &#8220;noi&#8221; collettivo che non risparmia domande secche, battute sarcastiche, veleni e umori di ogni tipo. Un interlocutore che sa incanalare il proprio sentire collettivo in modo creativo, dando vita a processi comunicativi di difficile mappatura, spesso estemporanei, che non tollerano bugie o verità precostituite;</p>
<p>2. <strong>il Web non ammette intermediari</strong>. Non vorremo essere nei panni di chi deve curare l&#8217;immagine Web di chi è abituato a parlare per slogan, frasi fatte, promesse. Perchè l&#8217;esistenza di questo tipo di intermediari spesso comporta blackout comunicativi evidenti. Spesso, purtroppo, si tratta di soggetti nati e svezzati in un ambiente comunicativo tipicamente 1.0, se non offline tout court, per cui non sanno approcciarsi correttamente a un <a href="http://www.unita.it/italia/letizia-star-di-sucate-il-quartiere-che-non-c-e-1.296362">tweet sospetto</a>. Di fronte a un messaggio in cui l&#8217;autore si lamenta della moschea abusiva sorta nel quartiere di Sucate, Milano, forse prima di rispondere si sarebbe potuto controllare Google Maps per capire se effettivamente esiste una mitica &#8220;via Giandomenico Puppa&#8221; a Sucate. Questo dimostra che la scelta dell&#8217;intermediario che si deve occupare di comunicazione Web è decisiva, così come peraltro potrebbe esserlo la scelta di fare <a href="http://www.segnalezero.com/2011/05/06/patrizia-pepe-e-il-web-ad-alzo-zero/">tutto in proprio</a>;</p>
<p>3. <strong>il Web è allergico alle verità precostituite</strong>. Questo vale per chi, come lo staff di <a href="http://friendfeed.com/pierferdinandocasini">Pierferdinando Casini</a>, ha deciso di sbarcare su <a href="http://friendfeed.com/pierferdinandocasini">FriendFeed</a> con un profilo che se non altro è divertente da seguire per la sequela di sproloqui che fanno da commento alle improbabili affermazioni dell&#8217;autore: guardare per credere; </p>
<p>4. <strong>il Web è allergico ai sotterfugi</strong>. Quando Red Ronnie si scaglia contro Pisapia, che da non eletto avrebbe il potere di cancellare il <a href="http://www.livemi.it/">LiveMi</a>, è facile scoprire che lo stesso Ronnie è guarda caso <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/maggio/21/Red_Ronnie_attacca_sfidante_assedio_co_8_110521004.shtml">consulente</a> di Letizia Moratti. E quindi questo &#8216;endorsement del tutto disinteressato&#8217; potrebbe non andare a genio all&#8217;internauta medio. Il quale, tra le altre cose, ha a disposizione diversi strumenti di protesta (non è come nella vita reale dove la maggior parte delle volte bisogna starsene zitti e rassegnarsi all&#8217;evidenza): tra cui <a href="http://www.facebook.com/pages/Red-Ronnie/37645125946">intasarti la pagina Facebook</a> (quella stessa pagina Facebook per gestire la quale immaginiamo che i tuoi consulenti abbiano guadagnato una discreta cifretta..) fino a renderla una barzelletta;</p>
<p>5. <strong>il Web è il luogo della costanza</strong>. Pertanto, se decidi di essere presente, fallo con costanza e nel tempo. Nella <a href="http://www.baroncelli.eu/politici_italiani/">maggior parte dei casi</a>, invece, si assiste a iniziative estemporanee, che iniziano qualche mese prima delle elezioni e si concludono a voto ottenuto, ossia quando l&#8217;elettore torna a essere cittadino, e quindi per altri 4-5 anni si deve limitare a stare zitto e a pagare le tasse. </p>
<p>Sono verità semplici; alcuni le considereranno banalità o peggio corbellerie. Ma è così che si sta sul Web, almeno se si vuole farlo in modo credibile e sincero. E&#8217; falso l&#8217;assioma per cui qualsiasi contenuto, se pubblicato online, avrà un successo enorme. </p>
<p>Il Web non è cassa di risonanza, quelli sono i giornali. Il Web si limita ad amplificare quello che c&#8217;è, sempre se c&#8217;è qualcosa. Pertanto, se nei vostri programmi ci sono solo slogan e belle parole, allora il Web non farà che amplificare il nulla. <strong>Zero volte infinito, uguale a zero.</strong></p>
<p>Invece, chiunque si faccia portatore di veri valori di cambiamento, innovazione e <strong>REALE</strong> condivisione di punti di vista, troverà nel Web la sua casa, e ci vivrà senza imbarazzi. Come se ci abitasse da sempre.<br />
Piccolezze, direte. E invece sono proprio queste le &#8220;piccolezze importanti&#8221; che la vita ti insegna quando vivi a Sucate.<br />
Un luogo in bilico tra situazionismo digitale e volontà di cambiamento reale.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/sucate-una-grande-lezione-politica-e-di-comunicazione/">#sucate: una grande lezione politica (e di comunicazione)</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Google Wave in anteprima</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 16:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Oggi pomeriggio, dagli stand di EbaForum 2009, ho avuto modo di collegarmi con San Francisco per assistere alla conference call di presentazione di Google Wave. A quanto ho capito, dall’Italia eravamo io e Alberto.
La notizia è di quelle destinate a modificare profondamente il 2.0. Google sbarca in forze nel lato social del web, con una nuova piattaforma di collaborazione e condivisione di informazioni online in tempo reale.
Il concetto di real-time web assomiglia a quello di FriendFeed, ma il video che ho potuto vedere in anteprima (lo caricheranno anche su YouTube, ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/google-wave-in-anteprima/">Google Wave in anteprima</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/google-wave-in-anteprima/' addthis:title='Google Wave in anteprima '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Oggi pomeriggio, dagli stand di <strong><a href="http://www.ebaforum.it" target="_blank">EbaForum 2009</a></strong>, ho avuto modo di collegarmi con San Francisco per assistere alla conference call di presentazione di <strong>Google Wave</strong>. A quanto ho capito, dall’Italia eravamo io e <strong><a href="http://www.infoservi.it" target="_blank">Alberto</a></strong>.<a href="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/05/googlewave3.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; margin-left: 0px; border-left: 0px; margin-right: 0px; border-bottom: 0px" title="googlewave3" src="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/05/googlewave3-thumb.jpg" border="0" alt="googlewave3" width="244" height="159" align="right" /></a></p>
<p>La notizia è di quelle destinate a modificare profondamente il 2.0. Google sbarca in forze nel lato <em>social </em>del web, con una nuova piattaforma di collaborazione e condivisione di informazioni online in tempo reale.</p>
<p>Il concetto di real-time web assomiglia a quello di <strong>FriendFeed</strong>, ma il video che ho potuto vedere in anteprima (lo caricheranno anche su YouTube, appena lo rintraccio metto il link giusto) mi ha fatto pensare a un superamento dello stesso modello.</p>
<p><a href="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/05/googlewave.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; margin-left: 0px; border-left: 0px; margin-right: 0px; border-bottom: 0px" title="googlewave" src="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/05/googlewave-thumb.jpg" border="0" alt="googlewave" width="244" height="161" align="left" /></a></p>
<p>Niente più timeline collettive (e per questo incasinate), ma tante ‘wave’, onde (o flussi di informazione) che ben si adattano a una community di amici o colleghi piuttosto ampia ma che, secondo me, sono perfette per i piccoli gruppetti.</p>
<p>Una redazione online (sto pensando proprio a <strong><a href="http://www.mytech.it" target="_blank">MyTech – Mondadori Digital Publishing</a></strong>, per conto della quale ho seguito la conference) potrebbe aprirsi una propria ‘onda’ condividendo feed rss, micromessaggi, blog, foto, video, documenti. Poi – lasciamo lavorare gli sviluppatori di Big G – arriveranno il VoIP, la videochat oppure l’embedding di servizi terzi (penso a <strong>SlideShare</strong>, <strong>Twitter</strong>, <strong>UpComing</strong> ecc..  se non altro per una questione di gusti personali). Insomma, staremo a vedere!</p>
<p><a href="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/05/googlewave2.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; margin-left: 0px; border-left: 0px; margin-right: 0px; border-bottom: 0px" title="googlewave2" src="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/05/googlewave2-thumb.jpg" border="0" alt="googlewave2" width="280" height="165" align="right" /></a></p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/google-wave-in-anteprima/">Google Wave in anteprima</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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