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	<title>SegnaleZero &#187; iphone</title>
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	<description>Blog a cura di Piero Babudro</description>
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		<title>Marco Corsaro (77 Agency) ospite di SegnaleZero</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 11:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Oggi SegnaleZero ha il piacere di ospitare Marco Corsaro, managing director di 77 Agency. Il suo circostanziato intervento riguarda il mercato delle applicazioni Mobile, tra attualità e scenari futuri. 

Il mercato delle applicazioni Mobile sta crescendo in modo esponenziale. Occorre però notare un particolare fondamentale: il passaggio da siti Web a Mobile, e la conseguente convergenza tra i due mondi, si realizza più attraverso Html5 che le applicazioni. Parlo ovviamente di embedding all’interno di applicazioni di una componente Html5.
Per quanto riguarda le applicazioni “pure”, le vedo più associate a servizi ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/marco-corsaro-77-agency-ospite-di-segnalezero/">Marco Corsaro (77 Agency) ospite di SegnaleZero</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/marco-corsaro-77-agency-ospite-di-segnalezero/' addthis:title='Marco Corsaro (77 Agency) ospite di SegnaleZero '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><em>Oggi SegnaleZero ha il piacere di ospitare <strong>Marco Corsaro</strong>, managing director di <a href="http://www.77agency.com/it/">77 Agency</a>. Il suo circostanziato intervento riguarda il mercato delle applicazioni Mobile, tra attualità e scenari futuri. </p>
<p></em><img src="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2011/06/MarcoCorsaro_77.jpg" alt="MarcoCorsaro_77.jpg" border="0" width="420" height="280" align="left" /></p>
<p>Il mercato delle applicazioni Mobile sta crescendo in modo esponenziale. Occorre però notare un particolare fondamentale: il passaggio da siti Web a Mobile, e la conseguente convergenza tra i due mondi, si realizza più attraverso Html5 che le applicazioni. Parlo ovviamente di embedding all’interno di applicazioni di una componente Html5.<br />
Per quanto riguarda le applicazioni “pure”, le vedo più associate a servizi specifici.  In questo senso, la scelta di puntare su uno o più sistemi operativi – <strong>Android</strong>, <strong>iOS</strong>, <strong>BlackBerry</strong> – deve avvenire nel momento in cui si può contare su una funzionalità specifica che può sfruttare adeguatamente la componente client del sistema operativo stesso.<br />
In quest’ottica, e per le aziende che già hanno un loro sito Web tradizionale, la pura migrazione di un intero sito a Mobile può essere superflua. Più utile, invece, può essere sviluppare specifici servizi da declinare poi in applicazioni. </p>
<p>Sebbene oggi lo scenario sia frammentato tra diverse piattaforme non ho alcun dubbio che, nel prossimo periodo, <strong>Android</strong> diventerà il leader di mercato.  Android ha una convergenza verso la televisione che è molto forte. Una percentuale molto alta dei televisori di nuova generazione utilizzano il sistema operativo sviluppato da Google. Android è la piattaforma che sconfiggerà la resistenza di qualsiasi competitor, semplicemente per il fatto che, essendo un sistema aperto, vive e cresce del contributo di tutti gli attori. E questo, nell’ecosistema del Web, è l’aspetto più importante.<br />
Oggi iOS è il sistema operativo Mobile che, grazie alle strutture parallele <strong>iTunes</strong> e <strong>App Store</strong>, monetizza meglio di tutti, nel breve e nel medio periodo.  Per il business, Apple è una soluzione ideale: mercato enorme, facilità di monetizzazione, un sistema di pagamento semplice che consente di sviluppare volumi. L’industria della musica lo ha capito, e ora altri settori – quali l’editoria – lo stanno sperimentando. In più Apple ha una supremazia fortissima dal punto di vista delle caratteristiche tecniche del device e della usability.<br />
La leadership di Apple, quindi, ha creato una forte base clienti. Tuttavia, sta crescendo una nuova realtà, Android, fortissima, che sta migliorando giorno dopo giorno sia per quanto riguarda la qualità dei dispositivi sia per quanto riguarda le soluzioni proposte. I suoi punti di forza sono chiari: al posto di contare su una forza programmatori definita, conta sull’impegno di tutto il mondo. In più, per quanto concerne la qualità di tablet e <strong>smartphone</strong>, Android è di nuovo in vantaggio perché non fa affidamento solo sulle intuizioni geniali di Steve Jobs, bravo quanto vogliamo ma unico, ma si appoggia a nomi come <strong>Toshiba</strong>, <strong>Samsung</strong>, <strong>Htc</strong>. Tutti nomi che, tra gli altri, si sono attivati per migliorare Android e il suo dialogo con la componente hardware. </p>
<p>Alla luce di queste considerazioni, un prossimo scenario potrebbe quindi essere questo:  Apple che non è più superiore, né dal punto di vista dell’hardware, né dal punto di vista dell’usability, ormai priva di quell’offerta ampia e variegata di soluzioni e applicazioni. E questo perché sarà superata da Android, di fatto un mercato più aperto. In quel momento, non sappiamo ancora quando accadrà, Apple passerà dall’essere leader di mercato all’essere player con una nicchia ben definita, ma non dominante, in quel mercato. Un po’ quello che abbiamo già visto con il mercato dei personal computer: una scena che si ripeterà.<br />
Apple, dal canto suo, ha avuto l’opportunità di diventare “la Microsoft del Mobile”, e per un certo periodo c’è riuscita. Non si può infatti negare che iPhone e iPad abbiano rivoluzionato completamente il mercato. Resta il fatto che Google, non certo una start-up quanto a risorse e potenza di fuoco, ha approcciato questo mercato in modo “open”, come se fosse un nuovo Linux, ma che ha dalla sua fatturati nell’ordine dei miliardi di dollari.<br />
Faccio questo paragone per sottolineare un’altra differenza: anni fa pochi avevano l’interesse a utilizzare un sistema operativo aperto e gratuito come Linux. Oggi questo bisogno, in ambito Mobile, c’è. E il successo di Android lo dimostra. Consente di vendere applicazioni e consente di vendere gli smartphone, ma queste sono solo due tra miliardi di motivazioni possibili.<br />
Quindi, la mia visione è che Android è il sistema operativo vincente. Basta utilizzare un Nexus One, come faccio io, con sistema operativo <strong>Gingerbread</strong> per accorgersi di quanto sia superiore in usabilità e livello di applicazioni rispetto all’iPhone stesso. Penso al nuovo Maps, e alla precisione nel restituire le informazioni all’utente. O al navigatore di Maps, che offre funzioni del tutto competitive con quelle offerte da un navigatore qualsiasi. E in più è gratuito.<br />
Gli esempi che potrei fare sono molti. Tra questi sottolineo lo sviluppo, da parte di 77 Agency, di ‘<strong>Social Stats for Facebook</strong>’, applicazione disponibile per <strong><a href="http://itunes.apple.com/it/app/social-stats-for-facebook/id400706591?mt=8">iPhone</a></strong> , <strong><a href="http://itunes.apple.com/it/app/social-stats-for-facebook/id400706591?mt=8">iPad</a></strong>  e <strong><a href="http://downloads.zdnet.com/abstract.aspx?docid=2674061">Android</a></strong>  che si interfaccia con le API di Facebook e restituisce statistiche e demographics aggregati relativi alla composizione degli utenti del famoso social network. </p>
<p>Più in generale, per quanto riguarda le richieste del mercato, le aziende ci chiedono prima di tutto sviluppo di soluzioni facili da monetizzare, pensate per il mondo iPhone e subito dopo BlackBerry. Questi due device, infatti, sono percepiti come i principali strumenti utilizzati dai loro interlocutori naturali; in più, capita che queste applicazioni siano rilasciate con formula a a pagamento, per cui al momento è iPhone ad avere il mercato più grande. A questo si aggiunga pure che il tasso di conversione su Android Market è molto più basso per motivi collegati ai sistemi di pagamento, che prevedono l’uso di carta di credito o <strong>PayPal</strong>, e quindi un’operazione in più da compiere. </p>
<p>Il tema dei pagamenti su Mobile è interessante e merita un approfondimento. Ci stiamo muovendo verso una mass-marketizzazione, è evidente. Uno dei nostri clienti è CartaSì, che ha appena rilasciato un nuovo sistema di pagamento, chiamato <strong><a href="https://sipay.cartasi.it/sipay/">SìPay</a></strong> , in tutto e per tutto alternativo a PayPal. 77 Agency segue anche Buongiorno, che assieme a CartaSì ha lanciato un sistema di Mobile payment chiamato <strong><a href="http://www.cashlog.com/home">Cashlog</a></strong> , che ha l’obiettivo di abbattere le barriere tecnologiche e aumentare le transazioni.<br />
Per quanto invece riguarda strategie più ampie in tema di comunicazione multimediale, ricordo l’applicazione <strong><a href="http://www.appblog.it/post/3161/892424mobile-da-seat-pagine-gialle-lapplicazione-per-iphone-ed-ipod-touch">89.24.24</a></strong> di <strong>Seat Pagine Gialle</strong>, che sta registrando performance ottime a livello di download e utilizzo. Essa consente di trovare gli esercizi desiderati più vicini e di mettersi in contatto con loro, telefonando direttamente. È un ottimo strumento di visibilità per clienti e inserzionisti; inoltre rappresenta un importante passo in avanti per un’azienda, Seat , che siamo abituati ad associare a un prodotto specificamente ‘cartaceo’, ossia il faldone delle Pagine Gialle.<br />
Ma di esempi così potrei farne a decine. Penso a <a href="http://www.fresialluminio.it/">Fresia</a> , leader in Italia nella produzione di serramenti in alluminio: per questo cliente, 77 Agency ha curato <a href="http://itunes.apple.com/it/app/fresia-alluminio-news-e-prodotti/id395894464?mt=8">un’applicazione Mobile per iPhone</a>  che ha riscosso ottimo successo. Essa si rivolge agli impiantisti, il mercato naturale di Fresia, mettendo loro a disposizione le schede, le immagini e le caratteristiche dei prodotti a catalogo. Informazioni molto specifiche, si dirà, di nicchia. Eppure importantissime per un target specifico e, in quanto tale, caratterizzato da esigenze ben definite: non a caso, in poco tempo ha raggiunto una penetrazione del 100% sul target. Per un’azienda come Fresia, fornire un servizio specifico, gratuito, a una categoria di professionisti si è tradotto in un particolare molto importante: che tutta questa  categoria ha ora una relazione con Fresia. Farlo con altri strumenti e strategie avrebbe comportato risultati simili, forse, ma con costi molto superiori.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/marco-corsaro-77-agency-ospite-di-segnalezero/">Marco Corsaro (77 Agency) ospite di SegnaleZero</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il packaging &#8211; una leva di marketing in evoluzione</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 15:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tiziano Tassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Tutto nasce da una considerazione sul packaging dell&#8217;iPhone.
Simone Lovati fa alcune considerazioni sul packaging del prodotto oggi. E io non riesco a esimermi dal rispondere.  
Ne esce una bella conversazione con alcune considerazioni che riporto qui di seguito (vai a leggere il suo post, prima, e poi torna qui).
Tiziano:
Un appunto: dovresti fare una distinzione delle diverse tipologie di beni che intendi nel post (se non ti riferivi solo all&#8217;iPhone, tra shopping goods, specialty o grocery). Il packaging in realtà già oggi è parte fattiva del marketing del prodotto. Il brand ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/il-packaging-una-leva-di-marketing-in-evoluzione/">Il packaging &#8211; una leva di marketing in evoluzione</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/il-packaging-una-leva-di-marketing-in-evoluzione/' addthis:title='Il packaging &#8211; una leva di marketing in evoluzione '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Tutto nasce da una considerazione sul packaging dell&#8217;iPhone.</p>
<p><a href="http://www.linkedin.com/pub/simone-lovati/0/5a3/29">Simone Lovati</a> fa alcune <a href="http://simonelovati.com/il-futuro-del-packaging-sempre-piu-prodotto-s">considerazioni sul packaging</a> del prodotto oggi. E io non riesco a esimermi dal rispondere. <img src='http://www.segnalezero.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ne esce una bella conversazione con alcune considerazioni che riporto qui di seguito (vai a leggere il<a href="http://simonelovati.com/il-futuro-del-packaging-sempre-piu-prodotto-s"> suo post</a>, prima, e poi torna qui).</p>
<blockquote><p><strong>Tiziano</strong><strong>:</strong></p>
<p>Un appunto: dovresti fare una distinzione delle diverse tipologie di beni che intendi nel post (se non ti riferivi solo all&#8217;iPhone, tra shopping goods, specialty o grocery). Il packaging in realtà già oggi è parte fattiva del marketing del prodotto. Il brand e gli attributi fisici (colore, forma, materiali, odori, sensazioni tattili) contribuiscono a distinguere il prodotto da quelli concorrenti proprio a livello visuale.</p>
<p>Parlando di prodotti grocery è dalla rivoluzione commerciale (in Italia anni &#8217;50) che il packaging fa parte delle leve di merchandising dell`Industria, ed è imprescindibile dalla manovra delle leve di visual merchandising del distributore. Diverso è il ragionamento per gli shopping goods, che non trovi in un supermercato qualunque, ma presso rivenditori specializzati. Infatti gli attributi che il packaging potrebbe secondo te avere sono interessanti (cito: <em>-&#8221;sarà parte integrante del prodotto, potrà funzionare (un pò come per gli attuali packaging dei giochi per i bimbi) come piattaforma di demo direttamente sullo scaffale&#8221;-</em>), e sicuramente la funzione che lo è di più è l&#8217;aggiornamento via wifi (ma a che pro, visto che tanto si deve attivare via iTunes, e quindi si aggiorna il firmware mentre lo si attiva?), però rimane il fatto che nei punti vendita in cui ci sono in vendita iPhone ci sono sempre uno o più modelli di prova su strada, in cui puoi provare un&#8217;esperienza che verrebbe limitata dal packaging stesso nella demo (leggi: la leggerezza, i colori dello schermo falsati dalla plastica protettiva,ecc.).</p>
<p>Aggiungiamo anche il fatto che si sta parlando di un giochino da 600 € e tra cadute accidentali, ditate troppo &#8220;pesanti&#8221; che rovinano lo schermo e noncuranza per il packaging stesso in caso di mancato acquisto (lo rimetto &#8220;più o meno dove lo avevo preso&#8221;) abbiamo un indicatore di quanto possa essere sconveniente adottare questa soluzione (nonostante rimanga &#8220;romantica&#8221;). Del tutto d&#8217;accordo invece su quanto il packaging debba evolvere per diventare più verde sia per ragioni di marketing (la moda del &#8220;green&#8221; che c&#8217;è in questi tempi -per fortuna-) che per ragioni economiche. E in ogni caso, prima di vedere un iPhone su un semplice scaffale, ce ne passerà. <img src='http://www.segnalezero.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Simone:</strong></p>
<p>Ok Tiziano, hai ragione&#8230;il mio era un discorso un pò più in generale sull&#8217;evoluzione che il packaging sta avendo un pò in tutti i settori&#8230;concordo, nei supermercati il packaging è già da tempo parte integrante del marketing, ma ci sono almeno tre aspetti che lo renderanno più strategico di quello che già oggi è:</p>
<p>1. Anche nel grocery, il packaging fa di tutto per il brand, ma non ti trasmette ancora veramente gli odori, i sapori di cosa compri;</p>
<p>2. Non ha un senso avere (packaging per spedizione + packaging prodotto + espositore)&#8230;uno dei tre scomparirà a mio avviso;</p>
<p>3. Il packaging è sempre + il primo touch point vero con un potenziale cliente, ergo deve divenire per forza interattivo e collegato in rete&#8230;(non dirmi che ha un senso oggi metterci sopra un link e pensare che uno torni a casa e a memoria ci vada sopra!)</p>
<p><strong>Tiziano:</strong></p>
<p>Beh, anche qui dipende dalla tipologia del bene. Rispondendo con ordine</p>
<p>1. Nel grocery esiste la prova assaggio nel caso dei sapori mentre per gli altri sensi si usano tattiche di ambient marketing a seconda del reparto che influenzano il tempo passato in pdv e il valore degli acquisti (per es. in quello dei Vini cambiano l&#8217;ambientazione e la musica). Inoltre il valore unitario dei prodotti è troppo basso per includere nel pack una demo; ce lo vedi in uno yogurt? O nel pane? A quello sopperiscono le promoter con le prove assaggio da appositi mini stand in pdv.</p>
<p>2. Sono assolutamente d&#8217;accordo con questa analisi, che vale in maniera trasversale per la maggior parte dei settori di consumo, anche se credo che il pack della spedizione si potrà riutilizzare (se già non si fa) e non scomparirà del tutto, mentre quello del prodotto e dell&#8217;espositore diventeranno unici razionalizzando i materiali usati, con risparmi dal punto di vista ecologico ed economico (per fortuna).</p>
<p>3. questo è vero. Il punto però è sempre il riferimento alla tipologia del bene. E&#8217; vero che per un bene non banale e importante, come un iPhone ad esempio, l&#8217;interattività è necessaria a convincere il cliente a compiere l&#8217;atto di acquisto (insieme alle informazioni, all&#8217;assistenza di un venditore, alla pubblicità, alla brand reputation del bene, ecc.). In un bene banale (un pacco di pasta? Una bottiglia di vino?) è difficile trovare questa interattività. La rete non è strettamente necessaria perchè i beni sono banali. L&#8217;attività di shopping media nell&#8217;acquisto di un pacco di pasta (o di un sugo, o di patatine, o di una bibita) consiste nell&#8217;entrare in pdv, cercare la marca preferita (se non la trovi probabilmente cambi marca, cambiare pdv è troppo oneroso in termini di tempo) e metterla nel carrello. L&#8217;acquisto si decide nei 5 secondi in cui ci si trova davanti allo scaffale e la mano si dirige verso i prodotti della categoria (tant&#8217;è vero che P&amp;G ha creato un divisione in USA specializzata sul marketing degli ultimi 5 secondi che impiega 35 persone).</p>
<p>Concludendo, secondo me è insensato mettere un link credendo che a casa ci si vada sopra per scoprire il bene sia nel caso dei beni grocery, sia nel caso degli shopping goods. I primi sono banali e le persone non perdono tempo per informarsi troppo approfonditamente, i secondi sono distribuiti in negozi specializzati e sono sempre affiancati da un promoter o un venditore che consiglia sull&#8217;acquisto, con modelli di prova o samples. In relazione al packaging, il web torna più utile nel caso di servizio post vendita (dall&#8217;assistenza a problemi del cliente ai consigli sui diversi utilizzi).</p></blockquote>
<p>In quali direzioni evolverà il packaging?</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/il-packaging-una-leva-di-marketing-in-evoluzione/">Il packaging &#8211; una leva di marketing in evoluzione</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Aziende.it in versione iPhone e iPod Touch</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 05:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Primi su App Store. Non accade tutti i giorni, anche se il primato di Blogo è durato solo un weekend. Parliamo di Aziende.it (www.aziende.it), il sito in cui è possibile trovare tutte le imprese italiane, commentarle e votarle, e da poco anche in versione pocket. 
Blogo – leggo in una nota – ha infatti rilasciato la prima applicazione realizzata per iPhone e iPod Touch, disponibile gratuitamente sull’App Store di Apple. 
 L’applicazione, grazie ad un sistema di geolocalizzazione, permette di trovare le aziende situate nelle vicinanze ma anche di ottenere ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/aziendeit-in-versione-iphone-e-ipod-touch/">Aziende.it in versione iPhone e iPod Touch</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/aziendeit-in-versione-iphone-e-ipod-touch/' addthis:title='Aziende.it in versione iPhone e iPod Touch '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Primi su <strong>App Store</strong>. Non accade tutti i giorni, anche se il primato di Blogo è durato solo un weekend. Parliamo di Aziende.it (<strong><a href="http://www.aziende.it" target="_blank">www.aziende.it</a></strong>), il sito in cui è possibile trovare tutte le imprese italiane, commentarle e votarle, e da poco anche in versione pocket. </p>
<p><strong><a href="http://www.blogo.it" target="_blank">Blogo</a></strong> – leggo in una nota – ha infatti rilasciato la prima applicazione realizzata per <strong>iPhone</strong> e <strong>iPod Touch</strong>, disponibile gratuitamente sull’App Store di Apple. </p>
<p><a href="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/06/aziendesegnalezero.jpg"><img title="aziendesegnalezero" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; margin-left: 0px; border-left: 0px; margin-right: 0px; border-bottom: 0px" height="196" alt="aziendesegnalezero" src="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/06/aziendesegnalezero-thumb.jpg" width="196" align="left" border="0" /></a> L’applicazione, grazie ad un sistema di geolocalizzazione, permette di trovare le aziende situate nelle vicinanze ma anche di ottenere informazioni su spettacoli al cinema, ristoranti, pub, farmacie, banche e altre tipologie di categorie. I voti e i commenti inseriti dagli utenti permettono di visualizzare gli elenchi delle aziende italiane più amate; su Aziende.it infatti, è anche possibile effettuare ricerche per città o per una zona specifica e visualizzare le attività dei propri amici. L’interazione permette inoltre, di inviare foto e di aggiornare la propria rubrica con gli indirizzi e i numeri di telefono delle aziende o dei locali ricercati.</p>
<p>Aziende.it supporta <strong>Facebook Connect</strong>: quindi è possibile registrarsi con il proprio profilo <strong>Facebook</strong> e condividere il proprio stream di attività. L’applicazione è stata rilasciata da una settimana sull’App store ed è già tra le applicazioni gratuite più scaricate ed in vetta alla classifica nella categoria Moda e Tendenze.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/aziendeit-in-versione-iphone-e-ipod-touch/">Aziende.it in versione iPhone e iPod Touch</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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