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	<title>SegnaleZero &#187; mobile</title>
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	<description>Blog a cura di Piero Babudro</description>
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		<title>Politecnico di Milano: &#8220;Comprendere il proprio DNA digitale&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 14:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sono stati comunicati i risultati del convegno “New Media &#38; Tv: tante novità, ma quali strategie?”, tenutosi presso l&#8217;Aula Carlo de Carli del Politecnico di Milano con la presentazione dei risultati dell’Osservatorio su New Media &#38; Tv, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con il Cefriel.
L’istantanea scattata al settore è positiva. Nel 2010 il settore italiano dei Media (stampa, radio, tv, Internet e Mobile) è cresciuto di oltre il 3%, sfiorando quota 17 miliardi di Euro. Il ‘digital’, aumentato circa del 10%, vale nel 2010 ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/politecnico-di-milano-comprendere-il-proprio-dna-digitale/">Politecnico di Milano: &#8220;Comprendere il proprio DNA digitale&#8221;</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/politecnico-di-milano-comprendere-il-proprio-dna-digitale/' addthis:title='Politecnico di Milano: &#8220;Comprendere il proprio DNA digitale&#8221; '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Sono stati comunicati i risultati del convegno “New Media &amp; Tv: tante novità, ma quali strategie?”, tenutosi presso l&#8217;Aula Carlo de Carli del Politecnico di Milano con la presentazione dei risultati dell’Osservatorio su New Media &amp; Tv, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con il Cefriel.<br />
L’istantanea scattata al settore è positiva. Nel 2010 il settore italiano dei Media (stampa, radio, tv, Internet e Mobile) è cresciuto di oltre il 3%, sfiorando quota 17 miliardi di Euro. Il ‘digital’, aumentato circa del 10%, vale nel 2010 quasi 5 miliardi di euro, pari al 29% del mercato complessivo dei Media.</p>
<p>Buona anche la crescita della pubblicità su tutti i mezzi digitali &#8211; Internet +13%, Sofa TV digitali +26%, Mobile +15%. Il Pay continua a crescere (+5%), ma a tassi inferiori rispetto all’anno precedente.<br />
Al di là dei numeri, sono emersi i principali trend e le novità in corso nel settore. iPad su tutti, che ha inventato una nuova categoria di dispositivi per la fruizione di contenuti online, ma anche Application Store sono le parole d’ordine del momento. Ora la palla passa agli editori, i quali sono chiamati (e non per la prima volta, a dire il vero) a un “cambiamento culturale, che faccia interpretare loro in modo corretto la propria vera identità all’interno del nuovo mondo digitale. Rifuggire dall’effetto moda, cercare la propria identità digitale dentro se stessi, innovare value proposition e fonti di ricavi, puntare su una strategia multicanale, costruire un’organizzazione flessibile fondata sulla sperimentazione e sull’apprendimento”.<br />
Saranno pronti a farlo?<br />
“Siamo convinti che non sia sufficiente cercare di interpretare in modo corretto le molteplici potenzialità offerte da tutte queste novità, ma che occorra qualcosa di più. Di più complesso e di più profondo, che va al di là delle “mode” e delle innovazioni del momento &#8211; afferma Andrea Rangone, Coordinatore degli Osservatori ICT &amp; Management della School of Management del Politecnico di Milano. &#8211; Innanzitutto, occorre saper scoprire la propria vera identità digitale, comprendere il proprio DNA in termini di risorse e competenze core (testate, posizionamento, capacità di produzione di contenuti, base utenti e così via) e, coerentemente, inventare una propria strategia digitale, capace di identificare nuove proposizioni di valore e nuove fonti di ricavi. In secondo luogo, occorre creare un’organizzazione flessibile, capace, in questo scenario digitale così imprevedibile, di sperimentare velocemente e di apprendere criticamente dalle esperienze e anche dai fallimenti per mettere a punto continuamente nuove azioni”.</p>
<p>In chiusura, la nota del Politecnico sui tre segmenti digitali analizzati:<br />
<em><br />
1) Sofa-Media: basati sulle piattaforme televisive digitali (Sat Tv, DTT, IpTv e Connected Tv) e fruiti mediante schermo televisivo “tradizionale”;<br />
2) Internet-Media: fruibili da un qualsiasi PC (Laptop, Desktop o Netbook, che costituiscono il cosiddetto mondo PC-centrico) e dai nuovi Tablet; escludendo quindi i Media fruiti attraverso telefoni cellulari, Smartphone e Connected Tv anche se basati su protocollo IP;<br />
3) Mobile-Media: fruibili tramite Telefoni cellulari o Smartphone.</em></p>
<p><em>Tra i Media digitali, i Sofa-Media rimangono dominanti, con un peso pari al 73% circa, mentre gli Internet-Media arrivano al 22% e i Mobile-Media coprono il 5%.</em></p>
<p><em> <strong> 1) Sofa-Media: un’offerta sempre più ricca</strong></em></p>
<p><em>Subisce un’accelerazione la diffusione del Digitale Terrestre (Dtt) che, a fine anno, ha raggiunto il 64% della popolazione italiana. In parallelo i broadcaster hanno aumentato significativamente la propria offerta sul Dtt, passata in un anno da 53 a 92 canali unici nazionali. Cresce anche l’offerta di Sky sulla piattaforma satellitare, che punta soprattutto sull’Alta Definizione: sono ben 36 i canali in HD sul satellite, contro i 7 che può vantare &#8211; a causa dei limiti di banda &#8211; il digitale terrestre [1]. Continua sul mercato dei contenuti premium la “iper-competizione” fra Sky e Mediaset che si manifesta sia con una forte battaglia sul prezzo sia con il continuo arricchimento dell’offerta.<br />
Il 2010 ha visto anche l’evolversi di due fenomeni particolarmente innovativi: l’introduzione delle televisioni 3D e la diffusione delle Connected Tv, cioè quelle televisioni che consentono di fruire di contenuti multimediali provenienti dal mondo Internet. Per quanto riguarda il 3D, nonostante la notevole portata innovativa del fenomeno, ad oggi due importanti restrizioni lo limitano: l’esigenza di indossare appositi occhiali e il numero limitato di contenuti 3D disponibili.<br />
Il 2010 ha, invece, visto una buona diffusione, quasi inconsapevole agli occhi del consumatore, delle Tv intrinsecamente connettibili a Internet: a fine 2010 sono, infatti, circa 2,7 milioni i televisori con questa possibilità nelle case degli Italiani, ma in realtà un numero limitato è effettivamente connesso.<br />
Per ora comunque entrambi questi fenomeni, anche se hanno contribuito a spingere le vendite di nuovi televisori e decoder, hanno avuto una ripercussione marginale sul mercato dei Media. </em></p>
<p><em><strong> 2) Internet-Media: la rivoluzione è in atto</strong></em></p>
<p><em>Sono quattro i trend principali che hanno caratterizzato il mondo Internet nel 2010: due all’insegna dell’evoluzione rispetto al 2009 e due portatori invece di un’importante discontinuità paradigmatica.<br />
I due trend di natura evolutiva sono la diffusione dei Social Media e la proliferazione dei contenuti Video.<br />
Nel 2010 si è assistito ad un notevole sviluppo dei Social Media anche in Italia. Sono circa 21 milioni gli utenti registrati ad almeno un Social Network, pari ad oltre l’80% di tutti gli utenti Internet attivi italiani. Il ruolo dominante è svolto ovviamente da Facebook che, a fine 2010, ha sfiorato i 18 milioni di utenti. Significativo anche il tempo speso sui Social Media mensilmente dall’utente medio italiano, pari a poco più di 7 ore ed è secondo &#8211; a livello mondiale &#8211; solo all’utente australiano.<br />
Il secondo fenomeno di natura evolutiva che ha caratterizzato il Web nel 2010 è la proliferazione dei Video, oramai utilizzati da qualsiasi Editore presente online per arricchire la propria offerta. Gli utenti unici mensili che fruiscono in Italia di Video online erano a fine 2010 quasi 15 milioni, pari al 60% degli utenti Internet attivi in Italia.<br />
Nel 2010 si sono però innescate anche due dinamiche completamente innovative e dalla portata rivoluzionaria: il lancio dell’iPad, che “inventa” una nuova famiglia di terminali pensati per l’accesso ai contenuti Internet, e &#8211; strettamente connessa &#8211; la trasmigrazione repentina del concetto di Application Store dal mondo degli Smatphone al mondo dei Pc. Questi due fenomeni &#8211; insieme &#8211; stanno portando ad un cambiamento paradigmatico del concetto stesso di Internet, che si allontana non poco da quello a cui siamo stati abituati fino ad oggi, portando l’utente ad una nuova user experience, abilitata da una nuova architettura (Application-based e non più Browser-based) e da una nuova infrastruttura (Tablet-based e non più Pc-based).</em></p>
<p><em>Tutti e quattro i trend hanno avuto per ora effetti molto limitati sui numeri del mercato 2010. I ricavi pubblicitari derivanti, infatti, dai due fenomeni “evolutivi” principali &#8211; diffusione dei Social Media e proliferazione dei Video &#8211; pari ad alcune decine di milioni di euro in tutto, rimangono ad oggi una componente abbastanza contenuta del complessivo mercato pubblicitario online, anche se in forte crescita.<br />
Relativamente ai due fenomeni più discontinui &#8211; l’introduzione dei nuovi Tablet e del paradigma delle Applicazioni &#8211; è evidente che i ricavi da essi generati sono marginali nel 2010, essendo entrambi i fenomeni avviatisi solo nella seconda parte dell’anno.</em></p>
<p><em> <strong>3) Mobile-Media: la parola d’ordine è sperimentazione</strong></em></p>
<p><em>Il mercato dei contenuti Media sulle piattaforme Mobile è stato caratterizzato nel 2010 da due significativi fenomeni di segno opposto.<br />
Da un lato, continuano a soffrire i contenuti più tradizionali (servizi informativi via Sms, video e musica in streaming, Mobile Tv, ecc.) che calano, complessivamente, del 4%. Dall’altro lato, cresce in maniera significativa l’offerta di contenuti Media sui nuovi canali legati alla piattaforma cellulare – il Mobile Web, ma soprattutto gli Application Store &#8211; che fanno registrare un incremento dei ricavi del 191% ma che, in valore assoluto, rimangono ancora abbastanza contenuti e non in grado di controbilanciare la contrazione dei ricavi generati dai servizi più tradizionali.<br />
Si registra comunque una forte propensione alla sperimentazione da parte degli Editori tradizionali soprattutto nell’ambito delle Applicazioni, ritenuto particolarmente adatto alla fruizione di contenuti editoriali arricchiti.<br />
Da ultimo, la crescente diffusione di Smartphone e lo sviluppo dei nuovi canali (Mobile Web e Application Store) hanno finalmente creato i presupposti anche per una reale ed efficace esperienza utente nella fruizione Mobile di contenuti Video. A distanza di quasi 5 anni dal lancio della Mobile-Tv si stanno, quindi, finalmente, gettando le basi &#8211; tecnologiche e di business &#8211; per la nascita di un ecosistema che farà del cellulare un’importante porta d’accesso ai contenuti Video.</em></p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/politecnico-di-milano-comprendere-il-proprio-dna-digitale/">Politecnico di Milano: &#8220;Comprendere il proprio DNA digitale&#8221;</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>2010: the year Mobile connected the world</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 00:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ottimo video di MobileFuture che ci racconta cosa hanno significato gli ultimi 12 mesi dal punto di vista della comunicazione Mobile.
Un po&#8217; di numeri per capire meglio un fenomeno globale. Tutto da vedere!

</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/2010-the-year-mobile-connected-the-world/">2010: the year Mobile connected the world</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/2010-the-year-mobile-connected-the-world/' addthis:title='2010: the year Mobile connected the world '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Ottimo video di <a href="http://mobilefuture.org">MobileFuture</a> che ci racconta cosa hanno significato gli ultimi 12 mesi dal punto di vista della comunicazione Mobile.<br />
Un po&#8217; di numeri per capire meglio un fenomeno globale. Tutto da vedere!</p>
<p><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6mCkbrYKQyI?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/6mCkbrYKQyI?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/2010-the-year-mobile-connected-the-world/">2010: the year Mobile connected the world</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Status Update</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 05:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/status-update/' addthis:title='Status Update '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p style="clear: both">
<p style="clear: both">Da circa un annetto osserviamo che vivere il web sta diventando sempre più una questione di aggiornamenti. Su cosa facciamo, dove stiamo andando, con chi ci incontriamo, se per lavoro o per piacere. Ben lontana dall&#8217;essere una semplice domanda, il “What are you doing?” è diventato il mantra del momento, una filosofia del tempo reale (o dell&#8217;eterno presente, scegliete voi) che estrapola in automatico le nostre azioni dal flusso della quotidianità e le mette su un ideale piedistallo digitale. Tutto diventa rilevante.<br />Si ritorna (o si crede di ritornare, anche qui la scelta è vostra) protagonisti del proprio tempo e del proprio vissuto, spesso senza accorgerci che stiamo inondando di messaggi amici, colleghi e conoscenti che ci leggono su Facebook, Twitter, Friendfeed.<br />Hanno cominciato alcune delle cosiddette &#8216;blogstar&#8217;, molto abili nel trasformare ogni minimo cappuccino di lavoro in occasione di Pr personali, all&#8217;insegna di una comunicazione spregiudicata che trasforma ogni frammento di rapporto interpersonale in un galà del 2.0. Poi la brutta abitudine l&#8217;abbiamo presa tutti: al punto che spesso molti di noi sono costretti a cancellare gli update di alcuni amici dalla bacheca di Facebook perchè esasperati da una miriade di messaggi non proprio tra i più interessanti.<br />Ad ogni modo, questa febbre da &#8216;status update&#8217; è destinata a esplodere veramente solo con l&#8217;affermarsi di applicazioni 2.0 per il Mobile. Le premesse per un uso di massa già ci sono. A testimoniarlo, ultimamente, l&#8217;ennesima ricerca sul rapporto – in termini di user experience – tra Internet e telefonia mobile.<br />L&#8217;ha condotta Buongiorno, multinazionale del mobile entertainment, in collaborazione con peoplesound, social network pensato per cellulare che idealmente riprende il cammino interrotto dopo il mezzo blackout di Blinko. Si tratta di uno studio che ha coinvolto 301 persone tra Italia, Francia, Spagna e Gran Bretagna, a delineare le abitudini di utilizzo delle reti sociali digitali e in generale l&#8217;approccio degli utenti alla navigazione in mobilità.<br />Bene. È venuto fuori che in tutti i paesi oggetto di questa survey – Spagna esclusa – oltre la metà degli intervistati adopera il proprio cellulare o smartphone per accedere alla Rete. Primi tra tutti gli inglesi, con un ragguardevole 81%: non è una novità, visto che quello inglese è un mercato notoriamente maturo, almeno sul fronte web e nuove tecnologie. In Italia arriviamo a un lusinghiero 55%: l&#8217;azienda commenta il dato in modo neutro, quasi senza stupirsene più di tanto, eppure si tratta di un grande risultato. Basta pensare a che punto eravamo solo un anno fa, per renderci conto dei passi compiuti.<br />I driver del cambiamento sono l&#8217;avvento planetario di Facebook e quello di dispositivi sempre più performanti e meno costosi. E di tariffe flat o simili. La Spagna, ancora una volta, è fanalino di coda, ma anche questa &#8211; piaccia o no – non è una sorpresa. Il nostro paese è invece primo per quanto riguarda la propensione degli utenti a un utilizzo &#8216;multipiattaforma&#8217;: siamo quelli con il più alto numero di persone iscritte contemporaneamente a più servizi, mentre i francesi – per dire – sono i più fedeli. Si iscrivono a un social network e lì rimangono.<br />Noi siamo più &#8216;vittima&#8217; delle mode. Ci iscriviamo a qualsiasi cosa rappresenti il tormentone del momento, anche se poi – a conti fatti – scopriamo di non sapere che farcene: basti pensare alla percentuale dei profili inattivi sul totale degli iscritti italiani, numero che con una buona approssimazione immaginiamo molto alto. Però siamo anche un popolo incline all&#8217;entusiasmo, al punto che la ricerca di Buongiorno e peoplesound ha rilevato una propensione generale a pagare anche 4 euro a settimana per poter fare social networking in modo costante, magari accedendo a funzionalità evolute non previste dagli account base.</p>
</p>
<p><br class='final-break' style='clear: both' /></p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/status-update/">Status Update</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Anche in Italia il nuovo Yahoo! Mobile</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 05:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Annunciato all’ultimo Mobile World Congress di Barcellona, è una creatura-ponte tra web e cellulare che vuole diventare il punto di partenza ‘open’ per l’Internet in mobilità, sia nella sua versione ottimizzata per gli schermi degli smartphone che come applicazione per iPhone. 
La nuova piattaforma è stata introdotta ieri, a Milano, durante un incontro informale con la stampa tenuto dall’amministratore delegato per l’Italia Lorenzo Montagna e da Charles Sword, Head of Mobile Advertising di Yahoo! per l’Europa.&#160; 
La versione web è disponibile all’indirizzo http://new.m.yahoo.com e per tutti i tipi di telefonino ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/anche-in-italia-il-nuovo-yahoo-mobile/">Anche in Italia il nuovo Yahoo! Mobile</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/anche-in-italia-il-nuovo-yahoo-mobile/' addthis:title='Anche in Italia il nuovo Yahoo! Mobile '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Annunciato all’ultimo Mobile World Congress di Barcellona, è una creatura-ponte tra web e cellulare che vuole diventare il punto di partenza ‘open’ per l’Internet in mobilità, sia nella sua versione ottimizzata per gli schermi degli <strong>smartphone</strong> che come applicazione per <strong>iPhone</strong>. </p>
<p>La nuova piattaforma è stata introdotta ieri, a Milano, durante un incontro informale con la stampa tenuto dall’amministratore delegato per l’Italia <strong>Lorenzo Montagna</strong> e da <strong>Charles Sword</strong>, Head of Mobile Advertising di Yahoo! per l’Europa.&#160; </p>
<p>La versione web è disponibile all’indirizzo <a href="http://new.m.yahoo.com/"><strong>http://new.m.yahoo.com</strong></a> e per tutti i tipi di telefonino dotati di browser, mentre sull’App Store da oggi è possibile scaricare l’applicazione. Attualmente queste due versioni sono disponibili in 17 paesi tra Asia, America ed Europa, anche se l’azienda fa sapere che altre release localizzate saranno lanciate già nei prossimi mesi.</p>
<p>Semplificando all’osso, <strong>Yahoo! Mobile</strong> interpreta tutti i trend fondamentali del 2.0 odierno: quindi, informazioni/search, comunicazione istantanea (email, instant messaging, social network), aggiornamento in tempo reale (canali Yahoo!, feed rss di terzi, status update).</p>
<p>Quindi, oltre ad affidarsi alla solidità di <strong>oneSearch</strong>, il motore di ricerca Mobile di casa Yahoo!, sarà possibile rimanere informati sulle notizie scelte dai diversi team editoriali di Yahoo!, controllare la posta (anche <strong>Gmail</strong> , <strong>Aol</strong> e Hotmail), accedere attraverso la funzione <strong>Social Pulse</strong> alle proprie reti sociali (<strong>Bebo</strong>, <strong>Dopplr</strong>, <strong>Facebook</strong>, <strong>Flickr</strong>, <strong>MySpace</strong>, <strong>Friendster</strong>, <strong>Twitter</strong>, <strong>YouTube</strong> ecc ecc), utilizzare funzioni come il calendario, sincronizzare contatti e rubrica ecc. <a href="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/06/yahoorimaniincontatto-web.jpg"><img title="Yahoo! rimani in contatto_web" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; margin-left: 0px; border-left: 0px; margin-right: 0px; border-bottom: 0px" height="224" alt="Yahoo! rimani in contatto_web" src="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/06/yahoorimaniincontatto-web-thumb.jpg" width="229" align="left" border="0" /></a> </p>
<p>Dopotutto, Charles Sword in apertura ha sottolineato che in tutti i mercati evoluti (e anche noi ci stiamo arrivano) il lato ‘social’ del web è sempre più preponderante. In Gran Bretagna, per dire, ormai un quarto del traffico Internet via telefonino riguarda Facebook, social network e applicazioni simili.</p>
<p>Le cose che mi hanno colpito di più sono due (ieri ho provato entrambe le versioni, usando un iPhone e il mio fedele Nokia E71), l’una conseguenza dell’altra.&#160; </p>
<p>La prima è che nell’apposita sezione “<strong>Miei interessi</strong>” puoi crearti un flusso di informazioni&#160; e contenuti stile ‘digital lifestreaming’. <a href="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/06/yahoomobile.jpg"><img title="Yahoo! Mobile" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; margin-left: 0px; border-left: 0px; margin-right: 0px; border-bottom: 0px" height="452" alt="Yahoo! Mobile" src="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/06/yahoomobile-thumb.jpg" width="212" align="right" border="0" /></a> La seconda è che, costruito questo enorme aggregatore Mobile, per Yahoo! estendere la propria <strong>Open Strategy</strong> dal pc al telefonino sarà quasi un dettaglio. Dobbiamo aspettarci anche uno Yahoo! Store per le applicazioni mobile? Non lo sappiamo, certo è che, tra le altre cose, la febbre da 2.0 in mobilità sta modificando fortemente i rapporti di forza tra Internet Company e operatori di telefonia mobile, con questi ultimi sempre più costretti a giocare di rincorsa. </p>
<p>C’è poi un terzo particolare. Come ha fatto notare Montagna, nel nostro paese si parla tanto di <strong>Mobile advertising</strong>, salvo poi vedere che si tratta principalmente di display statico o, peggio, di sms o mms “<em>venduti un tanto al chilo</em>”. E purtroppo ha ragione. </p>
<p> Sono convinto che soluzioni come queste possano contribuire allo sviluppo di un mercato che, da noi, nonostante tante parole e tante promesse, è ancora una nicchia. </p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/anche-in-italia-il-nuovo-yahoo-mobile/">Anche in Italia il nuovo Yahoo! Mobile</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il boom di video online e social network</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 10:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Mancin</dc:creator>
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Un ricco rapporto Nielsen si sofferma sulle caratteristiche del nuovo web.
La rivoluzione imposta da YouTube non è certo una novità, ma i numeri che ne testimoniano l’utilizzo lasciano a bocca aperta. Il tempo di navigazione dedicato alla visualizzazione di video è aumentato del 2000% dal 2003 ad oggi, con il 71% di utenze in più. Nel quotidiano della vita online inoltre, protagonisti affermati sono ormai i social network e anche in questo caso i numeri parlano chiaro: si è verificato infatti un incremento dell’87 % degli iscritti ai social network ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/il-boom-di-video-online-e-social-network/">Il boom di video online e social network</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/il-boom-di-video-online-e-social-network/' addthis:title='Il boom di video online e social network '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="line-height: 115%;"><strong>Un ricco rapporto Nielsen si sofferma sulle caratteristiche del nuovo web.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="line-height: 115%;">La rivoluzione imposta da YouTube non è certo una novità, ma i numeri che ne testimoniano l’utilizzo lasciano a bocca aperta. Il tempo di navigazione dedicato alla visualizzazione di video è aumentato del 2000% dal 2003 ad oggi, con il 71% di utenze in più. Nel quotidiano della vita online inoltre, protagonisti affermati sono ormai i social network e anche in questo caso i numeri parlano chiaro: si è verificato infatti un incremento dell’87 % degli iscritti ai social network dal 2003. L’effetto che questi nuovi strumenti hanno avuto sulla vita quotidiana di ognuno ha comportato parallelamente una crescita dell’Internet mobile (nonostante io creda personalmente che ancora il costo per una connessione mobile siano piuttosto alti). Questo significa che il lato online degli utenti possa prevalere su quello offline? Forse è presto per dirlo, però le premesse ci sono tutte se l’esigenza di monitorare il proprio profilo porta alcuni di noi a connettersi 24 ore su 24. Tutte le fasce d’età sembrano essere state colpite da questa nuova necessità, con una sorpresa che indica un aumento importante delle utenze in età compresa fra i 34 e i 49 anni. Queste le conseguenze verificatesi “dal basso”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="line-height: 115%;">Per quanto riguarda invece i piani alti del web a livello internazionale, è ormai risaputo il sorpasso importante che Facebook ha operato ai danni di colossi come MySpace. A farne le spese recentemente è stato DeWolfe, co-fondatore di MySpace, in evidenti difficoltà nel fronteggiare il suo primo competitor Facebook. Chi ne ha preso il posto? Proprio colui che era stato Chief Revenue Officer di Facebook, Owen Van Natta, che sarà dunque il nuovo CEO dell’azienda. </span></p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/il-boom-di-video-online-e-social-network/">Il boom di video online e social network</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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