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	<title>SegnaleZero &#187; open source</title>
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	<description>Blog a cura di Piero Babudro</description>
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		<title>Workshop &#039;Arduino e il riciclo elettronico&#039; (27-28 febbraio 2010)</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 14:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un robot rotto riprende a muoversi grazie a sensori a infrarossi opportunamente adattati. Un cellulare d&#8217;annata viene modificato per rilevare la temperatura dell&#8217;ambiente circostante. Una macchina radiocomandata che sembra uscita da una pubblicità anni &#8217;90 resuscita grazie a un pannello solare che la rende &#8216;green&#8217; al 100%.

Tre idee molto diverse, un unico comune denominatore. Essere realizzate con materiale elettronico di scarto e utilizzare la scheda Arduino, progetto hardware open source che da un po&#8217; di tempo si è ritagliato un ruolo di primo piano nel panorama tecnologico internazionale. Al punto ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/workshop-arduino-e-il-riciclo-elettronico-27-28-febbraio-2010/">Workshop &#039;Arduino e il riciclo elettronico&#039; (27-28 febbraio 2010)</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/workshop-arduino-e-il-riciclo-elettronico-27-28-febbraio-2010/' addthis:title='Workshop &#039;Arduino e il riciclo elettronico&#039; (27-28 febbraio 2010) '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Un robot rotto riprende a muoversi grazie a sensori a infrarossi opportunamente adattati. Un cellulare d&#8217;annata viene modificato per rilevare la temperatura dell&#8217;ambiente circostante. Una macchina radiocomandata che sembra uscita da una pubblicità anni &#8217;90 resuscita grazie a un pannello solare che la rende &#8216;green&#8217; al 100%.<br />
<img src="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2010/03/Arduino_logo1.png" alt="Arduino_logo.png" border="0" width="512" height="512" align="left" /><br />
Tre idee molto diverse, un unico comune denominatore. Essere realizzate con materiale elettronico di scarto e utilizzare la scheda Arduino, progetto hardware open source che da un po&#8217; di tempo si è ritagliato un ruolo di primo piano nel panorama tecnologico internazionale. Al punto da finire nella lista &#8216;Top 10 Internet of Things products 2009&#8242; stilata dal New York Times.<br />
Cornice di questi e altri progetti è stata la due giorni &#8216;Arduino e il riciclo elettronico&#8217;, workshop   tenutosi a Milano lo scorso weekend con il patrocinio di Tinker.it e LBi IconMedialab. Un momento di incontro e formazione, di aggiornamento e condivisione del know-how che ha coinvolto un pubblico variegato formato da artisti digitali, designer, sfegatati dell&#8217;elettronica, professori universitari, studenti, semplici appassionati e neofiti provenienti da tutto il paese. Ma anche l&#8217;occasione per fare il punto su Arduino &#8211; nato ormai cinque anni fa in seno all&#8217;Interaction Design Institute di Ivrea &#8211; e il suo sogno di un hardware libero, privo di brevetti e lontano anni luce da logiche commerciali e di profitto.<br />
“Innanzitutto occorre sfatare un mito – spiega Massimo Banzi, Chief Technology Officer di Tinker.it, cofondatore di Arduino e docente del worskhop. &#8211; Arduino spesso viene associato al mondo degli artisti multimediali, e invece non è sempre così. In molti ambienti il pregiudizio è nato perché la scheda ha saputo rendere l&#8217;elettronica e la programmazione accessibili a tutti, rompendo il monopolio di ingegneri e aziende.”<br />
E infatti non si tratta solo di roba per hobbysti e smanettoni. A partire dallo starter kit di Arduino, distribuito in una quarantina di paesi e acquistabile online a &#8216;prezzi politici&#8217;, sono nate molte idee innovative. C&#8217;è chi ha inventato la carta da parati interattiva, chi un tavolo touch-screen che consente a 20 persone di lavorare insieme a un progetto. Chi ha costruito radiosveglie interattive, prototipi di lampada poi commercializzati da aziende del settore, macchine del caffè, interfacce alternative per iPod Touch e iPhone. E ancora, lettori mp3, sistemi per la domotica o la cura delle piante d&#8217;appartamento. Fino ad arrivare a Chris Anderson, direttore di Wired Usa, che in piena sintonia con la filosofia del &#8216;Do It Yourself&#8217;, ha messo a punto un sistema elettronico di guida automatica per aerei radiocomandati, aprendo di fatto a una nuova generazione di droni fatti in casa, fortunatamente per scopi ludici e non per la guerra hi-tech.<br />
Intanto gli incontri pubblici vanno avanti, e Arduino continua a fare proseliti, intrecciando esperienze e intelligenze. Tutto è cominciato cinque anni fa a Madrid, sede del primo incontro di questo tipo. Poi è venuta la volta di Londra, dove tuttora i meeting si tengono a cadenza regolare ogni due settimane. In Italia l&#8217;interesse per l&#8217;hardware libero sta crescendo a ritmi record: siamo il secondo paese più attivo sul forum ufficiale di Arduino. Inoltre, le idee più belle e originali realizzate durante il workshop verranno esposte fuori salone presso il Milano Green Festival 2010, manifestazione prevista per il prossimo aprile e dedicata ai nuovi stili di vita ecosostenibili.<br />
Ma al di là dell&#8217;hype mediatico e del fascino concettuale per l&#8217;iniziativa, Arduino può rappresentare una concreta possibilità di guardare alla globalizzazione dei saperi, localizzando il baricentro economico e di know-how. Banzi ne è convinto. “Pensiamo a tutte le piccole e medie imprese italiane che non possono investire in ricerca e sviluppo”, ci dice a margine della due giorni. “Potrebbero consorziarsi e costruirsi l&#8217;hardware di cui hanno bisogno, a prezzi bassissimi e mantenendo nel nostro paese la ricchezza economica prodotta. Un modo per affrontare il tema dell&#8217;innovazione, problema che in Italia è più politico che tecnologico, e di cui spesso si parla male e a sproposito.” Insomma, partire da una macchina radiocomandata per modificare assetti produttivi, catene del valore e filiere. Dopotutto, anche un viaggio di mille miglia inizia da un piccolo passo.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/workshop-arduino-e-il-riciclo-elettronico-27-28-febbraio-2010/">Workshop &#039;Arduino e il riciclo elettronico&#039; (27-28 febbraio 2010)</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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