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	<title>SegnaleZero &#187; tv</title>
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	<description>Blog a cura di Piero Babudro</description>
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		<title>Current TV, SKY: polemica a colpi di numeri e cadute di stile..</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 15:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Non accenna a placarsi la battaglia tra la piattaforma satellitare SKY e Current TV. Online il sostegno alla costola italiana del canale fondato da Al Gore è molto forte. Lo stesso Gore, in questi giorni, ha chiamato a raccolta i blogger affinché si mobilitino e diano vita a una sorta di comitato di solidarietà diffusa.
Intanto Tom Mockridge, amministratore delegato di SKY Italia, ha fatto diffondere una nota (qui e qui), già citata nel mio post di ieri, in cui rifiuta categoricamente tutte le accuse di censura ai danni di Current ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/current-tv-sky-polemica-a-colpi-di-numeri-e-cadute-di-stile/">Current TV, SKY: polemica a colpi di numeri e cadute di stile..</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/current-tv-sky-polemica-a-colpi-di-numeri-e-cadute-di-stile/' addthis:title='Current TV, SKY: polemica a colpi di numeri e cadute di stile.. '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Non accenna a placarsi la battaglia tra la piattaforma satellitare SKY e Current TV. Online il sostegno alla costola italiana del canale fondato da Al Gore è molto forte. Lo stesso Gore, in questi giorni, <a href="http://www.webmasterpoint.org/news/current-tv-chiusa-da-sky-appello-di-al-gore-ai-blog-italiani-e-mobilitazione-online_p41075.html">ha chiamato a raccolta i blogger</a> affinché si mobilitino e diano vita a una sorta di comitato di solidarietà diffusa.<br />
Intanto Tom Mockridge, amministratore delegato di SKY Italia, ha fatto diffondere una nota (<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/20/battaglia-sky-current-mockridge-risponde-agli-abbonati-via-mail/112624/">qui</a> e <a href="http://www.ilpost.it/2011/05/20/tom-mockridge-risponde-ad-al-gore-sul-caso-current/">qui</a>), già citata nel <a href="http://www.segnalezero.com/2011/05/20/current-tv-versus-sky-italia-quale-verita/">mio post</a> di ieri, in cui rifiuta categoricamente tutte le accuse di censura ai danni di Current e ribadisce la sua versione dei fatti. </p>
<p>Molto sinteticamente Mockridge dice:</p>
<p>- all&#8217;emittente è stata fatta un&#8217;offerta di rinnovo commisurata agli ascolti (molto scarsi, come abbiamo visto) del 2010</p>
<p>- Current però chiede un aumento del proprio ingaggio rispetto a quanto percepito nel 2010</p>
<p>- l&#8217;accordo economico non è stato possibile, da qui la decisione di sospendere la trasmissione del canale.</p>
<p>La reazione di Current non si è fatta attendere. Ed è stata arrabbiata, da tigre ferita. E&#8217; contenuta anche in questo articolo di <a href="http://www.digital-sat.it/ds-news.php?id=26123">Digital-Sat</a>, che ribalta la versione offerta da Mockridge, e sostiene che:</p>
<p>- il 22 aprile 2011 un fax a firma di Tom Mockridge comunica la cancellazione del canale, senza possibilità di negoziazione;</p>
<p>- il 10 maggio a Los Angeles si tiene un incontro riparatorio tra i soci Al Gore e Joel Hyatt, e James Murdoch, figlio di Rupert, presidente di News Corp;</p>
<p>- il 13 maggio, probabilmente come conseguenza dell’incontro di tre giorni prima, SKY Italia invia la sua offerta, che è inferiore a un terzo dell’attuale contratto: circa un milione di Euro license fee.</p>
<p>Ora, in modo manicheo sono tentato di dividerci (parlo di noi che seguiamo la vicenda SKY-Current da vicino, come appassionati od operatori del settore) in due categorie: </p>
<p>a. chi ritiene che il battibecco sia frutto di una questione economica tra due operatori di mercato;</p>
<p>b. chi ritiene che SKY Italia, prossima a concorrere per l&#8217;assegnazione di frequenze sul digitale terrestre, voglia farsi bella agli occhi di chi governa, finendo col sacrificare sull&#8217;altare del libero mercato coloro i quali hanno mandato in onda perle come &#8220;Citizen Berlusconi&#8221;.</p>
<p>(NB: Tra le varie ricostruzioni dei fatti, <a href="http://blog.nicolamattina.it/2011/05/current-tv-sky-molti-numeri-poca-chiarezza/">quella di Nicola Mattina</a> mi sembra una delle più interessanti e chiare).</p>
<p>Ognuno la pensi come vuole. Realisticamente, credo che la verità stia a metà strada: gli ascolti di Current sono pessimi, sebbene la stessa emittente abbia avuto modo di contestarli sostenendo che le rilevazioni sarebbero falsate dall&#8217;enorme successo di &#8220;Rai per una Notte&#8221;, la maxi-diretta del 25 marzo 2010.<br />
Da qui la discrepanza: SKY vuole ridurre il compenso, Current lo vuole aumentare perché sa che il suo appeal è cresciuto. In mezzo a tutto questo, quella che ho chiamato la &#8220;zona grigia&#8221;: ossia la concreta possibilità che Current abbia pestato i piedi a qualche inserzionista o partner economico di SKY, creando dei malumori che hanno contribuito non poco alla situazione attuale.  </p>
<p>Quello che voglio sottolineare oggi è la <strong>differenza abissale tra la comunicazione delle due aziende</strong>. Da un lato il modello distaccato  di SKY, che affida la propria difesa a una nota stampa e a una serie di mail inviate agli abbonati e firmate Tom Mockridge. Dall&#8217;altro il modello &#8220;sedicente new global&#8221; di Current: come se non bastasse l&#8217;appello di Al Gore, vero e proprio manipolatore della comunicazione, che ha chiamato i blogger a costruire una metaforica barricata digitale contro SKY, ho avuto modo di leggere due passaggi che mi hanno lasciato senza parole.</p>
<p>Il primo è <a href="http://www.digital-sat.it/ds-news.php?id=26123">questo</a>: &#8220;<em><strong>Certi di poter contare su un ulteriore sforzo, invitiamo il pubblico a contattare il call center di Sky e a disdire l&#8217;abbonamento satellitare, qualora Sky non si decida ad avanzare una proposta economica accettabile per mantenere il canale e il suo staff in vita</strong></em>&#8220;. Lo si trova in chiusura della nota con cui Current ha ricostruito la vicenda dal proprio punto di vista. </p>
<p>E&#8217; un passaggio che trovo deontologicamente inaccettabile: un&#8217;azienda, per quanto moderna e &#8220;cool&#8221; come Current TV crede di essere, deve sapere da che parte stare. <strong>E non può di giorno giocare nel ruolo di impresa e la notte fare la pasionaria dell&#8217;informazione.</strong> E&#8217; un atteggiamento che giustamente mi aspetto da <a href="http://www.ilmanifesto.it/">il manifesto</a>, in quanto entità prima politica e sociale che giornalistica. Me lo aspetto da un blogger o da un attivista (un attivista serio, intendo) che invita a boicottare i prodotti di un paese incivile e guerrafondaio. Non me lo aspetto da un&#8217;azienda che, per quanto produttrice e fornitrice di contenuti impegnati ed <em>engagé</em>, rimane espressione del capitale finanziario internazionale. E quindi soggetto di mercato che, in quanto tale, ha pienamente accettato, solo per il fatto di esistere, le regole di quel mercato.<br />
E&#8217; un mercato che probabilmente va cambiato, su questo sono d&#8217;accordo: ma non giocando al gioco del &#8220;mimetista permanente&#8221;. Certamente non trastullandosi a fare l&#8217;azienda che oggi ha tutto l&#8217;interesse a starci dentro e domani chiama a raccolta blogger e telespettatori per fare le barricate.<br />
Per non dire che mi aspetterei maggior onestà intellettuale da chi prende ordini da Al Gore: oggi (per alcuni) icona del neo-globalismo e di certa sinistra <em>radical-chic</em> e fino a ieri eminenza grigia di alcuni dei più pericolosi governi americani (ricordo solo io l&#8217;operazione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Desert_Fox">Desert Fox</a>? E i bombardamenti nei Balcani? Chi erano i falchi in quell&#8217;occasione?).</p>
<p>Concludo: trovo sconveniente e deontologicamente discutibile il particolare per cui lo stesso <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ttessarolo/?bio">Tommaso Tessarolo</a>, direttore di Current Italia, utilizzi <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/ttessarolo/">il proprio blog su Il Fatto Quotidiano</a> come grancassa degli interessi di Current, con titoli roboanti e unilaterali come &#8220;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/21/current-tv-la-verita-sui-dati-d%E2%80%99ascolto/112802/">Current TV: la verità sui dati di ascolto</a>&#8220;. Mi dispiace, ma è lo stesso atteggiamento con cui oggi il Governo utilizza il Tg1 come proprio ufficio stampa. Il principio è lo stesso. E nessun fine, per quanto nobile, potrà mai giustificare mezzi come questi, che finiscono con lo svilire ancor di più il giornalismo in questo paese.</p>
<p>Sono due cadute di stile, e non c&#8217;è alibi possibile. Nemmeno la rabbia da tigre ferita. Piuttosto non è forse questa l&#8217;occasione per dare risposte concrete sul proprio futuro, invece di rimpiangere un passato per giunta ben retribuito? In questi giorni <strong>nulla è stato detto sui possibili modelli di distribuzione e fruizione alternativa dei contenuti di Current Italia</strong>.<br />
Sarebbe un modo per dimostrare <strong>di essere forti, di avere un seguito vero (e non i 2.500 telespettatori certificati) e di essere in grado di sostenersi economicamente, anche senza i milioni forniti da SKY</strong>. Se la forza del network di Al Gore è la Rete, mi chiedo perché Current Italia, in questi giorni difficili, non impegna le proprie risorse e il proprio know-how per puntarvi con ancora maggior impegno?<br />
Molto meglio che arroccarsi su una posizione sempre più intransigente, dove tutti gli altri hanno torto, tutti i numeri forniti dagli altri sono sbagliati, tutte le versioni alternative a quella di Current sono destituite di fondamento. L&#8217;unica verità é quella di Current, o almeno così pare nel leggere le loro comunicazioni. E allora vedremo a quali risultati porterà questa verità.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/current-tv-sky-polemica-a-colpi-di-numeri-e-cadute-di-stile/">Current TV, SKY: polemica a colpi di numeri e cadute di stile..</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Current TV versus SKY Italia. Quale verità?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 09:47:26 +0000</pubDate>
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Bene, ora finiscono le certezze e iniziano le supposizioni, perché in questo braccio di ferro c’è tutto tranne che una versione condivisa dei fatti. Ieri sera, lo stesso ex vicepresidente degli Stati Uniti e Premio Nobel per la Pace, Al Gore, ospite di Annozero, ha avuto modo di raccontare la sua verità. L’ordine di ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/current-tv-versus-sky-italia-quale-verita/">Current TV versus SKY Italia. Quale verità?</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/current-tv-versus-sky-italia-quale-verita/' addthis:title='Current TV versus SKY Italia. Quale verità? '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>La notizia è questa. <strong>SKY</strong>, costola italiana del gruppo <strong>News Corp</strong>, <a href="http://www.businesspeople.it/Business/Media/Sky-spegne-la-tv-di-Al-Gore_19950">ha annunciato</a> che <strong>Current TV Italia</strong>, network televisivo internazionale fondato da Al Gore (in Italia su canale 130), non verrà più ospitato sulla piattaforma satellitare. </p>
<p>Bene, ora finiscono le certezze e iniziano le supposizioni, perché in questo braccio di ferro c’è tutto tranne che una versione condivisa dei fatti. Ieri sera, lo stesso ex vicepresidente degli Stati Uniti e Premio Nobel per la Pace, <strong>Al Gore</strong>, ospite di Annozero, ha avuto modo di raccontare la sua verità. L’ordine di spegnere Current sarebbe arrivato direttamente da Rupert Murdoch in persona, deciso a chiudere uno dei canali televisivi indipendenti (e quindi potenzialmente fastidioso) all’interno di uno schema che lo vorrebbe impegnato a flirtare con Silvio Berlusconi e il suo entourage, proprio nel momento in cui SKY sta per partecipare alla gara che la porterà sulla piattaforma digitale terrestre.</p>
<p>La replica di SKY, se così possiamo dire, era però già arrivata nel pomeriggio di ieri, con un lancio di agenzia che disegna uno scenario completamente diverso. “Sky Italia – <a href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-936314/sky-proposto-current-rinnovo/">si legge nella nota</a> – ha proposto a Current Tv un rinnovo del contratto di trasmissione in linea con il mercato, con il contesto economico e con le performance di Current, ma il management ha ritenuto di non rispondere neanche a questa offerta richiedendo invece un aumento dei corrispettivi da parte di Sky pari al doppio di quelli attuali”. </p>
<p>A pesare sulle decisioni di SKY sarebbero state le performance di Current Italia in fatto di ascolti. <strong>L’emittente di Al Gore, secondo i dati forniti da SKY, perde il 20% anno su anno. Gli spettatori medi nel 2010 erano 3.600, oggi sono appena 2.592. E nel prime time la perdita di ascolti è vicina al 40%. Dati pesanti, più che pesanti, che avrebbero portato chiunque a ritoccare al ribasso il contratto in essere con Current, se non addirittura a chiudere il canale senza pensarci due volte. </strong></p>
<p>Ora, la mia speranza, come telespettatore e operatore dell’informazione, è che si trovi al più presto una soluzione che consenta a Current di continuare la propria avventura anche nel nostro paese, dove c’è un bisogno tremendo di informazione libera e indipendente.<br />
Quello che dice Al Gore è suggestivo, ma poco plausibile, e conferma la sua vocazione inimitabile di mimetista che un giorno gioca nelle vesti del businessman e l’altro nelle vesti del guerrigliero dell’informazione.</p>
<p>Per come la vedo io, è difficile che il magnate australiano Murdoch si sia attivato direttamente per bloccare un’emittente italiana, da cui peraltro la sua SKY ha beneficiato non poco in termini di reputazione giornalistica, se non di visibilità tout court.<br />
Secondo me la verità sta nel mezzo: gli ascolti di Current Italia non sono buoni, anzi sono tremendamente bassi, ma la sua reputazione tra il pubblico e gli addetti ai lavori è ottima. Quindi da un lato la piattaforma che la ospita giustamente pretende di ridurre il compenso economico, dall’altro (e sempre giustamente) la stessa Current, forte dei risultati ottenuti in tre anni scarsi, chiede di più. E in mezzo? In mezzo c’è di tutto: i documentari scomodi, le dirette, gli argomenti che i network nazionali asserviti alla classe politica si guardano bene dal trattare. Perché è questa la carta di identità (e la forza) di Current, oggi, in Italia, un paese dove il più delle volte non si fa più informazione ma piaggeria.</p>
<p>È molto probabile che in questa zona grigia, Current abbia finito col pestare i piedi a qualche inserzionista o partner economico: ecco, in questo scenario intravedo come più che probabile una telefonata a Tom Mockridge, amministratore delegato di SKY Italia, dove questo soggetto gli dice: “Per favore, facciamo qualcosa!”. Ma l’intervento diretto di Murdoch e il complotto per una censura transoceanica e globale, per favore, lasciamoli nell’alveo delle teorie di Al Gore, ancora una volta campione di “storytelling”.</p>
<p><strong>Update:</strong> e per chi segue la vicenda da vicino, non manca la guerra delle cifre. StarCom ha <a href="http://www.digital-sat.it/ds-news.php?id=26110&#038;sms_ss=friendfeed&#038;at_xt=4dd662c69dbb56d7%2C0">smentito categoricamente</a> una fantomatica ricerca attribuitale, che avrebbe confermato risultati stellari (+550%) per l&#8217;emittente di Al Gore e i suoi ascolti.</p>
<p>&#8220;<em>Specifichiamo infine</em> &#8211; prosegue il comunicato stampa &#8211; <em>che da una recente verifica sui dati di audience annuale del canale Current Tv ci risulta che lo share minuto medio totale anno del canale sia stato: nel 2009 dello 0,02%; nel 2010 dello 0,04%, con un incremento quindi, anno su anno, del 100%. Nel 2010, Current Tv ha registrato un picco di ascolti di 580 mila spettatori pari al 2,3% di share (tra le 22 e le 23), in occasione della puntata speciale di Annozero del 25 marzo</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/current-tv-versus-sky-italia-quale-verita/">Current TV versus SKY Italia. Quale verità?</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Twitter e Tv, un binomio speciale (con un occhio all’audience)</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 08:26:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Parto da un evento per me poco interessante per parlare di un fenomeno che al contrario mi intriga parecchio. Il primo è il recente matrimonio reale, evento catodico per eccellenza; il secondo è il rapporto tra televisione e social media.
In particolar modo Twitter, luogo del tempo reale: in questi giorni in Rete si può trovare un interessante video ufficiale che ragiona sull’integrazione tra tv e microblogging, assieme a una serie di infografiche che analizzano le reazioni dei telespettatori.
&#160; 
Un insieme di considerazioni che per me e milioni di altri appassionati ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/twitter-e-tv-un-binomio-speciale-con-un-occhio-all%e2%80%99audience/">Twitter e Tv, un binomio speciale (con un occhio all’audience)</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/twitter-e-tv-un-binomio-speciale-con-un-occhio-all%e2%80%99audience/' addthis:title='Twitter e Tv, un binomio speciale (con un occhio all’audience) '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Parto da un evento per me poco interessante per parlare di un fenomeno che al contrario mi intriga parecchio. Il primo è il recente <a href="http://news.google.it/news/search?aq=f&amp;pz=1&amp;cf=all&amp;ned=it&amp;hl=it&amp;q=matrimonio+reale">matrimonio reale</a>, evento catodico per eccellenza; il secondo è il rapporto tra televisione e social media.<br />
In particolar modo <strong>Twitter</strong>, luogo del tempo reale: in questi giorni in Rete si può trovare un interessante video ufficiale che ragiona sull’integrazione tra tv e microblogging, assieme a una serie di infografiche che analizzano le reazioni dei telespettatori.</p>
<p>&nbsp; <iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/Jc8TQppzORE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Un insieme di considerazioni che per me e milioni di altri appassionati non sono nuove: parlo di tutti coloro che, me compreso, hanno seguito <a href="http://www.downloadblog.it/post/12566/twitter-dedica-una-sezione-ai-mondiali-sudafrica-2010">i tristi Mondiali sudafricani</a> con un occhio allo schermo del televisore e l’altro sulla timeline, commentando le partite e spesso ingaggiando con i tifosi della squadra avversaria sfide verbali al limite dei 140 caratteri e ben oltre quello dello sfottò amichevole.</p>
<p>Quello che a me interessa di più, sinteticamente, è come l’integrazione dei linguaggi possa portare a un’integrazione che riguardi il business e la struttura economica delle emittenti televisive.<br />
Mi spiego meglio: è molto meno lontano del previsto – e ben venga finalmente! – il momento in cui la misurazione degli ascolti televisivi dovrà per forza di cose confrontarsi con l’<strong><a href="http://mashable.com/2011/05/04/twitter-tv-engagement/">influsso dei social media</a></strong>, rivelando tutte le crepe soggiacenti a sistemi in stile Auditel. In quest’ottica sarà molto importante capire il Delta originato dall’interazione degli utenti online. Quale può essere il loro influsso sull’audience? Potrà un domani incidere sul successo di uno show? E potrà avere un qualche impatto sul costo di uno spazio pubblicitario televisivo?</p>
<p>Le tecnologie online, da molti, sono viste inoltre come una <a href="http://mashable.com/2011/05/03/tv-ownership-drops/">valida alternativa ai più costosi sistemi di ricezione televisiva</a>: accade negli Stati Uniti, dove Nielsen ha rilevato in questi giorni, e per la prima volta dal 1992, un calo nel numero di nuclei famigliari in possesso di una televisione. Ok che nel 2010 si è passati da 115,9 milioni a 114,7 milioni, il tutto per un calo percentuale impercettibile (dal 98,9% al 96,7%). Però il trend è solo all’inizio: e se venisse confermato negli anni a venire &#8211; e non c’è nulla che ci autorizzi a pensare il contrario – va da sé che l’industria televisiva dovrà spicciarsi a trovare una strada per tenersi in equilibrio in questo mondo mediatico sempre più liquido e sfuggente, dove le cose interessanti accadono essenzialmente online.</p>
<p>Oggi lo sta facendo da un punto di vista dell’hardware: pensiamo alla <a href="http://connectedtv.yahoo.com/">Yahoo! Connected TV</a>, alla <a href="http://www.google.com/tv/">Google TV</a> o ad altre soluzioni ibride ad alto tasso di interattività. Domani, un domani non troppo lontano, dovrà farlo anche dal punto di vista delle soluzioni contenutistiche e del rapporto con l’audience. Intanto, mentre leggete questo post, la vendita di televisori (sempre dati Nielsen) sta calando dell’1%, quella di dispositivi che ibridano tv color e Internet cresce del 151%. In tutto questo cambiamento, spero non sia lontano il giorno in cui i media online riusciranno laddove la tv ha sempre fallito: sto parlando di analisi e studi qualitativi sui programmi tv.</p>
<p>Oggi, per esempio, <a href="http://mashable.com/2011/04/29/top-10-royal-wedding-twitter-trends-chart/">grazie a Twitter sappiamo che</a> il volume di tweet in tema di “Royal Wedding” arrivava soprattutto da Londra, New York, Toronto, Parigi, San Paolo. Che il sentiment associato all’evento è stato positivo nel 58% dei casi, neutro nel 24%, negativo o molto negativo nel 18%. Che il 64% di chi ha twittato sono donne, il 36% maschi. Gli hashtag e i trend principali associati alla conversazione online degli utenti.<br />
Banale dirlo, ma fino a un certo punto, finora la televisione non è mai riuscita a produrre studi e risultati credibili sull&#8217; “indice di gradimento” dei programmi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2011/05/twitter_chart_royal_wedding2.tiff"><img class="alignleft size-full wp-image-653" title="twitter_chart_royal_wedding" src="http://www.segnalezero.com/wp-content/uploads/2011/05/twitter_chart_royal_wedding2.tiff" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/twitter-e-tv-un-binomio-speciale-con-un-occhio-all%e2%80%99audience/">Twitter e Tv, un binomio speciale (con un occhio all’audience)</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Politecnico di Milano: &#8220;Comprendere il proprio DNA digitale&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 14:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sono stati comunicati i risultati del convegno “New Media &#38; Tv: tante novità, ma quali strategie?”, tenutosi presso l&#8217;Aula Carlo de Carli del Politecnico di Milano con la presentazione dei risultati dell’Osservatorio su New Media &#38; Tv, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con il Cefriel.
L’istantanea scattata al settore è positiva. Nel 2010 il settore italiano dei Media (stampa, radio, tv, Internet e Mobile) è cresciuto di oltre il 3%, sfiorando quota 17 miliardi di Euro. Il ‘digital’, aumentato circa del 10%, vale nel 2010 ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/politecnico-di-milano-comprendere-il-proprio-dna-digitale/">Politecnico di Milano: &#8220;Comprendere il proprio DNA digitale&#8221;</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/politecnico-di-milano-comprendere-il-proprio-dna-digitale/' addthis:title='Politecnico di Milano: &#8220;Comprendere il proprio DNA digitale&#8221; '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Sono stati comunicati i risultati del convegno “New Media &amp; Tv: tante novità, ma quali strategie?”, tenutosi presso l&#8217;Aula Carlo de Carli del Politecnico di Milano con la presentazione dei risultati dell’Osservatorio su New Media &amp; Tv, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con il Cefriel.<br />
L’istantanea scattata al settore è positiva. Nel 2010 il settore italiano dei Media (stampa, radio, tv, Internet e Mobile) è cresciuto di oltre il 3%, sfiorando quota 17 miliardi di Euro. Il ‘digital’, aumentato circa del 10%, vale nel 2010 quasi 5 miliardi di euro, pari al 29% del mercato complessivo dei Media.</p>
<p>Buona anche la crescita della pubblicità su tutti i mezzi digitali &#8211; Internet +13%, Sofa TV digitali +26%, Mobile +15%. Il Pay continua a crescere (+5%), ma a tassi inferiori rispetto all’anno precedente.<br />
Al di là dei numeri, sono emersi i principali trend e le novità in corso nel settore. iPad su tutti, che ha inventato una nuova categoria di dispositivi per la fruizione di contenuti online, ma anche Application Store sono le parole d’ordine del momento. Ora la palla passa agli editori, i quali sono chiamati (e non per la prima volta, a dire il vero) a un “cambiamento culturale, che faccia interpretare loro in modo corretto la propria vera identità all’interno del nuovo mondo digitale. Rifuggire dall’effetto moda, cercare la propria identità digitale dentro se stessi, innovare value proposition e fonti di ricavi, puntare su una strategia multicanale, costruire un’organizzazione flessibile fondata sulla sperimentazione e sull’apprendimento”.<br />
Saranno pronti a farlo?<br />
“Siamo convinti che non sia sufficiente cercare di interpretare in modo corretto le molteplici potenzialità offerte da tutte queste novità, ma che occorra qualcosa di più. Di più complesso e di più profondo, che va al di là delle “mode” e delle innovazioni del momento &#8211; afferma Andrea Rangone, Coordinatore degli Osservatori ICT &amp; Management della School of Management del Politecnico di Milano. &#8211; Innanzitutto, occorre saper scoprire la propria vera identità digitale, comprendere il proprio DNA in termini di risorse e competenze core (testate, posizionamento, capacità di produzione di contenuti, base utenti e così via) e, coerentemente, inventare una propria strategia digitale, capace di identificare nuove proposizioni di valore e nuove fonti di ricavi. In secondo luogo, occorre creare un’organizzazione flessibile, capace, in questo scenario digitale così imprevedibile, di sperimentare velocemente e di apprendere criticamente dalle esperienze e anche dai fallimenti per mettere a punto continuamente nuove azioni”.</p>
<p>In chiusura, la nota del Politecnico sui tre segmenti digitali analizzati:<br />
<em><br />
1) Sofa-Media: basati sulle piattaforme televisive digitali (Sat Tv, DTT, IpTv e Connected Tv) e fruiti mediante schermo televisivo “tradizionale”;<br />
2) Internet-Media: fruibili da un qualsiasi PC (Laptop, Desktop o Netbook, che costituiscono il cosiddetto mondo PC-centrico) e dai nuovi Tablet; escludendo quindi i Media fruiti attraverso telefoni cellulari, Smartphone e Connected Tv anche se basati su protocollo IP;<br />
3) Mobile-Media: fruibili tramite Telefoni cellulari o Smartphone.</em></p>
<p><em>Tra i Media digitali, i Sofa-Media rimangono dominanti, con un peso pari al 73% circa, mentre gli Internet-Media arrivano al 22% e i Mobile-Media coprono il 5%.</em></p>
<p><em> <strong> 1) Sofa-Media: un’offerta sempre più ricca</strong></em></p>
<p><em>Subisce un’accelerazione la diffusione del Digitale Terrestre (Dtt) che, a fine anno, ha raggiunto il 64% della popolazione italiana. In parallelo i broadcaster hanno aumentato significativamente la propria offerta sul Dtt, passata in un anno da 53 a 92 canali unici nazionali. Cresce anche l’offerta di Sky sulla piattaforma satellitare, che punta soprattutto sull’Alta Definizione: sono ben 36 i canali in HD sul satellite, contro i 7 che può vantare &#8211; a causa dei limiti di banda &#8211; il digitale terrestre [1]. Continua sul mercato dei contenuti premium la “iper-competizione” fra Sky e Mediaset che si manifesta sia con una forte battaglia sul prezzo sia con il continuo arricchimento dell’offerta.<br />
Il 2010 ha visto anche l’evolversi di due fenomeni particolarmente innovativi: l’introduzione delle televisioni 3D e la diffusione delle Connected Tv, cioè quelle televisioni che consentono di fruire di contenuti multimediali provenienti dal mondo Internet. Per quanto riguarda il 3D, nonostante la notevole portata innovativa del fenomeno, ad oggi due importanti restrizioni lo limitano: l’esigenza di indossare appositi occhiali e il numero limitato di contenuti 3D disponibili.<br />
Il 2010 ha, invece, visto una buona diffusione, quasi inconsapevole agli occhi del consumatore, delle Tv intrinsecamente connettibili a Internet: a fine 2010 sono, infatti, circa 2,7 milioni i televisori con questa possibilità nelle case degli Italiani, ma in realtà un numero limitato è effettivamente connesso.<br />
Per ora comunque entrambi questi fenomeni, anche se hanno contribuito a spingere le vendite di nuovi televisori e decoder, hanno avuto una ripercussione marginale sul mercato dei Media. </em></p>
<p><em><strong> 2) Internet-Media: la rivoluzione è in atto</strong></em></p>
<p><em>Sono quattro i trend principali che hanno caratterizzato il mondo Internet nel 2010: due all’insegna dell’evoluzione rispetto al 2009 e due portatori invece di un’importante discontinuità paradigmatica.<br />
I due trend di natura evolutiva sono la diffusione dei Social Media e la proliferazione dei contenuti Video.<br />
Nel 2010 si è assistito ad un notevole sviluppo dei Social Media anche in Italia. Sono circa 21 milioni gli utenti registrati ad almeno un Social Network, pari ad oltre l’80% di tutti gli utenti Internet attivi italiani. Il ruolo dominante è svolto ovviamente da Facebook che, a fine 2010, ha sfiorato i 18 milioni di utenti. Significativo anche il tempo speso sui Social Media mensilmente dall’utente medio italiano, pari a poco più di 7 ore ed è secondo &#8211; a livello mondiale &#8211; solo all’utente australiano.<br />
Il secondo fenomeno di natura evolutiva che ha caratterizzato il Web nel 2010 è la proliferazione dei Video, oramai utilizzati da qualsiasi Editore presente online per arricchire la propria offerta. Gli utenti unici mensili che fruiscono in Italia di Video online erano a fine 2010 quasi 15 milioni, pari al 60% degli utenti Internet attivi in Italia.<br />
Nel 2010 si sono però innescate anche due dinamiche completamente innovative e dalla portata rivoluzionaria: il lancio dell’iPad, che “inventa” una nuova famiglia di terminali pensati per l’accesso ai contenuti Internet, e &#8211; strettamente connessa &#8211; la trasmigrazione repentina del concetto di Application Store dal mondo degli Smatphone al mondo dei Pc. Questi due fenomeni &#8211; insieme &#8211; stanno portando ad un cambiamento paradigmatico del concetto stesso di Internet, che si allontana non poco da quello a cui siamo stati abituati fino ad oggi, portando l’utente ad una nuova user experience, abilitata da una nuova architettura (Application-based e non più Browser-based) e da una nuova infrastruttura (Tablet-based e non più Pc-based).</em></p>
<p><em>Tutti e quattro i trend hanno avuto per ora effetti molto limitati sui numeri del mercato 2010. I ricavi pubblicitari derivanti, infatti, dai due fenomeni “evolutivi” principali &#8211; diffusione dei Social Media e proliferazione dei Video &#8211; pari ad alcune decine di milioni di euro in tutto, rimangono ad oggi una componente abbastanza contenuta del complessivo mercato pubblicitario online, anche se in forte crescita.<br />
Relativamente ai due fenomeni più discontinui &#8211; l’introduzione dei nuovi Tablet e del paradigma delle Applicazioni &#8211; è evidente che i ricavi da essi generati sono marginali nel 2010, essendo entrambi i fenomeni avviatisi solo nella seconda parte dell’anno.</em></p>
<p><em> <strong>3) Mobile-Media: la parola d’ordine è sperimentazione</strong></em></p>
<p><em>Il mercato dei contenuti Media sulle piattaforme Mobile è stato caratterizzato nel 2010 da due significativi fenomeni di segno opposto.<br />
Da un lato, continuano a soffrire i contenuti più tradizionali (servizi informativi via Sms, video e musica in streaming, Mobile Tv, ecc.) che calano, complessivamente, del 4%. Dall’altro lato, cresce in maniera significativa l’offerta di contenuti Media sui nuovi canali legati alla piattaforma cellulare – il Mobile Web, ma soprattutto gli Application Store &#8211; che fanno registrare un incremento dei ricavi del 191% ma che, in valore assoluto, rimangono ancora abbastanza contenuti e non in grado di controbilanciare la contrazione dei ricavi generati dai servizi più tradizionali.<br />
Si registra comunque una forte propensione alla sperimentazione da parte degli Editori tradizionali soprattutto nell’ambito delle Applicazioni, ritenuto particolarmente adatto alla fruizione di contenuti editoriali arricchiti.<br />
Da ultimo, la crescente diffusione di Smartphone e lo sviluppo dei nuovi canali (Mobile Web e Application Store) hanno finalmente creato i presupposti anche per una reale ed efficace esperienza utente nella fruizione Mobile di contenuti Video. A distanza di quasi 5 anni dal lancio della Mobile-Tv si stanno, quindi, finalmente, gettando le basi &#8211; tecnologiche e di business &#8211; per la nascita di un ecosistema che farà del cellulare un’importante porta d’accesso ai contenuti Video.</em></p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/politecnico-di-milano-comprendere-il-proprio-dna-digitale/">Politecnico di Milano: &#8220;Comprendere il proprio DNA digitale&#8221;</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Eba Forum 2009: secondo giorno</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 19:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>piero.babudro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Del primo giorno di Eba Forum ho già scritto su questo blog. Oggi trovo il tempo per parlare per sommi capi della seconda giornata. 
Senza voler togliere niente a nessuno, direi che l’intervento più bello (e utile) è stato quello di Giampaolo Colletti di AltraTv, in apertura della terza sessione, chiamata “Nuove Tendenze Digitali”. 
Colletti è anche co-fondatore dell’Osservatorio sulle Business Tv dell’Università Bocconi e ha descritto in modo molto coinvolgente il panorama italiano, 88 realtà in tutto.
Degno di menzione anche l’intervento del mio conterraneo Enrico Marchetto di SWG, che ...</p><p><a href="http://www.segnalezero.com/eba-forum-2009-secondo-giorno/">Eba Forum 2009: secondo giorno</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.segnalezero.com/eba-forum-2009-secondo-giorno/' addthis:title='Eba Forum 2009: secondo giorno '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet" tw:via="bpi410"></a><a class="addthis_button_google_plusone" g:plusone:size="medium"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><p>Del primo giorno di <strong><a href="http://www.ebaforum.it" target="_blank">Eba Forum</a></strong> ho già scritto <strong><a href="http://www.segnalezero.com/2009/05/27/eba-forum-2009-primo-giorno/" target="_blank">su questo blog</a></strong>. Oggi trovo il tempo per parlare per sommi capi della seconda giornata. </p>
<p>Senza voler togliere niente a nessuno, direi che l’intervento più bello (e utile) è stato quello di <strong>Giampaolo Colletti</strong> di <a href="http://www.altratv.tv/" target="_blank"><strong>AltraTv</strong></a><strong>, </strong>in apertura della terza sessione, chiamata “Nuove Tendenze Digitali”.<a href="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/05/ebafocuson.jpg"><img title="ebafocuson" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; margin-left: 0px; border-left: 0px; margin-right: 0px; border-bottom: 0px" height="99" alt="ebafocuson" src="http://212.97.33.124/~segnlzr/wp-content/uploads/2009/05/ebafocuson-thumb.jpg" width="309" align="right" border="0" /></a> </p>
<p>Colletti è anche co-fondatore <strong><a href="http://www.teledipendente.tv/network/index.htm" target="_blank">dell’Osservatorio sulle Business Tv dell’Università Bocconi</a></strong> e ha descritto in modo molto coinvolgente il panorama italiano, 88 realtà in tutto.</p>
<p>Degno di menzione anche l’intervento del mio conterraneo<strong> Enrico Marchetto</strong> di <a href="http://www.swg.it/" target="_blank"><strong>SWG</strong></a><strong>, </strong>che ha parlato del progetto di ricerca “<strong><em><a href="http://www.diarioaperto.it/blog/" target="_blank">Diario Aperto</a></em></strong>”, quest’anno incentrato sui social network. </p>
<p>Devo essere sincero. Non mi convince molto la modalità di costruzione del campione (questionario online) ma è pur sempre vero che – come ha ricordato lo stesso Marchetto durante il suo intervento – l’importante era iniziare in qualche modo a scandagliare il mondo delle reti sociali digitali. </p>
<p>Poi, è ovvio che il compito dei ricercatori è proprio quello di ponderare i dati. Però dalle slide che ha mostrato Marchetto in sala già i dati sull’utilizzo di <strong>Twitter</strong> mi sembravano un po’ troppo ottimisti.</p>
<p>Dato il successo ottenuto e la mole di richieste pervenute, Wireless ha deciso di replicare. Il 7 luglio, sempre presso la Casa dell’Energia, <strong>Eba Focus-on</strong>.&#160;&#160;&#160; </p>
<p><a href="http://www.segnalezero.com/eba-forum-2009-secondo-giorno/">Eba Forum 2009: secondo giorno</a>  su <a href="http://www.segnalezero.com">Segnale Zero</a></p>]]></content:encoded>
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