26
Giu

The Social Network: il film su Facebook (official trailer in HD)

Portare in sala la vera storia di Facebook. Obiettivo ambizioso, quello di David Fincher (Fight Club, Seven, Il curioso caso di Benjamin Button, Panic Room).

In questi mesi le opinioni sul film non sono mancate. C’è chi ha lodato l’idea di un film basato sul romanzo “The Accidental Billionaires: the Founding of Facebook, A tale of Sex, Money, Genius and Betrayal” (trad: I miliardari accidentali: la fondazione di Facebook. Una storia di sesso, denaro, geni e tradimenti), che svelerebbe i retroscena di Facebook – dalla fondazione ai primi successi – e la vera storia della rete sociale più popolare al mondo. Altri, invece, hanno commentato la scelta di un simile argomento come una caduta di stile dello stesso Fincher.

“Noi lo conosciamo, ci siamo dentro e parlare di Facebook è un po’ come parlare anche di noi. Io sono una di quei duecento e passa milioni di utenti e se il mio modo di comunicare, di relazionarmi con il mondo, di informarmi, di stringere amicizie e alleanze è cambiato, questo è anche merito di quello sfigato di Mark Zuckerberg.” leggevo mesi fa su Ninjamarketing. (Il termine “sfigato” non è ovviamente un giudizio di Ninja, ma fa riferimento alla visione che ne dà il libro e, presumiamo, il film).

Capisco la loro posizione, in parte la faccio mia. Vorrei fare dei distinguo ma mi sembra poco utile parlare prima di aver visto il film. Aggiunga una cosa: spero che il film possa almeno in parte raggiungere un obiettivo. Far capire – concretamente intendo – a un pubblico mainstream che Facebook è di fatto un’impresa, che ha precisi obiettivi economici, che utilizza l’amicizia tra persone e la mette a valore, traendo profitto da questo. E’ un ottimo strumento per gestire amicizie e rapporti interpersonali. Stop.
Non va idolatrato, non ci vanno postate informazioni personali con una certa leggerezza (leggi: occhio alla privacy), non è un sostituto delle amicizie o della vita reale.

Rimando ogni ulteriore giudizio/recensione/parere subito dopo la visione del film. Intanto, qui sotto potete vedere il trailer, fresco di pubblicazione su YouTube.

Questo invece il sito del film. http://www.thesocialnetwork-movie.com/

Commenti (Facebook)

2 commenti
  1. Aliki 28/06/2010

    Noi di Ninja Marketing cerchiamo di mettere a nudo ciò che un social network significa veramente. Il messaggio è un po’ quello di usare le reti sociali senza farci usare, non essere ingenui bensì responsabili delle nostre azioni.
    Tutto il concetto della privacy di Facebook ruota intorno all’ingenuità dell’utente. E’ come se Facebook dicesse: “Noi vi diamo gli strumenti per tutelare la vostra privacy, spetta a voi utilizzarli”. Che poi l’uso di questi strumenti a volte non sia proprio semplicissimo è un altro discorso. Ma come dico spesso, se riesco a farlo io che non sono esattamente una hacker, penso che chiunque, perdendo cinque minuti del proprio tempo, possa riuscirci.
    Ti consiglio anche di leggere l’opinione di un guru spagnolo delle reti sociali, Tomy Pelluz, in particolare riguardo al futuro dei social network: http://www.ninjamarketing.it/2010/02/18/il-pirata-della-penisola-iberica/
    Con il termine “sfigato” ci ho giocato, era un po’ una provocazione. Mi sembra ovvio che chi riesca a mettere su un impero del genere non sia tanto sfigato. Lo stesso Bill Gates viene dipinto come uno “sfigato” ai tempi dell’università.
    Era lui a dire: “Be nice to nerds. Chances are you’ll end up working for one.”

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  2. piero.babudro 28/06/2010

    Ciao Aliki, si ho visto che non hai usato il termine ‘sfigato’ in modo negativo, ci mancherebbe. Trovo la posizione espressa nell’articolo di Ninja interessante, perché al netto di tutte le critiche che si possono fare a Facebook è vero anche che Zuckerberg ha creato uno strumento interessante e importante, che per piacere o per lavoro fa ormai parte della vita di tanti.
    Solo che, come tu dici, ha giocato moltissimo sull’ingenuità delle persone (leggi: impostazioni privacy). A me ciò che preoccupa di più sono le cordate di finanziatori di Facebook, provenienti non sempre da situazioni limpide.

    Grazie del commento, a presto spero 🙂

    ps: bella l’intervista a Pelluz, mi trovo molto in sintonia con la sua affermazione “Dobbiamo renderci conto che questi spazi di comunicazione sono delle imprese. Voglio dire, la piazza è di tutti, è una proprietà collettiva, mentre adesso la “piazza” diventa privata.”

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