21
Feb

#TornateSuFacebook : Twitter e la crociata anti-gnubbi

Ci sono utenti e utenti. La vecchia guardia, quelli della prima ondata, i nuovi arrivati. Quelli che preferiscono Twitter perché più specializzato. Quelli che sono rimasti delusi dalla recente invasione di VIP, vippetti e massa generica sul social network dei cinguettii. Quelli che non hanno digerito le preghiere accorate al Fiorello di turno: “Per favore, sono una tua fan sfegatata: oggi mi retwitti?”.

Raccolgo questa segnalazione di Skande e rilancio il tema, sottolineando l’importanza delle diverse dinamiche che riguardano un social network piuttosto che un altro, Facebook oppure Twitter. L’accusa generica che viene rivolta ai nuovi arrivati è di ignorare le dinamiche proprie di Twitter e di comportarsi come se fosse un calderone qualsiasi (leggi: Facebook).

Negli anni mi è capitato molte volte di assistere ad atteggiamenti e situazioni di questo tipo: penso a Friendfeed, oggi un cadavere ambulante anche grazie a un certo atteggiamento molto chiuso. Inoltre, quanto alla vita reale, mi vengono in mente le mille volte in cui, durante una vacanza o un viaggio di lavoro, i turisti italiani presenti fanno vergognare noi “viaggiatori consapevoli”.

Il top, almeno dal mio punto di vista, è andare a un concerto di un gruppo più o meno di nicchia, di cui per anni hai venerato gli LP in salotto come fossero testi sacri di un culto misterioso, e scoprire che il parterre è imbottito di adolescenti minkioni, che magari non sanno nemmeno chi suona o in generale come si sta al mondo.

Voglio dire, ci sono casi in cui un sano “protezionismo” aiuta. Altri in cui finisce per diventare deleterio. Occorre trovare un modo per attutire il rumore di fondo della massa chiassosa, questo è sacrosanto. Evitando al contempo un certo “effetto Friendfeed all’italiana”. Una bella sfida!

 

(Gnubbo e Luser su Wikipedia)

 

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