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Lug

Con “L’uomo d’acciaio” e Unipol voli a New York.

Una delle dinamiche più interessanti degli ultimi tempi, a mio avviso, è l’interazione tra forme espressive preesistenti alla Rete e il Web stesso. Twitter è diventato il nuovo Auditel, oltre che un modo veloce e dinamico per commentare il talent show di turno; i televisori “intelligenti”, dotati di processori e di tutti i principali tool di social networking, hanno una loro nicchia di mercato degna di nota e sono destinati per forza di cose a ricavarsi uno spazio importante nelle preferenze dei consumatori. Il nuovo palinsesto di YouTube è la barra di ricerca, quando non le raccomandazioni degli amici cinefili.
E questi sono solo tre dei mille esempi che potremmo fare.

Il grande schermo non è esente da cambiamenti. Non a caso, sempre attento a queste dinamiche, mi ha colpito molto leggere dell’iniziativa di Unipol Assicurazioni che, in concomitanza con l’uscita del film “L’uomo d’acciaio”, ha lanciato un’iniziativa rivolta a tutti gli appassionati di cinema, fumetti, supereroi e a tutti i geek là fuori. Un concorso a premi che si svolge solo online e permette di vincere una delle mille t-shirt promozionali oppure (e qui la cosa si fa seria) un viaggio a New York per due persone.
Se vi è venuta voglia di partecipare basta cliccare questo link, lasciare i vostri dati e incrociare le dita. Sarà possibile sapere subito se avete vinto una maglietta e concorrere all’estrazione di una settimana nella Grande Mela.

Scelta del film azzeccata. “L’uomo d’acciaio”, di Zack Snyder, prodotto dalla Warner Bros, con Kevin Costner tra i protagonisti, è una pellicola “geek-friendly”. Nel primo weekend di lancio (20 giugno scorso) ha totalizzato 1,8 milioni di euro di incasso, battendo un mostro sacro come Star Trek. È un reboot della prima serie dedicata a Superman e, al netto di altri elementi di critica, ha avuto il pregio di ribaltare la psicologia del protagonista, presentandolo non come il classico eroe senza macchia e stra-convinto del suo ruolo nel mondo, ma un estraneo, uno che alla fine dei conti – e almeno all’inizio del film – non si fila più di tanto il resto dell’umanità, salvo poi redimersi. (E proprio questo tratto di vaga e accennata misantropia, passatemi il termine tra mille virgolette, è stato oggetto di annotazioni ambivalenti da parte di pubblico e critica, ma questo è un altro discorso…).

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Piero Babudro
Consulente per la comunicazione digitale e il Content marketing. Scrivo e aiuto i miei clienti a progettare narrazioni digitali che funzionano. Ho scritto per una decina di giornali digitali e non. Collaboro con aziende, professionisti, agenzie di marketing e comunicazione. Organizzo corsi di formazione in azienda e insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Il mio libro "Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" illustra un metodo che prima non esisteva e che ti aiuterà a produrre contenuti di livello eccezionale. > bit.ly/scritturadigitale
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