30
Apr

Usa: nuove regole per il giornalismo

Hr985. Una sigla anonima, in qualche modo insignificante. Da cui però potrebbe dipendere buona parte del futuro del giornalismo americano. Il mondo dell’informazione statunitense, lo sappiamo bene, è sull’orlo di una crisi di nervi. Crisi economica, credit crunch, fallimento (ammettiamolo, una buona volta) del monopolio del racconto della realtà, sostanziale crisi di sistema e dei modelli di business, affermarsi di nuovi canali di informazione: gli editori non sanno a che Santo votarsi e le stanno provando tutte per garantirsi non tanto la stabilità, quanto l’immediata sopravvivenza.
Le cose però stanno cambiando anche da un punto di vista legislativo. Hr985 è il nome di una proposta di legge, al momento in fase di discussione da parte di Camera e Senato, che mira a individuare i soggetti professionali che possono appellarsi al Primo Emendamento e alla cosiddetta “Shield Law”. Una legge, questa, che sancisce diritti e doveri dei reporter in merito al loro segreto professionale e il conseguente rifiuto di rivelare le loro fonti confidenziali. Ciò vale anche se citati in giudizio da una parte lesa, il tribunale invia loro un mandato di comparizione o, genericamente, devono riferire in qualità di persone informate dei fatti.
Ebbene, chi può qualificarsi come giornalista? Nessuno lo sa bene. 36 Stati più il District of Columbia hanno approvato negli anni altrettanti statuti che definiscono la figura professionale del reporter: solo che usano criteri e standard diversi. Alcuni, addirittura, non riconoscono la figura del giornalista online. Come a dire che, in alcuni Stati, nomi tipo l’Huffington Post non sarebbero nemmeno autorizzati a chiedere gli accrediti stampa per le conferenze, né – ovviamente – a diffondere news e approfondimenti.
Da qui la necessità di aggiornare la normativa nazionale, definendo una volta per tutte status, diritti e doveri del giornalista. E qui viene il bello. Secondo i nuovi criteri introdotti dalla Hr985 alcuni blogger professionisti (leggi: sponsorizzati dalle aziende) sarebbero tutelati dalla “Shield Law” per il fatto di percepire un reddito, alto o basso che sia non importa. Per contro, la stragrande maggioranza del ‘citizen journalism’ rimarrebbe tagliata fuori, assieme a tutti i blogger indipendenti che oggi producono informazione di qualità. Gratis.

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Piero Babudro
Consulente per la comunicazione digitale e il Content marketing. Scrivo e aiuto i miei clienti a progettare narrazioni digitali che funzionano. Ho scritto per una decina di giornali digitali e non. Collaboro con aziende, professionisti, agenzie di marketing e comunicazione. Organizzo corsi di formazione in azienda e insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Il mio libro "Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" illustra un metodo che prima non esisteva e che ti aiuterà a produrre contenuti di livello eccezionale. > bit.ly/scritturadigitale
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