13
Giu

Partenze, ritorni, ripartenze (e compagni di viaggio.. )

Viaggiare è un rito. A prescindere dalla retorica sul voler cercare nuovi occhi per vedere il mondo e non solo luoghi da vivere anche solo per un breve periodo, per vari motivi mi sono accorto di aver affrontato gite, viaggi e spostamenti con un atteggiamento che, a mesi o anni di distanza, ha finito per farli diventare piccole (o grandi) pietre miliari. Ponti, weekend, viaggi di lavoro ecc hanno scandito la fine o l’inizio di determinati periodi.

Il rito del viaggio inizia molto prima del viaggio stesso, e spesso comprende gli oggetti che ci accompagnano, e il loro valore. Dico questo perché ricordo ancora un regalo (ricevuto anni fa, estate 2005?) che ben si adatta al mio carattere: un trolley nero e abbastanza robusto da sopportare i miei continui salti di qua e di là. Il mio Delsey nero si è fatto quattro traslochi, tre viaggi in Portogallo, uno in Francia, due in Spagna, quattro in Germania, uno in Grecia, uno in Marocco, uno in Inghilterra. Poi ci sarebbero tutti gli spostamenti in lungo e in largo per l’Italia, ma sono troppi per essere elencati e ve li risparmio. Vi basti solo sapere che ci sono stati periodi in cui per lavoro ho macinato fino a 3.000 km al mese (giusto, al mese. Non all’anno.)

Giorni fa, passando davanti alla Rinascente di Piazza Duomo, ho visto i nuovi Delsey in vetrina… No, non sta per iniziare uno spottone alla linea di valigie. Oggi niente storytelling su comunicazione e punto vendita. Dico solo che la nuova linea di ultraleggere mi ha fatto venire in mente che forse il Grande Vecchio Nero va buttato. È il marketing che si appropria anche delle mie associazioni mentali, tutto qui.
Tornando al trolley, non ci sarebbero segni di cedimento tali da giustificare la scelta di mandarlo al macero dopo anni di onorato servizio: dopo averlo sbatacchiato per aeroporti, stazioni ferroviarie, treni, bagagliai e traghetti, c’è da segnalare solo qualche graffio, un minimo di scoloritura su un angolo e una cerniera che ogni tanto si incarta. Ma, dopo sette-otto anni vissuti pericolosamente al mio fianco, è il minimo. Sarebbe come farsi sette Parigi-Dakar in moto e poi dire: “Beh effettivamente quel fusibile si è bruciato e quella sospensione è scarica”.

Curioso che una semplice vetrina mi abbia fatto fatto venire in mente i nuovi riti che sono sul punto di iniziare. Nuovi viaggi, nuovi percorsi. Nuovi chilometri. Nuove strade e nuovi aeroporti. Che magari sono sempre i soliti: Linate, Orio al Serio, Malpensa, Fontanarossa, Leonardo da Vinci ecc.. Sono cambiati gli occhi di chi guarda. Nuovi occhi, si diceva, ripescando la retorica sul viaggiare. Forse la vetrina della Rinascente mi suggerisce di cambiare compagni di viaggio, a partire da quel trolley cui devo indiscutibilmente l’onore delle armi. Per questo motivo, presto darò l’addio al Grande Vecchio Nero. Entro agosto sceglierò il suo degno erede. E poi via, “on the run again”..

 

 

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Piero Babudro
Consulente per la comunicazione digitale e il Content marketing. Scrivo e aiuto i miei clienti a progettare narrazioni digitali che funzionano. Ho scritto per una decina di giornali digitali e non. Collaboro con aziende, professionisti, agenzie di marketing e comunicazione. Organizzo corsi di formazione in azienda e insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Il mio libro "Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole" illustra un metodo che prima non esisteva e che ti aiuterà a produrre contenuti di livello eccezionale. > bit.ly/scritturadigitale
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