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L’anno di Lioness

Autore: |lunedì, 23 dicembre, 2013|Personale|

Avrò scritto questo post almeno dieci volte. Questa è l’ultima versione: le precedenti nove sono state abbozzate in tempo reale, nel corso di 365 intensi giorni. Si potrebbe dire che è un anno che ci penso. O meglio, che lo scrivo: giorno dopo giorno, nei volti incrociati al World Business Forum, nelle vite appese a margine di un corso di cake design, tra una nota e l’altra, nelle conference call dell’ultimo minuto, tra concerti, passeggiate in notturna sui navigli, brioche estive sul Ticino o gelati a Firenze, alla fine di un incontro tra Instagramers, o sotto la pioggia di (Igers)Cremona. Tra foto dei carrugi e il mare di Genova che splende d’autunno e di sorrisi, l’autostrada che si chiude dietro alle nostre spalle e la Ford che divora l’asfalto e le tappe.
È stato un anno intenso; ne vale 12. Un anno a cerchio, apertosi e chiusosi nel segno di Jason Molina e Lioness.
L’anno del serpente: chiedere a Luigi quante volte abbiamo parlato dei cambiamenti in corso, al punto che ne ha tratto una delle tante splendide playlist su Pilltapes. L’anno del fuoco e delle fiamme scatenate su MiBrucia: testi e strategia sono miei, l’incazzatura è collettiva.

È stato un anno che mi ha insegnato molto. Mi ha fatto crescere, a modo suo. Velocemente e non sempre attraverso percorsi facili. Un anno duplice: ho imparato a contare solo sulle mie forze, pur conscio che senza gli altri si può andare poco lontano. Un anno di punti fermi, stop, tappe obbligate, ripartenze. Fatiche e orgoglio. Scelte rivendicate. Cambiamenti repentini, sorrisi tirati, ore di sonno accumulate. L’anno dei due viaggi in Scozia: il primo a sentire com’è fatta la pioggia in agosto, il secondo a veder tramontare il sole alle 14.30, a perdermi nel centro di Glasgow, a farmi congelare dal vento, a parlare di musica all’Avalanche Records, a scoprire i “There will be fireworks”. È come se li conoscessi da una vita. “It is a fire that consumes me, but I am the fire”.
È stato un anno alla fine del quale ci sentiamo un po tutti reduci, vero? Almeno questa è la sensazione captata tra mille chiacchiere con amici e colleghi. “Ha chiesto tanto, ma ha dato tanto” (cit.): ecco, ottima definizione. L’anno dei concerti e dell’autobus che partiva da Centrale a mezzanotte e venticinque, con bonus di campagna pavese intravista dal finestrino. L’anno di Sirmione e di un’amicizia rafforzata da percorsi simili.

Oggi è l’ultimo giorno d’ufficio prima delle (poche) ferie. Vista dall’ottavo piano, Milano sta rallentando. Lungo la strada di gente se ne incontra poca, ma quella che c’è è una benedizione e va tenuta stretta. Gli sguardi lungo il marciapiede sanno già di vacanze, di “… so this is Christmas, and  what have you done? … ”. Di abeti, presepi, pacchetti, fiocchetti, corse dell’ultimo minuto o pensieri covati per un anno. Di cene interminabili, riti collettivi, partite a carte, album di fotografie che si riempiono cheese dopo cheese, clic dopo clic. Anno dopo anno, implacabili.

È il momento di tirare il fiato, di scalare marcia dopo un anno con l’acceleratore a tavoletta. Di tirare un sospiro di sollievo o di amore. Citando a caso un vecchio detto cinese, ve ne auguro “diecimila secondo i vostri desideri”. Devo ancora fare il biglietto del treno per tornare a casa: nel frattempo canticchio. Jason Molina, Lioness. “I will swim to you”.

 

 

 

Piero-Babudro-SegnaleZero-Com-Scrittura-Creativa-Digitale L'anno di Lioness

Consulente per la comunicazione digitale. Mi occupo di Content Strategy, Content Marketing e Storytelling. Aiuto i miei clienti a progettare narrazioni e contenuti digitali che funzionano e portano risultati misurabili. Il mio approccio è media neutral: utilizzo indifferentemente testi, immagini e video per creare valore tangibile. Organizzo corsi di formazione in azienda, insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Ho condensato parte del mio metodo di lavoro nel volume “Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole” (Flaccovio, 2016), con l’obiettivo di aiutarti a produrre contenuti di livello eccezionale.

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