Raccontare è un bisogno inalienabile dell’uomo. Nel momento in cui iniziamo a raccontare qualcosa, in realtà fotografiamo attimi della nostra vita, rendendoli vivi, tangibili e fruibili anche in un tempo che non è il presente. Pur vantando origini antichissime, il racconto non ha certo perso il suo smalto, testimoni tutti quei lettori incalliti che provano piacere nell’immergersi in una storia che si sviluppa nella rapidità di un numero limitato di pagine. Per questo motivo le forme brevi di narrazione piacciono molto e parecchie persone si chiedono come scrivere un racconto.

Dall’altro lato della barricata, infatti, molti appassionati di scrittura creativa scelgono di iniziare a scrivere cimentandosi sulla forma breve del racconto per affinare il proprio stile, mettendosi alla prova su storie da poche migliaia di battute: scrivere un racconto non è solo entusiasmante, ma è una vera e propria sfida argomentativa. A fronte delle decine di domande che mi sono giunte negli ultimi mesi su come si scrive un racconto breve, ho pensato di raccogliere consigli e suggerimenti in una guida sull’argomento.

Penso alla lezione di Kurt Vonnegut che, quando dice che “ogni frase deve rivelare qualcosa di un personaggio o far procedere la narrazione”, ci insegna moltissimo a proposito della scrittura di un racconto.

Il racconto breve: guida al genere letterario e alle sue caratteristiche fondamentali.

Il racconto breve e il suo rapporto con il romanzo

Il racconto breve non è un romanzo ristretto. Si tratta piuttosto di un concentrato di narrazione che, sviluppandosi in un numero limitato di pagine, fa certamente della brevità la sua forza, ma di certo non l’unica virtù. La grande differenza tra romanzo e racconto breve è che il primo può contare su una particolare struttura e, soprattutto, su una tecnica di disposizione degli argomenti tali da permettere un’esposizione più ragionata dei fatti narrati e uno sviluppo psicologico più approfondito del protagonista così come dei personaggi secondari. Inoltre, il romanzo abbraccia un tempo diegetico sensibilmente più ampio. Da questo punto di vista, il romanzo potrebbe essere paragonato a un album di fotografie; il racconto alla singola istantanea.

Quali sono le principali caratteristiche del racconto breve? Anzitutto, la sua lunghezza: un racconto breve è un pezzo di finzione in genere non più lungo di 10 mila parole, che potrebbe arrivare massimo a 20 mila nel caso fosse dotato di una trama particolarmente intricata. In più, il racconto breve è per sua natura autoconclusivo: non esistono trilogie o saghe, proprio come sarebbe assurdo pensare ad americanismi quali prequel o sequel. Insomma, il racconto breve è figlio unico. Il romanzo è un insieme di fratelli (i capitoli): non a caso, uno dei consigli che si dà a chi vuole cimentarsi nella scrittura di un romanzo breve è il seguente:

Scrivi una serie di racconti che si svolgono in un ordine temporale definito e che hanno come protagonisti delle vicende narrate sempre gli stessi personaggi.

La combinazione degli eventi e la giustapposizione dei singoli racconti può creare un “effetto collage” che simula l’andamento del romanzo breve. Benché, come abbiamo detto, un romanzo ha bisogno di un certo approfondimento a livello di eventi, accadimenti e psicologia dei personaggi.

La struttura interna del racconto è basata sulle tre classiche fasi della narrazione collegate da legami causa-effetto molto marcati: l’introduzione dà avvio alla storia presentando personaggi, ambienti e vicende; lo sviluppo fa esplodere l’azione portando l’attante ad affrontare difficoltà, dirimere contrasti e risolvere problemi; infine la conclusione che, ovviamente, chiude la storia.

Attenzione a non aspettarsi sempre l’immancabile lieto fine in quanto, spesso e volentieri, i racconti brevi sono delle istantanee su una realtà parziale: per questo motivo non è raro che promuovano dei finali tragici, impensabili o in qualche modo irrisolti. Infatti, proprio come accade nella vita vera, la vicenda può lasciare questioni aperte o che invitano ad una riflessione più ampia.

Se ne deduce che, rispetto alla classica struttura del romanzo, il racconto è più semplice e meno articolato: infatti, è proprio la brevità del testo a non consentire lo spazio necessario per sviluppare la complessità delle situazioni.

Di solito, rispetto a un romanzo, un racconto avrà:

  • pochi personaggi, in quanto al protagonista verranno affiancati pochissimi caratteri secondari;
  • una durata più breve, che non permette al racconto breve di espandere le azioni del protagonista. In genere gli avvenimenti si svolgono in un arco di tempo limitato, pochi giorni o poche ore, tale da non permette né lunghi flashback flashforward;
  • un intreccio lineare perché la vicenda è incentrata solo sulla trama principale e sull’evoluzione della figura protagonista. Non c’è spazio per le vicende parallele o personaggi secondari: ogni racconto ha l’onere di affrontare una sola tematica.

Fin qui tutto bene: come si scrive un racconto? Vediamolo insieme.

I principali consigli per scrivere un racconto

Scrivere un racconto breve non è sempre facile come si pensa. Prima di iniziare, è importante capire che la brevità e l’immediatezza devono rappresentare il suo principale punto di forza. C’è poco spazio per trame intricate, quindi, così come per complessi registri psicologici attraverso cui leggere in controluce i personaggi. Il fulcro della scrittura di un racconto breve è la capacità di creare un’istantanea ,attorno alla quale organizzare l’esposizione dei contenuti. Non è un frammento, ma un flash organizzato, una visione. Il racconto breve è un’incursione nella realtà.

Come scrivere un racconto breve: i consigli di Kurt Vonnegut

A confermare quanto sto dicendo interviene lo scrittore Kurt Vonnegut, che sciorina alcuni consigli essenziali a prova di intreccio vincente:

  1. Non sprecare il tempo del lettore.
  2. Dai al lettore almeno un personaggio in cui riconoscersi.
  3. Ogni personaggio deve volere qualcosa, fosse anche solo un bicchiere d’acqua.
  4. Ogni frase deve fare una di queste due cose: rivelare qualcosa di un personaggio o far avanzare l’azione.
  5. Comincia la narrazione nel punto più vicino possibile alla fine.

Sii sadico. Non importa quanto dolci e innocenti siano i tuoi personaggi principali, fa in modo che accadano loro cose terribili, cosicché il lettore possa rendersi conto di che pasta sono fatti.

Scrivi per far piacere a una sola persona. Se apri una finestra e fai l’amore con il mondo – se così si può dire – la tua storia si buscherà una polmonite.

Fornisci al tuo lettore quante più informazioni possibile, il più presto possibile. Niente suspense né elucubrazioni. I lettori dovrebbero avere una comprensione completa di quanto sta accadendo.

Racconto breve e romanzo: caratteristiche, somiglianze e differenze tra i due generi letterari. Come si scrive un racconto e come si scrive un romanzo.

Le 7 fasi della scrittura di un racconto breve

Scrivere un racconto è un’operazione complessa che implica il susseguirsi di una serie di punti fondamentali. Pertanto, dopo aver esaminato assieme i consigli di uno scrittore del calibro di Kurt Vonnegut, analizziamo insieme le fasi da gestire correttamente se si vuole scrivere un racconto che funziona.

  1. Trovare la tua emozione chiave
  2. Iniziare dalla scintilla
  3. Scrivere la storia
  4. Scrivere un finale memorabile
  5. Rileggere la storia
  6. Editare il contenuto
  7. Farsi aiutare dagli altri

Trovare la tua emozione chiave

L’emozione è il cuore di ogni narrazione. Pertanto, quando si tratta di scrivere un racconto breve, occorre trovare l’emozione chiave: quella sensazione o impressione generale che vogliamo far provare al lettore per tenerlo inchiodato alla pagina. Non si tratta solo di affibbiare un aggettivo a una storia, che potrà essere definita “triste” o “avvincente”. Piuttosto, è necessario capire quale contesto ricreare per generare una particolare emozione chiave nel lettore: non è qualcosa di molto diverso dal “principio dell’osmosi” di cui parlo nel mio manuale di scrittura creativa.   

Che tipo di storia vuoi raccontare? Come la racconterai? Che tipo di emozioni vuoi suscitare? Quale contesto credi di dover ricreare per dare vita a quel particolare tipo di emozioni?

Le emozioni migliori giungono dalla vita vissuta: per questo motivo è utile saper scandagliare le memorie personali a caccia di ciò di cui vorremmo rendere partecipi gli altri.

Iniziare dalla scintilla

La scintilla è il momento iniziale di un’esplosione che dall’inizio della storia conduce alla sua conclusione. È il momento in cui il testo inizia, rompendo il silenzio della pagina bianca. Un ottimo metodo per rompere questo silenzio è scrivere di getto la prima frase del racconto e da lì proseguire a scrivere ininterrottamente e in modo molto libero, senza preconcetti nei confronti di ciò che emerge, né giudizi. La prima frase del racconto è il primo elemento che il lettore incontra: l’atomo iniziale di una storia che lo deve incuriosire ed emozionare. Meglio quindi che sia quello giusto, che si tratti di iniziare a scrivere la storia dall’inizio o più probabilmente, trattandosi di un racconto breve, cominciare in medias res.

Scrivere la storia

Scrivere la storia non significa che si parte dalla scintilla e si giunge in qualche modo alla conclusione. Ogni frase deve far avanzare gli eventi narrati, come ci siamo detti, oppure rivelarci qualcosa di un personaggio o di una situazione che non conoscevamo. L’alternativa? Esiste e si chiama sprecare spazio in pagina e far sprecare tempo al lettore. Un racconto breve è il ritratto di un’emozione: ogni frase deve essere una pennellata che ricostruisce nella mente del lettore quel ritratto, possibilmente vivido e memorabile.

Scrivere un finale memorabile

L’incipit di un racconto è il punto in cui il lettore incontra la storia per la prima volta: dev’essere amore a prima vista. Il finale è quello che deve rendere la storia memorabile, di modo che diventi un amore eterno. Ci sono almeno tre modi per progettare correttamente la conclusione di un racconto breve: procedere d’istinto dal punto di inizio e affidarsi al proprio intuito, immaginare la conclusione del racconto e procedere a ritroso ricostruendo gli eventi al contrario fino a un ipotetico punto di inizio, analizzare la penultima scena e, mettendosi nei panni del lettore, domandarsi quale sia il finale più azzeccato.

Rileggere la storia

La scrittura non è l’unica fase della realizzazione di un contenuto; men che meno di un racconto breve, che per sua natura ha bisogno di una revisione piuttosto approfondita. Personaggi, ambientazione e azioni, infatti, devono potersi muovere all’unisono all’interno del testo, formando un terzetto inossidabile. È a questo proposito che interviene la fase di rilettura del racconto; forse il momento più importante di tutto il processo. Si tratta di distaccarsi dal testo e dai personaggi e, non identificandosi in ciò che abbiamo scritto, analizzarlo con l’occhio severo di chi va a caccia di mancanze, omissioni, incongruenze. Un racconto breve deve scorrere come un orologio di precisione.

Editare il contenuto

La revisione di un racconto breve può nascere da diverse esigenze. La sintesi, per esempio, quando ci accorgiamo di aver esposto un concetto o una serie di concetti utilizzando troppe parole o concedendo loro uno spazio eccessivo. Ma anche esigenze editoriali: ad esempio, un editore potrebbe averci commissionato un racconto breve di una certa lunghezza definita e noi ci accorgiamo di aver sforato in modo consistente il numero di parole assegnato.
Se decidiamo di modificare, ridurre o riscrivere alcune parti del racconto, dobbiamo ricordarci di non perdere la tensione narrativa della stesura originale, né il pathos dell’emozione chiave che vogliamo condividere con i lettori.

Farsi aiutare

Una breve annotazione in merito al punto precedente. Dopo una prima riscrittura del contenuto, potrebbe essere utile e interessante – e di fatto lo è nella stragrande maggioranza dei casi – sottoporre il racconto breve a un numero selezionato di lettori-amici sinceri che avranno il compito di scovare le inevitabili debolezze o incongruenze del testo.

Scrivere un racconto breve: come seguire tutte le fasi di scrittura passo dopo passo e dare vita a una narrazione emozionante e convincente.

La struttura di un racconto: gli elementi fondamentali di una buona storia

Dopo aver esaminato insieme le fasi della scrittura di un racconto breve diamo un’occhiata agli elementi costitutivi di una storia breve avvincente iniziando dai personaggi.

Il tema

Ogni storia ha un tema fondamentale: amore, odio, rivalità, gelosia, amicizia, perdono e così via. Il tema è collegato all’emozione chiave di un racconto e occorre averlo bene in mente. È il primo elemento di un racconto breve, va tenuto presente dal primo momento fino alla conclusione dell’ultima revisione. Perderlo di vista significa produrre involontari cali di tensione nel testo e, in ultima istanza, impoverirne il potenziale narrativo ed emozionale.     

I personaggi di un racconto

Abitano le nostre storie, a volte popolano i nostri incubi, riempiono la nostra quotidianità: i personaggi sono il risultato dell’ortografia animata, oltre che la condizione necessaria e sufficiente per una buona storia. Senza nessuno su contare, per cui tifare o da compiangere, gli altri sei elementi narrativi diventano rapidamente irrilevanti.

La trama

La trama è un elemento fondamentale, in quanto può, da sola, avere un peso enorme nello stabilire il successo di un racconto breve. Per questo motivo, data la sua importanza, molti scrittori trovano utile progettarla nei dettagli ancor prima di scrivere il racconto. Come si fa? Il modo migliore è, dato un mood iniziale, immaginare la trama “a ritroso”, cioè procedere dal finale all’inizio, e ricostruire le scene una dopo l’altra. Il risultato è una sorta di elenco puntato in cui annotiamo le caratteristiche principali delle scene che compongono il nostro racconto breve.

L’ambientazione

L’ambientazione è il luogo che accoglie la storia, ma anche lo specchio del conflitto principale da cui la storia stessa ha origine. Non bisogna mai dimenticare la doppia natura dell’ambientazione, perché il diavolo si nasconde nei dettagli. Ed è questo dettaglio che segna il confine tra racconti, buoni o meno buoni, e grandi racconti.

Il punto di vista   

La prospettiva da cui si osserva un oggetto influisce sulla natura dell’oggetto stesso. Così è per il punto di vista nel racconto, che ha un impatto enorme sulla percezione degli eventi da parte del lettore. La modernità ha disintegrato progressivamente il punto di vista di un narratore onnisciente, che tutto sa e tutto giudica assiso sul suo scranno fatto di fredda equidistanza. Il racconto moderno ha frammentato il punto di vista, parcellizzato la realtà e moltiplicato gli angoli da cui guardare il mondo, spesso senza capirlo. Anche per questo motivo, le narrazioni che insistono sul gioco di punti di vista sono tra le più attuali e avvincenti.

Le fasi della scrittura di un racconto: scaletta, prima stesura e revisione

Affinché il racconto possa definirsi ragionato è bene che tutte le idee vengano sviluppate e minuziosamente organizzate: l’obiettivo è condurre il lettore attraverso una storia che, passo dopo passo, si dipani davanti ai suoi occhi e, rivelandosi, lo conduca in un viaggio di scoperta. Pertanto è fondamentale organizzare non solo i contenuti ma anche la scrittura stessa che, come da prassi, è organizzata in tre fasi ben distinte.

Realizzare la scaletta di un racconto

La scaletta è uno strumento molto utile, a livello di fabula così come di intreccio. In entrambi i casi, realizzare la scaletta richiederà parecchia attenzione e precisione, trattandosi di un procedimento piuttosto delicata. Nel caso della fabula, la scaletta ci torna utile per avere chiara ogni tappa del nostro racconto.
Per questa ragione, è necessario inserire gli avvenimenti in ordine cronologico, accompagnati sempre sia dall’ora che dal luogo in cui si svolgono. Onde evitare confusione, è bene non tralasciare nessun tipo di evento: infatti anche avvenimenti che di primo acchito possono sembrare secondari, se dimenticati, potrebbero farci confondere quando, in un secondo momento, ci mettiamo a scrivere il racconto.

La scaletta per l’intreccio, invece, può esser considerata la narrazione del racconto in brevi scene: la cronologia tipica della fabula viene accantonata in favore dell’ordine in cui vogliamo presentare e raccontare i fatti narrati.
Pertanto, mentre la scaletta della fabula ha come obiettivo far chiarezza sulle tappe del racconto, nel caso dell’intreccio è indispensabile per capire se il componimento abbia la stoffa per incuriosire e mantenere viva l’attenzione del lettore, evitando svarioni narrativi.

Affrontare la prima stesura del racconto

Una volta ottenuta la prima e soddisfacente scaletta non ci resta che concentrarci su ogni suo punto, per scrivere il racconto poco per volta, una porzione di testo dopo l’altra. La scrittura di getto sfrutta la libertà mentale, necessaria per far scaturire quella lessicale: in altre parole, questa particolare tecnica lascia spazio all’istinto creativo innato in ognuno di noi.
Ovviamente, non dobbiamo pensare alla scrittura digetto come a un escamotage che supera la necessità di una schematizzazione dei contenuti. Piuttosto, è un modo intelligente di dare un’impronta unica e personale alle parole.

Rivedere il testo

La revisione è l’ultimo, importante passaggio da affrontare: è proprio qui infatti che emergono errori, sviste e incongruenze alle quali si può e si deve porre rimedio.

Affinché la revisione sia realmente efficace, è necessario avere davanti gli occhi il testo nella sua interezza.
Meglio stamparlo e, qualora sia necessario “staccarsi” completamente dall’opera del proprio ingegno, farlo rileggere a persone di fiducia che sapranno restituirci un parere esterno ma sincero.

Ma su quali aspetti deve intervenire la revisione?

  • Refusi
  • Punteggiatura e lunghezza delle frasi
    Aspetto grafico, margini e interlinee
  • Registro comunicativo del racconto
  • Coerenza strutturale interna ed esterna

Tecniche di scrittura per romanzi brevi o racconti.

Conclusioni: dove trovare idee creative per scrivere un racconto

Le linee guida teoriche per poter scrivere ogni tipo di racconto ci sono e, adesso, è giunto il momento di sporcarsi le mani. Per mettersi in gioco e imparare l’arte del raccontare, non esistono certo decaloghi, né tantomeno regole ben precise da seguire: è necessario sfoderare la penna e mettersi in marcia, per iniziare a percorrere nuovi sentieri di senso. 

Il Laboratorio di scrittura creativa di SegnaleZero sarà la bussola, guida sicura volta ad allenare occhio e mente.
Le lezioni online aiuteranno a orientarsi e a non perdere di vista il tragitto, guidando verso le parole giuste per raccontare e a raccontarsi. Il percorso da affrontare è già stato intrapreso da numerosi compagni di viaggio, come Copywriter e appassionati della buona penna, ma anche professionisti affermati provenienti dagli ambiti più disparati. Ciò che accomuna tutti i viaggiatori è la volontà di scrivere e di respirare a pieni polmoni una nuova aria: quella della creatività.

Nello specifico, il laboratorio di scrittura creativa si divide in due fasi distinte:

  1. Il corso base di scrittura online
    Attraverso cinque lezioni a cadenza settimanale, composte sia da teoria che da una parte pratica, verranno spiegati e messi in pratica i principali concetti del mio metodo di scrittura.
  2. I corsi avanzati
    A conclusione del percorso base di scrittura online, sarà possibile decidere di approfondire percorsi tematici ad hoc, dedicati alla scrittura autobiografica, scrittura terapeutica e allo Storytelling personale e terapeutico. Tre percorsi altamente personalizzati che finora sono stati scelti da decine di appassionati e professionisti per migliorare le competenze nella scrittura, conoscersi meglio, sperimentare in prima persona i benefici della scrittura consapevole in ambito personale e professionale.

Dopotutto, scrivere fa bene e i corsi di scrittura SegnaleZero nascono anche per ricordarlo a tutti e mettere in pratica, insieme, questa antica tecnica di consapevolezza e conoscenza di sé.