Esempi di Storytelling


I migliori esempi di storytelling digitale.

Quali sono le caratteristiche che un progetto di Storytelling deve avere per riscuotere successo e conquistare il pubblico? Emozionare, fare in modo che il consumatore si immedesimi nel racconto e utilizzare in modo sapiente, magari anche nuovo, alternativo, i mezzi a disposizione: questi sono solo alcuni degli obiettivi da raggiungere, ma ci sono anche altre variabili che entrano in giorno e definiscono la forza di un progetto di narrazione aziendale. In questo articolo vedremo alcuni dei migliori esempi di Storytelling, declinati e divisi nelle varie tipologie di contenuto, che possono fornire una guida utile e una fonte di ispirazione.

Esempi di storytelling scritto, Corporate Storytelling, Storytelling per il turismo o per il settore Food, fotografico e di supporto al Content marketing. Utilizzo dei canali social media per fare Storytelling e Personal Storytelling. Data driven Storytelling e Storytelling transmediale. Questi sono i contenuti della mia guida ai migliori esempi di Storytelling.

Esempi di Storytelling scritti: lo spot di Nike con Colin Kaepernick

Il primo esempio di Storytelling scritto è un video uscito alla fine della scorsa estate, intitolato Dream crazy. Lo spot fa parte della campagna pubblicitaria di Nike, ideata per celebrare i 25 anni del suo payoff “Just do it”, e vede tra i protagonisti il giocatore di football americano Colin Kaepernick.

In Dream crazy c’è un eccezionale lavoro di Copywriting, pensato naturalmente a fini commerciali e di promozione del marchio ma sviluppato in una direzione narrativa ed emozionale, che si accompagna alla foto con la quale è stata lanciata la campagna sui social: un ritratto dello stesso Kaepernick e la scritta: “Credi in qualcosa. Anche se vuol dire sacrificare tutto quanto”.

Le persone ti seguono e ti comprano se sai dire chi sei.

Hai bisogno di raccontare la tua azienda in modo originale, con la forza di un metodo testato in Italia
e all’estero, e pensato per portare risultati tangibili?

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Nel video compaiono alcuni famosi personaggi sportivi, come Serena Williams e LeBron James. Tutti accomunati da un particolare decisivo per enfatizzare i valori che la narrazione si fa carico di trasferire: nel corso della loro vita si sono dovuti scontrare con pregiudizi e difficoltà. La voce fuori campo di Kaepernick si muove tra frasi dal forte impatto che ricordano quanto sia importante impegnarsi per realizzare i propri obiettivi, chiudendo su un fortissimo: “Non chiederti se i tuoi sogni sono folli. Chiediti se lo sono abbastanza”.

Esempi di Corporate Storytelling e Storytelling aziendale: Guinness, Harry’s, Lego

Lo spot del noto marchio di birra Guinness, “Wheelchair Basketball”, in cui un gruppo di amici gioca a basket sulla sedia a rotelle, affronta i temi della resilienza, dell’amicizia e del senso di comunità, per proporre una riflessione più ampia. Dopo aver giocato assieme, infatti, tutti si alzano in piedi, tranne uno. La rivelazione fa capire allo spettatore che il gruppo di amici aveva deciso volontariamente di giocare in sedia a rotelle, solo per il gusto di poterlo fare assieme all’unico amico portatore di handicap. Poi, tutti assieme al pub, a festeggiare come si conviene una bella sfida tra amici, mentre la voce fuori campo ricorda a tutti noi: “Le scelte che facciamo rivelano la vera natura del nostro carattere.”

Il riferimento all’infanzia è tra i temi maggiormente utilizzati ed efficaci nello Storytelling. Nello spot Lego “Let’s Build” il narratore è un bambino che sta giocando con i Lego in compagnia di suo padre. È la descrizione di un universo perfetto, in cui genitore e figlio formano un team affiatato che affronta nuove sfide, insieme, costruendo castelli, animali e tutto quello che la fantasia suggerisce: l’aspetto pubblicitario del video passa in secondo piano, perché prevalgono le emozioni legate a un immaginario di famiglia che si dipana proprio grazie all’uso del prodotto Lego.

Realizzare un’operazione di Storytelling efficace è un compito tanto più arduo quanto il mercato nel quale ci si muove è saturo. Questo vale, per esempio, per il marchio Harry’s, fondato nel 2013, produce articoli per la rasatura ed entra necessariamente in competizione con giganti come Gillette. Attraverso l’estrema semplicità, però, Harry’s riesce a catturare lo spettatore proponendo una serie di equazioni molto interessanti, capaci di riunire in un unico concept il racconto del prodotto e quello delle vite delle persone (in alcuni casi, famose) che lo utilizzano. Ecco il link al canale YouTube di Harry’s

Storytelling e turismo: #TrueTunisia e Find Your Chile

Realizzato nel 2016, #TrueTunisia è un viaggio attraverso le meraviglie antiche e moderne del Paese nordafricano: il mare azzurro, le oasi, le foreste di palme verdeggianti, il deserto, le moschee. Realizzato coinvolgendo cinque YouTuber europei, il video racconta la storia della Tunisia, mostrando il volto di una nazione recentemente segnata da attentati e instabilità politica.

Link al canale Youtube di Discover Tunisia.

Anche il Cile sceglie di promuoversi attraverso i luoghi più caratteristici del Paese; nel video “Chile is waiting for you”, sempre del 2016, a parlare non sono le persone del luogo, ma alcuni turisti che raccontano la bellezza magnetica dei paesaggi e della natura del Cile – i veri protagonisti dello spot – nei quali ogni visitatore può trovare ciò che sta cercando. Dalle montagne innevate alle zone selvagge e aride, dalle coste alle città, ogni gruppo di turisti racconta i sentimenti e le sensazioni provate, costruendo il ritratto di un luogo che ha qualcosa di emotivamente significativo da offrire a chiunque lo visiti.

Esempi di Brand Storytelling: Spotify e IBM

I casi di Spotify e IBM sono due ottimi esempi di brand Storytelling data-driven. Ogni brand possiede infatti un patrimonio unico e di enorme valore, costituito dai dati che ogni giorno vengono raccolti, e che può utilizzare per raccontarsi in maniera differenziata dai competitor. Le strade a disposizione sono numerose, per esempio, i marchi possono usare quei dati per creare contenuti originali, come nel caso di Spotify, che ha raccolto informazioni sul tipo di musica e sulle modalità di fruizione nei college americani, oppure, come ha fatto IBM, per offrire un contributo alla lotta contro il melanoma.

Dietro a ogni azienda c’è una storia di impegno
che merita di essere raccontata.

La prossima potrebbe essere la tua.
Perché non ne parliamo assieme?

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Nel maggio del 2017, il servizio di musica in streaming Spotify ha incrociato i dati raccolti dal sistema per creare un minisito interattivo in cui offrire una panoramica e una modellizzazione dei comportamenti di ascolto nei college americani. Nel sito si trovano informazioni sui generi preferiti, sulle Playlist scelte più di frequente e sui momenti preferiti per ascoltare della buona musica: un ritratto a tutto tondo dell’universo in cui opera il brand e, soprattutto, delle modalità di fruizione dei suoi consumatori più accaniti: i giovani.

IBM ha invece ideato un’intelligenza artificiale in grado di individuare il melanoma – uno dei tumori con più alto tasso di mortalità – con un’accuratezza superiore del 31% a quella dell’occhio umano. Watson è stato lanciato sulla spiaggia australiana di Bondi e ha esaminato più di 800 persone in una settimana, segnalando ogni potenziale rischio e consigliando ai pazienti a rischio di tumore alla pelle di effettuare ulteriori test.

Lo Storytelling che potenzia il Content Marketing: l’esempio di Land O’ Lakes

Pensare lo Storytelling come la naturale evoluzione del Marketing è un passo necessario per tutte le aziende che vogliono comunicare in maniere sempre più consapevole ed efficace. In particolare, il Content Marketing è strettamente correlato allo Storytelling aziendale, poiché entrambi concorrono all’obiettivo di costruire un nuovo tipo di rapporto con potenziali consumatori, clienti e portatori di interesse. Creare un ponte emotivo che permette di costruire fiducia duratura, come dimostrato dall’iniziativa SUSTAIN di Land O’Lakes, che mira a creare un network di agricoltori e rivenditori americani operativi nel settore agricolo per condividere esperienze, ragionare assieme sulla necessità di salvaguardare il pianeta e offrire contenuti utili: una piattaforma programmatica, si potrebbe dire, che mescola sapientemente Content Marketing e Storytelling aziendale.

Esempi di Video Storytelling: Samsung e GoPro

La prospettiva narrativa applicata al Marketing non passa necessariamente solo dai testi, anzi: ecco due esempi di Video Storytelling attraverso i quali è possibile apprezzare il potere dell’immagine all’interno del racconto di brand.

The Olympic Anthem

Il video di Samsung è stato lanciato in occasione delle Olimpiadi di Rio del 2016: The Olympic ‘Anthem’ è un’operazione di product placement  realizzata con così tanta maestria da tenere lo spettatore incollato allo schermo dal primo all’ultimo secondo. L’idea è potente: un inno universale realizzato con frasi prese dagli inni nazionali. Ok, lo smartphone con cui la ragazza protagonista del video è un Samsung, ma il punto forte del video rimane un messaggio di fratellanza e unione.

Fireman saves kitten

GoPro sceglie invece di non mostrare affatto il prodotto nel suo “Fireman saves kitten”: la videocamera è lo strumento con cui il video è stato girato, e permette di assistere a un momento emotivamente intenso: il salvataggio di un gattino dalle fiamme di un appartamento. Il pompiere entra nella casa, trova l’animale privo di sensi, lo porta via e lo rianima. Il tutto sotto l’occhio curioso ma mai invadente della GoPro, che diventa lo strumento indispensabile ma “leggero” per poter costruire le proprie storie e offrirne testimonianza agli altri, in ogni momento.

Esempi di Storytelling fotografico

La narrazione per immagini è una forma di Storytelling multimediale molto potente che sfrutta il potenziale comunicativo della fotografia. Tuttavia, in alcuni casi è la didascalia a contestualizzare meglio l’immagine e impedire qualunque fraintendimento e letture errate del contenuto iconico.

La didascalia deve aggiungere valore all’immagine, raccontando ciò che non è visibile, senza ripetere le informazioni che sono invece già presenti. Esiste poi anche un’altra possibilità, cioè che la foto sia accompagnata da una breve descrizione, più lunga, completa e organica delle didascalia. È necessaria, quindi, un’integrazione tra le due parti, immagine e testo, fino a renderle un tutt’uno, in grado di trasmettere al pubblico l’esatta sensazione provata da chi ha scattato la foto e ha scritto didascalia o descrizione.

Dove trovare dei validi esempi di fotogiornalismo? Come sottolinea questo post, i social media non sono sempre il canale più adatto, perché molti fotogiornalisti non hanno particolarmente a cuore la propria presenza online. Sul sito NOOR, per esempio, si possono trovare informazioni su molti fotogiornalisti, nonché i loro lavori dedicati ai temi più disparati; dal cambiamento climatico ai racconti di gioventù in Russia, dalle storie dei rifugiati siriani ai reportage di viaggio. Indipendentemente dalla realtà raccontata, il fotogiornalismo è una potentissima arma per raccontare il mondo, e quindi fare Storytelling fotografico, come spiega il fotografo americano Herb Snitzer in un suo intervento a TEDx.

Humans of New York: Storytelling e Social media

Nel 2010 il fotografo e blogger statunitense Brandon Stanton diede inizio al progetto “Humans of New York”, con l’obiettivo di offrire un ritratto della varietà di abitanti della Grande Mela attraverso 10.000 fotografie di uomini e donne di tutte le età. A distanza di quasi dieci anni, Stanton ha realizzato anche due libri fotografici, oltre a uno dei blog personali tra i più visitati al mondo, che raccoglie questa sorta di censimento fotografico in cui ogni immagine è corredata da un frammento di storia del protagonista. In più, Stanton ha realizzato delle gallerie tematiche dedicate ai rifugiati, ai detenuti, ai siriani che vivono negli Stati Uniti, fondendo quindi il bisogno di fare Storytelling e quello di creare un reportage collettivo della realtà e della quotidianità.

Nel corso del lavoro, infatti, Stanton ha spostato il focus dalle immagini ai racconti delle vite di ogni individuo, sfruttando le sue ottime doti di scrittura. Eppure il suo progetto avrebbe potuto essere uno dei tanti, se il fotografo non avesse capito l’importanza di utilizzare Facebook per farlo conoscere al pubblico, attraverso una pagina che ora conta più di 18 milioni di fan. Nel 2017, inoltre, sul social network è stata lanciata una serie di dodici filmati di 30 minuti ciascuno, in cui Stanton approfondisce il racconto dei personaggi che ha fotografato, parlando delle interviste che ha realizzato e delle vite di queste persone da lui immortalate.

Steve Jobs e lo Storytelling personale

Lo Storytelling può servire a raccontare se stessi: di fatto è la prima forma di Storytelling, quella nata quando abbiamo cominciato a dire “Io sono”.  Come ogni altra forma di comunicazione, anche questo tipo di narrazione deve partire dall’analisi del pubblico a cui è destinata. È qualcosa che tutti sperimentano nelle varie fasi di cui è composta la vita quotidiana, che – come aveva ben capito Erving Goffman – è una rappresentazione collettiva.

Anche per sviluppare uno Storytelling personale, pertanto, è necessario capire quali dovranno essere gli elementi centrali della storia, come dovranno intrecciarsi per dare il giusto movimento alla narrazione, cosa dovranno suscitare nel pubblico che l’ascolterà. La Piramide di Freytag è uno strumento utile per rispondere a queste domande: secondo questo schema, infatti, ogni narrazione è composta da sei dimensioni

  • Esposizione
  • Punto di rottura
  • Crescendo
  • Climax
  • Allentamento della tensione
  • Risoluzione

che devono avere il giusto equilibrio e respiro. Pur con i suoi limiti, dovuti a un’impostazione troppo classica per le necessità comunicative dell’era digitale, essa rimane un’ottima struttura di partenza ed è, per esempio, rintracciabile nel discorso tenuto da Steve Jobs nel 2005 presso l’Università di Stanford.

Steve Jobs quel giorno decise di raccontare al suo pubblico, studenti in procinto di laurearsi, tre diverse storie che lo riguardavano. In ognuna è possibile individuare le sei dimensioni narrative di Freytag, ma non solo: le tre storie sono a loro volta parti di un racconto più ampio che riassume i momenti più significativi della vita di Jobs, configurandosi di fatto come il grande testamento di uno dei più grandi uomini del ventesimo secolo.

Esempi di Storytelling digitale a scuola e nella didattica

Quasi tutti gli esempi di Storytelling descritti finora vedevano un brand o un prodotto (o servizio) alle prese con la necessità e il desiderio di farsi conoscere e apprezzare attraverso un’operazione di narrazione aziendale. Ma lo Storytelling è una realtà anche a scuola, dove viene utilizzato per rendere programmi didattici più interessanti e favorire apprendimento e socializzazione degli studenti della scuola primaria e secondaria.

Attraverso un progetto di Storytelling, è possibile quindi affrontare temi come il cyberbullismo, proprio come ha fatto negli Stati Uniti Judith Uhrig, che ha realizzato insieme ai suoi studenti una serie di video strutturati come un annuncio di pubblicità pubblica. Gli studenti hanno per prima cosa identificato il problema – per esempio, il cyberbullismo – e sviluppato lo storyboard per creare un video che raccontasse la dura realtà delle scuole americane e, di contro, gli esempi virtuosi di chi ogni giorno combatte una silenziosa battaglia per l’integrazione.

Pochi ma significativi dati statistici, immagini di ragazzi col cellulare e sui social media, le storie di molti di loro e la riflessione sulla violenza del bullismo a scuola e online sono gli ingredienti di uno Storytelling semplice, immediato, che parla un linguaggio facilmente comprensibile e, soprattutto, è in grado di rivolgersi direttamente ai ragazzi, perché è stato pensato proprio da loro.

Alcuni esempi di Data Storytelling: 100.000 Stars e New York’s Noisiest Neighborhoods

Già parlando del Brand Storytelling di IBM e Spotify era emersa l’importanza del dato, patrimonio di inestimabile valore per molte realtà. Ma i numeri non servono solo a promuovere un’azienda: in questi esempi di Data Storytelling, infatti, vengono utilizzati per creare uno strumento di divulgazione scientifica e una mappa contenente informazioni utili per i cittadini.

100.000 Stars, lo Storytelling dello spazio infinito

Le stelle hanno da sempre destato l’interesse dell’uomo: con strumenti sempre più complessi e tecnologici, nel corso del tempo è arrivato a scoprirne molti segreti e a definire una “mappa” dell’universo e del nostro sistema solare. Unendo grafica 3D a una enorme mole di dati scientifici, il sito 100.000 stars offre un vero e proprio tour tra le meraviglie del cosmo, con l’obiettivo di farci visualizzare le distanze in anni luce tra un oggetto celeste e l’altro, di comprendere la densità delle stelle e la nostra posizione nell’Universo.

New York’s Noisiest Neighborhoods, lo Storytelling che mappa il rumore di New York

Sulle pagine del New Yorker, Ben Wellington ha stilato una classifica dei quartieri più rumorosi partendo da alcuni dati quantomeno curiosi: le lamentele giunte dai lettori e le cause presentate dai cittadini. Questo gli ha permesso di compiere un’analisi precisa dell’inquinamento acustico della città di New York. New York’s Noisiest Neighborhoods si sviluppa come un’indagine, che parte dalle chiamate per segnalare rumori molesti e scende in profondità, analizzando la situazione in base ai giorni della settimana e agli orari, così da fornire un quadro il più completo possibile. Ecco quindi come partendo dai dati si possa sviluppare uno Storytelling che racconta le diverse sfaccettature del “rumore” in città, traducendo i numeri in informazioni concrete e fruibili attraverso la dimensione narrativa.

Clif Bar e Honest Tea: esempi di Storytelling nel settore Food

L’approccio del settore Food allo Storytelling si muove sempre più in direzione di un’informazione chiara e immediata sull’origine degli ingredienti e sulle garanzie offerte al consumatore, pur senza rinunciare a un’idea di marketing non convenzionale capace di rispondere alle richieste di un pubblico sempre più esigente rispetto a prodotti, ma anche al modo con cui vengono raccontati.  

“Dare voce ai produttori di cibo biologico” è l’idea alla base del video della statunitense Clif Bar,  inserito in una campagna basata sullo Storytelling, in cui il punto centrale è far conoscere i fornitori da cui l’azienda acquista le materie prime. Il racconto è incentrato su alcuni elementi forti, come la tradizione familiare, che le nuove generazioni di agricoltori stanno portando avanti pur senza rinunciare a elementi innovativi.

Il marchio Honest Tea’s ha lanciato nel 2012 la Web Serie intitolata “Origins” per raccontare ai consumatori la realtà delle coltivazioni biologiche e fairtrade utilizzate per i suoi ingredienti, come le piantagioni di Tè nero in India.

Lo chiamavano Jeeg Robot: un esempio italiano di Storytelling transmediale

Cambiano i tempi, cambiano i mezzi e cambiano le modalità non solo di comunicazione, ma anche di promozione dei prodotti, come per esempio quelli cinematografici. Lo Storytelling transmediale è infatti una modalità di organizzazione multipiattaforma del racconto. Un esempio italiano di Storytelling è legato all’uscita di Lo chiamavano Jeeg Robot, un vero successo che ha attinto da diversi immaginari – dall’anime giapponese all’hero movie – per creare un universo narrativo che si nutre delle contraddizioni di un mondo estremamente reale, come la Roma contemporanea. L’operazione di lancio del film si è accompagnata a quella di un sequel a fumetti, realizzato in collaborazione con Lucky Red, sceneggiato da Roberto Recchioni e disegnato dalla coppia Giorgio Pontrelli-Stefano Simeone, venduto poi in abbinamento a La Gazzetta dello Sport del 20 febbraio 2016. Un’operazione molto intelligente che ha saputo far convivere mezzi di comunicazione diversa, mettendoli al servizio della narrazione e del marketing del film.

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Piero Babudro | SegnaleZero®

Contenuti per aziende e brand. Strategie di comunicazione e marketing. Narrazioni d’impresa.

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Aiuto aziende, brand e professionisti a raccontarsi, far conoscere il proprio valore e distinguersi. Mi piacciono i progetti basati su rispetto, fiducia e concretezza, promossi da imprese che hanno a cuore l’innovazione e il cambiamento.

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