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Come coltivare il pensiero creativo


Come coltivare il pensiero creativo.

Definire il pensiero creativo è un compito piuttosto arduo. A riprova del fatto che non si tratta di un concetto facile da circoscrivere, ci sono i tanti punti di vista con cui la scienza ha studiato la creatività a partire dalla seconda metà dell’Ottocento e le tante definizioni che ne sono scaturite. 

D’altra parte è importante chiarire cos’è il pensiero creativo, altrimenti si rischia di continuare a usare questo termine in modo improprio e di perdere l’occasione di sviluppare un’abilità importante, il pensiero divergente, utile a tutti e in qualsiasi contesto. La creatività è una dote che tutti possediamo e che ciascuno di noi può perfezionare. Si tratta di un’abilità che non riguarda solo il settore artistico, come si potrebbe pensare, ma che può essere applicata a tutti gli ambiti della vita. 

Il pensiero creativo, infatti, ha a che fare con la capacità di connettere elementi differenti per creare qualcosa di innovativo, trovare soluzioni nuove e sperimentare strade mai battute. Parliamo di una competenza che sarà sempre più importante in futuro: per questo è giusto che le scuole comincino a dare più spazio alle tecniche grazie alle quali sviluppare il pensiero divergente di bambini e ragazzi, anche attraverso tecniche percorsi di Digital Storytelling.

Il pensiero creativo può essere potenziato attraverso specifici esercizi e corsi di scrittura creativa, ma anche leggendo libri che trattano dell’argomento e che offrono esempi pratici. 

Scopriamo di più su cos’è il pensiero creativo e su come svilupparlo.

Cosa si intende quando si parla di pensiero creativo?

Dare una definizione di creatività è tutt’altro che semplice. Si tratta di un concetto talmente sfuggente e sfaccettato, infatti, che è molto complicato (per non dire impossibile), imbrigliarlo entro definizioni fisse e precise. 

La stessa scienza, nel corso degli anni, ha fornito definizioni differenti fra loro, per non parlare dell’uso che viene fatto di questo termine nel linguaggio comune: le parole “creativo” e “creatività” vengono utilizzate in contesti molto diversi e spesso anche a sproposito, senza una reale consapevolezza del loro valore più profondo.

Il significato attribuito alla creatività si è evoluto molto nel tempo, da quando sono cominciati i primi studi in merito, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.  Lo sviluppo che ha vissuto questo concetto nel corso dei decenni, in seguito ai contributi dei vari psicologi e ricercatori, testimonia che siamo davvero di fronte a qualcosa di complesso e multidimensionale, che non può essere analizzato da un unico punto di vista e che non riguarda un unico ambito di studio. 

Cerchiamo quindi di capire meglio cosa si intende realmente con pensiero creativo.

Creatività: come si è evoluto il concetto nel corso del tempo

La parola “creatività” deriva dal latino, e la radice del termine (kar) proviene dal sanscrito. In sanscrito, infatti, kar-oti significa “creare”, “fare”, mentre kar-tr vuol dire “colui che fa”, “creatore”

Nel corso del tempo, il concetto di creatività è stato studiato da numerosi punti di vista e associato a vari aspetti della mente umana. Ha inoltre subito un’interessante trasformazione. Riassumendo e semplificando il percorso di ricerca, si è passati dal considerare la creatività come una dote in possesso di poche persone talentuose (dunque qualcosa di eccezionale) a ritenerla una caratteristica comune a tutti gli individui, che ciascuno può sviluppare e mettere in pratica in ambiti differenti. 

Per quanto riguarda l’uso dell’aggettivo “creativo” nel linguaggio comune, dagli anni ‘70 del secolo scorso il termine ha assunto significati che lo rendono sinonimo di parole come “fantasioso” e “inventivo”, tanto da diventare indicativo di una professione, quella del creativo nell’ambito di settori come Marketing, moda e design. In alcuni settori, tuttavia, la parola ha acquisito anche connotazioni negative per indicare qualcosa che si contrappone a logica e razionalità (pensiamo alla locuzione di “finanza creativa”, per fare un esempio). 

Quel che è certo è che spesso la creatività viene considerata ancora da molte persone come qualcosa ad appannaggio di pochi. Un talento innato, dunque, come intendevano i primi studi, che si ha o non si ha, e che inoltre riguarda ambiti circoscritti dell’esistenza, come l’arte. Avrebbe quindi poco senso parlare di pensiero creativo se si opera in contesti differenti. Niente di più falso.

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Pensiero creativo: una dote che tutti hanno e che possono mettere in pratica

Le contraddizioni che emergono dagli studi condotti negli anni ci fanno capire che non si può trattare il concetto di creatività in modo semplicistico e superficiale. La creatività è tutto fuorché qualcosa di piatto, schematico e unidimensionale

Una definizione molto significativa, che riassume il senso più profondo di creatività, proviene dal matematico Henri Poincaré: “Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili.

Il pensiero di Poincaré è molto interessante e tocca diversi punti importanti. Innanzitutto, questa definizione di creatività è valida per tutti i settori: arte, scienza e tecnologia. Sfatiamo dunque il mito che il pensiero creativo sia utile solo ad ambiti circoscritti della realtà. 

In più, dalla definizione di Poincaré deduciamo altri aspetti rilevanti:

  • Niente si crea dal niente. Il pensiero creativo si sviluppa a partire da qualcosa che esiste già, con lo scopo di dargli forme nuove.
  • Bisogna saper unire gli elementi giusti. Creatività significa saper mettere insieme elementi preesistenti, ma non elementi a caso: serve quindi la capacità di selezionare, tra quelli disponibili, gli elementi giusti da combinare. 
  • Le combinazioni devono essere nuove e utili. La combinazione prodotta deve essere nuova e utile, ossia funzionale allo scopo. 

Il pensiero creativo, quindi, è l’abilità di connettere elementi distanti fra loro per dare vita a nuove opportunità, strade, soluzioni. Significa superare il perimetro conosciuto, prendere le distanze dai percorsi prestabiliti e dalle idee comunemente considerate valide e razionali per realizzare qualcosa di diverso. 

La creatività fa parte di ciascuno di noi. Troppo spesso la ignoriamo, nell’errata convinzione di non possedere questa dote oppure di non aver alcun vantaggio nel potenziarla, quando invece sono tanti i benefici di sviluppare il pensiero creativo. Tutti gli ambiti della vita e tutte le professioni possono trarre giovamento da esso. 

Se poi lavoriamo nel campo del Copywriting per il Marketing, dunque scriviamo per vendere, perfezionare il pensiero creativo ci permetterà di migliorare il nostro stile di scrittura e di trovare soluzioni intelligenti ed efficaci per coinvolgere e persuadere i consumatori.

Allo stesso tempo, aprire la porta alla creatività è importante anche per coloro che scrivono per passione, ad esempio per connettersi con se stessi sfruttando le potenzialità terapeutiche della scrittura. Questo perché scrivere fa bene, soprattutto quando torniamo a usare carta e penna e utilizziamo la scrittura a mano

Naturalmente, per essere sviluppato appieno, il pensiero creativo necessita di un ambiente che ne favorisca il miglioramento e l’evoluzione, a partire dall’educazione scolastica, come vedremo.

Pensiero creativo, pensiero divergente, pensiero laterale: sono la stessa cosa? 

Il pensiero divergente è profondamente collegato al pensiero creativo e alla creatività in generale. Il pensiero divergente, infatti, riguarda la capacità di trovare soluzioni e strade alternative rispetto a un problema da risolvere, in particolare quando il problema non prevede un’unica soluzione corretta. 

È stato lo psicologo Joy Paul Guilford a differenziare e definire il pensiero divergente e il pensiero convergente. Il pensiero convergente, al contrario del divergente, si utilizza quando il problema prevede un’unica risposta definita e quindi dobbiamo adottare un approccio più lineare e razionale.

Lo psicologo Edward De Bono parla invece di pensiero laterale, intendendo una modalità di risoluzione dei problemi attraverso cui guardiamo la questione da risolvere da diversi punti di vista. Modalità che si contrappone al pensiero verticale (quindi razionale) e che ha lo scopo di individuare strade nuove rispetto a quelle solitamente battute. 

Come possiamo capire, pensiero divergente e pensiero laterale sono strettamente connessi al pensiero creativo, inteso come la capacità di trovare soluzioni alternative ai problemi, all’abilità di sviluppare dei percorsi innovativi.

Nonostante il pensiero divergente si contrapponga a quello convergente, e il pensiero laterale sia l’opposto di quello verticale, un pensiero non è migliore dell’altro: sono sistemi differenti, ma complementari, che consentono di guardare la realtà e di risolvere i problemi. Sta alla persona capire quando è il caso mettere in pratica l’uno o l’altro.

L’importanza di adottare il pensiero divergente nella scuola

Pensiero divergente e pensiero convergente, quindi, sono entrambi importanti. Tuttavia, la scuola ha sempre avuto la tendenza a dare maggiore priorità al pensiero convergente e razionale, rispetto a quello divergente. 

Si insegna agli studenti ad applicare il pensiero lineare e una serie di schemi e processi per raggiungere un’unica risposta, quella considerata corretta, ma non si offre ampio spazio al pensiero laterale. Così si cresce con l’idea che i problemi debbano sempre avere un’unica soluzione e che bisogna seguire delle regole precise per trovare la risposta giusta. In un simile contesto, le menti più fervide e creative spesso non vengono valorizzate a sufficienza.

Certo, certe situazioni richiedono un approccio razionale per essere affrontate correttamente, ma non è sempre così. La realtà non è sempre così. Difficilmente la realtà è lineare e prevedibile: a maggior ragione oggi. 

Il mondo in cui viviamo è complesso, ricco di opportunità e di cambiamenti repentini che non possono essere affrontati esclusivamente con il pensiero razionale. Alle future generazioni sarà sempre più richiesta la capacità di problem solving. Non solo sul lavoro, ma anche nella vita. Per questo la scuola dovrebbe insegnare a bambini e ragazzi a sviluppare il pensiero creativo: solo così, un domani, saranno in grado di cogliere le possibilità offerte, di superare gli ostacoli e di costruire valore per sé e per gli altri. 

Al contrario del passato, difficilmente le future generazioni si troveranno a svolgere lo stesso lavoro per tutta la vita: dovranno essere pronte a cambiare, imparare nuove nozioni, trovare soluzioni differenti. Ed è qui che entrerà in gioco il pensiero divergente. Allo stesso tempo, anche le aziende avranno sempre più bisogno di risorse capaci di pensare “fuori dagli schemi” per sopravvivere in un mondo sempre più competitivo. Il pensiero creativo, quindi, è la competenza del futuro. Una competenza di base che tutti dovranno saper applicare per adattarsi ed evolversi in una realtà imprevedibile e in continuo cambiamento.

Perché lo Storytelling è decisivo per insegnare a essere creativi

Uno strumento che in ambito educativo può stimolare gli studenti, in particolare della scuola secondaria, a sviluppare il pensiero creativo è lo Storytelling. 

Lo Storytelling, ossia l’arte di costruire storie e dispositivi narrativi, aiuta a creare quelle connessioni neurali fondamentali per:

  • creare associazioni e metafore attraverso il racconto;
  • memorizzare meglio i concetti;
  • sviluppare immaginazione e creatività;
  • trovare soluzioni semplici a problemi complessi

Lo Storytelling nella didattica, dunque, favorisce il processo di apprendimento, lo rende più coinvolgente, permette di superare la didattica di tipo verticale e di acquisire abilità trasversali preziose come, appunto, il pensiero creativo. 

Come coltivare il pensiero creativo: consigli ed esercizi

Educare al pensiero creativo è possibile a qualunque età. Per farlo, però, bisogna sfatare alcune false credenze che tendono a bloccarci, per esempio:

  • bisogna prendere atto del fatto che spesso non esiste un’unica risposta a un problema;
  • non dobbiamo scartare un’idea solo perché diversa da quanto si è sempre fatto o perché apparentemente bizzarra;
  • bisogna dimenticare la paura di sbagliare: è del tutto normale fare degli errori prima di trovare la soluzione giusta.

Vediamo ora alcuni consigli ed esercizi utili a sviluppare il pensiero creativo

Brainstorming

Consiste nel riunire tutte le persone coinvolte nel progetto e lasciare che ognuna di esse esprima liberamente le proprie idee senza censure. In questa fase dobbiamo stimolare le persone a essere spontanee, anche se le loro idee appaiono strane e infattibili: ci sarà tempo durante la fase successiva per prendere in esame tutte le proposte e valutarne la reale efficacia.

La tecnica dei sei cappelli

Si tratta di un metodo ideato dal già citato Edward De Bono. Serve a distaccarsi dagli schemi di pensiero a cui si è abituati: ogni cappello, infatti, rappresenta un punto di vista diverso da cui osservare un problema, ci porta a rivestire un ruolo differente e ad abbandonare il nostro modo di pensare per guardare la realtà da un’altra angolazione. 

Distaccarsi dal problema

Talvolta, prendere le distanze dal problema rappresenta l’opzione migliore per trovare la soluzione. Quando smettiamo di focalizzarci su di esso, infatti, la mente continua comunque a lavorarci, anche se non ce ne rendiamo conto: questo può portare a intuizioni improvvise e inaspettate. 

Mappe mentali e altri esercizi

Le mappe mentali sono la rappresentazione grafica del pensiero e sono efficaci perché stimolano i processi mentali e lo sviluppo di nuove connessioni.

Altri esercizi interessanti sono, invece, inventare un nuovo utilizzo a oggetti di uso comune o scrivere un breve racconto a partire da alcune parole.

Frequentare corsi di scrittura

Chi desidera far emergere il proprio potenziale creativo, in particolare nella scrittura, può trovare inoltre un supporto prezioso nei corsi di scrittura di SegnaleZero

Sto parlando del laboratorio di scrittura e del corso di scrittura creativa Pensa.Scrivi.Diventa., due percorsi formativi nati per aiutare a sviluppare la creatività. 

Grazie a un approccio alla scrittura consapevole, infatti, è possibile mettere in pratica la scrittura creativa, intesa come quel momento in cui siamo presenti nel qui e ora, e scriviamo lasciando scorrere libero il flusso di pensieri. È in questo momento, in cui la scrittura diventa un momento di meditazione, che possiamo davvero aprire le porte al nostro potenziale creativo. 

Si tratta di un approccio formativo frutto di oltre 20 anni di esperienza nella scrittura che attinge a piene mani da saperi differenti, tra cui scrittura terapeutica, meditazione, relazioni essenziali, dinamiche vitali e discipline olistiche, tutti appartenenti al mio bagaglio culturale. 

Sono percorsi indicati sia a chi lavora con la scrittura (ad esempio Web Writer e Copywriter) sia a chi vuole iniziare a scrivere per godere dei benefici che questa attività può dare a livello psico-fisico.

5 libri su creatività e pensiero laterale

Chi volesse approfondire il tema del pensiero creativo, può trovare diversi libri che trattano l’argomento e che propongono anche degli esercizi per stimolare il pensiero laterale. Eccone alcuni.

Dick Swaab – Il cervello creativo

Nel suo libro Il cervello creativo il neurobiologo Dick Swaab spiega come la creatività e l’ambiente in cui viene sviluppata possono incidere su aspetti della nostra vita come salute, malattia, fallimenti, successi, felicità. Attraverso scoperte scientifiche recenti il libro cerca di indagare il funzionamento del cervello, in particolare analizzando cosa sia la creatività, come possa essere stimolata e in che modo l’ambiente possa funzionare come “medicina” sulla mente. 

Edward De Bono – Il pensiero laterale

In Il pensiero laterale, Edward De Bono illustra una serie di tecniche utili a sviluppare un modo diverso di pensare, ossia il pensiero laterale. Secondo lo psicologo maltese, infatti, il pensiero razionale non permette l’invenzione, ma solo l’elaborazione successiva di qualcosa che è stato inventato. Il pensiero laterale, dunque, si pone come essenziale per l’elaborazione di nuove idee.

Edward De Bono – Creatività e pensiero laterale

Nel volume Creatività e pensiero laterale, sempre di Edward De Bono, possiamo trovare una serie di esercizi pratici ed esempi concreti utili a educare il pensiero laterale e a guardare un problema da molteplici punti di vista.

Yamada Takumi – Come avere idee fantastiche

Come avere idee fantastiche di Yamada Takumi è una preziosa raccolta di efficaci tecniche di brainstorming e di elaborazione di idee, usate anche da aziende del calibro di Apple e Microsoft. Grazie a esse è possibile migliorare la propria creatività e utilizzarla per ideare nuove soluzioni e prodotti, per esempio. Nel libro si parla anche degli studi riguardanti la parte più creativa del nostro cervello e dei principi di lavoro di personaggi geniali, da Albert Einstein a Steve Jobs. 

Jocelyn de Kwant – Creative flow 

Creative flow di Joycelyn de Kwant offre 365 esercizi ispirati alla Mindfulness che aiutano a liberare la mente e a rilassarsi. Consente di immergersi in attività quotidiane che permettono di migliorare la concentrazione, l’equilibrio e il benessere personale come scrivere, osservare la natura, disegnare e scarabocchiare.

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