Tecniche di copywriting per i social media


Rapidità, scelta delle parole giuste, voglia di mettersi in gioco e immaginare ogni contenuto come un ponte verso una relazione umana con il lettore. La scrittura per i social media richiede tutto questo e ci ricorda che piattaforme come Facebook, Instagram, LinkedIn e Twitter ci offrono possibilità gigantesche di entrare in contatto con clienti e persone interessate a quanto abbiamo da dire.

Tutto sta a come lo si fa. Un post che non sfrutta al massimo le potenzialità dei social network rappresenta una perdita di tempo per chi lo legge e un danno per chi lo pubblica. Le tecniche di Copywriting servono, ma fino a un certo punto. Occorre tanta pratica, e il primo consiglio che posso dare è il seguente: quando dovete scrivere testi per i social network, immaginate di essere uno speaker radiofonico che deve preparare un testo per la sua trasmissione radiofonica. Aiuterà moltissimo la vostra capacità di lavorare sul ritmo e sulla velocità delle parole, permettendovi di confezionare un testo privo di attriti e molto fluido. Adatto, insomma, a una comunicazione veloce e di impatto come quella dei social media.

Questo è solo uno dei consigli che do quando aziende o liberi professionisti mi chiedono una consulenza su come migliorare la loro comunicazione digitale. Secondo me è un suggerimento molto importante e utile, che facilita particolarmente il compito di scrivere in modo efficace e incisivo.        

Esistono poi altre regole comuni e tecniche di scrittura social che valgono per tutti i canali social, al di là delle differenze tra una piattaforma e l’altra. Ma ora spazio alla mia guida di scrittura per i social media. Iniziamo!

Digital copywriting per i social network. Guida alla scrittura digitale.

Come scrivere per i social media: le regole generali

Vi sono dei consigli che valgono per tutte le piattaforme, valide per scrivere post per Facebook, Instagram e per tutti gli altri social media. Tutti hanno un impatto diretto o indiretto sulla scrittura: in ogni caso noterete che alcuni rappresentano tecniche di scrittura vere e proprie, mentre altri toccano più da vicino il salto di mentalità e approccio alla scrittura digitale che viene richiesto a un Copywriter, a un Web Writer o a un Web Editor. Nel mio manuale di scrittura creativa, li ho divisi in Prassi e Atteggiamento. Vediamoli assieme:           

Non scrivere per vendere

È vero, ogni strategia di marketing si pone tra gli obiettivi anche quello di incrementare le vendite di un prodotto o servizio, e nel caso del Content Marketing utilizza i contenuti per costruire una relazione di valore con il proprio interlocutore. Questo però non vuol dire che il Copywriter si debba trasformare nell’addetto alle televendite per iscritto. Nessun utente trascorre tempo sui social network alla ricerca di un catalogo o di un spot pubblicitario. Pertanto, quando si scrive una pagina Facebook o per un profilo Instagram, eliminiamo per quanto possibile dal nostro vocabolario il linguaggio pubblicitario.   

Nel dubbio, optare per testi brevi

La lunghezza di un post dipende dal contesto e dal tipo di messaggio. Ma una cosa è certa: in media i post brevi e coincisi stimolano un più alto livello di coinvolgimento dell’utente. Se le circostanze richiedono un post un po’ più lungo, cerchiamo almeno di restare dentro il numero di caratteri oltre al quale la preview “taglia” il testo. E, in ogni caso, inseriamo un’immagine curiosa che possa accendere l’attenzione.

Restiamo umani

I social media sono stati pensati e realizzati per connettere le persone, creare reti virtuali e community. Che impatto ha tutto ciò sul Copywriting? Presto detto, è fondamentale scrivere con l’obiettivo di tessere relazioni significative con i nostri lettori. Spazio quindi a emozioni, purché non artefatte e facilone, ma anche a tutto ciò che aiuta gli utenti a capire che dietro a un’azienda ci sono delle persone.

Il destinatario va collocato al centro del nostro mondo

Prima dicevo che le tecniche di Copywriting non sono tutto. Ecco, qualsiasi stile di scrittura, anche il più efficace, rischia di fallire miseramente se ci si dimentica che il cuore della faccenda è rappresentato dalle istanze, dai bisogni e dalle necessità pratiche dei nostri lettori, utenti e portatori di interesse. Pertanto un contenuto deve fornire informazioni utili, promettere dei benefici per chi risponderà alla call to action, mantenere questa promessa, divertire, intrattenere. Possibilmente, tutto nello stesso spazio di poche righe.   

Cercare di allungare la vita alle notizie

Ogni cosa ha un ciclo di vita. Anche i contenuti, ed è brevissima. Lo sa bene il Content Strategist che fa di tutto per garantire alle informazioni prodotte dalle aziende clienti un ciclo di vita lungo e fruttuoso. In un periodo variabile di tempo, infatti, un post tende a sparire da bacheche e home page. Per questo motivo, è fondamentale trovare il modo di allungare la vita della notizia a monte. Come? Le strade sono mille: la prima è sempre fare dei test A/B per capire quale tono di voce viene apprezzato di più dai nostri lettori. In seconda battuta, è possibile modificare il testo di un post, cambiare orario di pubblicazione, aggiornarlo o scrivere un secondo post a supporto della stessa notizia, magari sottolineando aspetti che prima – per fretta, calcoli sbagliati o disattenzione – erano stati trascurati.

Ispirare gli utenti

Ogni contenuto non è rappresentato solo dalla notizia in sé o dal fatto che si vuole rappresentare. Il suo valore più grande sta nella capacità di ispirare, far prendere posizione, convincere. Pertanto, è necessario lavorare in questa direzione: stimolare le passioni di utenti e lettori, avvicinarsi a loro e connettersi con il pubblico. Non dimentichiamolo mai, i social media richiedono una scrittura di tipo relazionale. Occorre molta creatività e voglia di mettersi in gioco: le idee per scrivere non tarderanno ad arrivare. Come coltivare questo aspetto della propria personalità? Il mio consiglio è affidarsi a un buon corso di scrittura creativa.

Cos'è il social copywriting e come scrivere contenuti efficaci per i social network.  

Social Copywriting: 5 consigli fondamentali per scrivere in modo efficace  

Ok, scrivere contenuti per i social media significa imbastire relazioni virtuose: ma non dimentichiamo che stiamo pur sempre parlando di una forma di scrittura persuasiva. Lo spazio è poco, il tempo dei lettori è minimo: sui social network, più che altrove, è necessario sfruttare al massimo ogni possibilità di entrare in contatto con la parte più emozionale e irrazionale delle persone. Il rischio è quello di produrre una comunicazione frettolosa, che parla per slogan e stereotipi, e non è un caso se dopo l’avvento dei social media la comunicazione politica abbia intuito da subito le potenzialità di canali che, se utilizzati con poco criterio, distraggono e portano a conclusioni affrettate. Detto questo, ecco 5 consigli fondamentali per tutti coloro che desiderano scrivere sui social con maggiore efficacia:

  • Tagliare le parole superflue. Sui social media la lettura è molto veloce. Essenziale pertanto non dilungarsi, coltivare la sintesi ma, allo stesso tempo, non scrivere telegrammi.
  • Non accontentarsi della prima versione. Non è detto che un post sia perfetto alla prima stesura. I copy professionisti scrivono e riscrivono titoli, tagline, slogan e contenuti decine di volte, fino a trovare la formula perfetta.
  • Attenzione ai verbi passivi. Rischiano di diminuire la forza delle parole, anche se a volte possono contribuire a sottolineare l’elemento relazionale di un contenuto. Mi spiego: “Siamo stati premiati con il riconoscimento XY” pone l’accento su chi compie l’azione, ossia su chi ha assegnato il premio. È un elemento di fiducia. Al contrario, “Abbiamo vinto il premio XY” sottolinea il protagonismo del vincitore. Le frasi attive pongono l’accento sulle nostre responsabilità ma anche sui nostri meriti. Le frasi passive rafforzano il contesto. Quando farne a meno e quando no?
  • Scrivere contenuti appassionanti. Come sottolinea Joe Massengill di OutboundEngine, scrivere per i social media è una lotta per l’attenzione. Per vincerla occorre rispondere alla domanda che tutti gli utenti si pongono inconsciamente quando fanno login o cliccano sull’App: “C’è qualcosa di utile per me?”. Ogni contenuto che scriviamo deve arricchire e cambiare in meglio la giornata di chi lo leggerà, altrimenti è rumore di fondo. Questa è una regola fondamentale.
  • Niente parole ambigue o evasive. Vi sono molto parole che, se inserite nel contesto sbagliato, sottraggono significato invece di aggiungerne. Il poco spazio di un post non è il luogo dell’indecisione. Allo stesso tempo, occorre trovare un equilibrio tra le affermazioni certe e l’eccessivo sfoggio di sicurezza.

Guida ai social media per copywriter.

Come scrivere un post perfetto per i social media

Prima di tutto una domanda: esiste il post perfetto? Certamente no, ma esiste la pratica che consente di migliorare continuamente. Un contenuto pensato per i social media deve essere breve, chiaro e trasparente. Qualcosa che, per impatto emotivo e qualità della notizia presentata, spinge automaticamente gli utenti a condividerlo con amici e follower. Perché è da questa forma di advocacy del brand che nasce ogni promessa di relazione virtuosa con i nostri lettori e, nel caso delle aziende, potenziali clienti. Come abbiamo detto, non esiste una ricetta valida sempre e in tutte le condizioni, ma tanti buoni consigli che permettono di crescere e affinare la propria capacità di scrivere un post che si lasci leggere con piacere e stimoli la discussione o la condivisione.     

Comunicare valore

L’utilità di un post è cruciale, perché ogni relazione fruttuosa sui social network nasce dalla promessa di un beneficio. Se questo beneficio è chiaro, lettori e utenti potranno decidere di intervenire nella discussione e di rendere altre persone partecipi del messaggio.

Sottolineare i meccanismi identitari degli utenti

Nonostante si dica il contrario, le persone amano essere inquadrate in determinati schemi e modelli. C’è chi si definisce “gran lavoratore”, chi “ribelle”, chi “intellettuale”. Vi siete mai chiesti come vuole essere definito e riconosciuto il vostro pubblico? E qual è il ruolo della riprova sociale nella costruzione di una community digitale? Bene, è un buon modo per cominciare a parlare la lingua dei propri interlocutori.

Condividere un messaggio ed esprimere un’opinione

A suon di pensare ai contenuti, abbiamo perso di vista i messaggi. Il messaggio è quella cosa che lega le persone sulla base di un punto di vista, di un più grande senso di appartenenza. Nasce invariabilmente da un punto di vista. Pertanto, la comunicazione sui social media – nonostante il poco spazio a disposizione – deve poggiare su opinioni suffragate dai fatti e costruire messaggi. Solo così è possibile aumentare la propria visibilità presso un pubblico interessato a quello che abbiamo da dire.

Evidenziare l’appartenenza a un gruppo

Le persone amano sottolineare la propria identità, e questa spesso nasce dall’appartenenza a un gruppo sociale ben preciso: si chiamano “comunità di scopo”, e possono anche essere organizzare attorno a una pagina Facebook o a un profilo Instagram. Altrimenti, perché dovremmo seguire gli influencer? Perché ci piacciono le persone famose solo per il fatto di essere famose e di scattare una marea di selfie? Certo che no. Lo facciamo perché non sopportiamo l’idea di essere esclusi da qualcosa. Pertanto, è molto importante sottolineare lo spirito di appartenenza a un gruppo sociale. Lavorate su questo aspetto, i vostri contenuti miglioreranno e le metriche dei vostri canali social ringrazieranno.

Cercare la massima coerenza tra copy, immagini e risorse linkate

Ok, in questo post si parla di scrittura per i social media. Ma le parole sono sempre associate a immagini, a link o a call to action che devono portare l’utente a fare qualcosa. Per questo motivo è fondamentale che tutti questi elementi lavorino all’unisono, creando un’esperienza che vale la pena vivere. Fare il contrario significa deludere le aspettative di lettori e utenti, e non è il massimo. La stessa coerenza ci deve essere tra copy e contenuto visuale del post. Guardate cosa ha fatto l’emittente ESPN per celebrare il conto alla rovescia verso l’inizio della stagione NFL. Ogni giorno un’immagine diversa in cui il numero di maglia del giocatore coincide con i giorni mancanti all’inizio del campionato di football americano. Geniale, come tutte le soluzioni semplici.   

 La strategia di copywriting di ESPN in occasione di NFL, basata sul gioco tra le parole, i numeri e il numero di maglia del giocatore inquadrato.

Come scrivere il post perfetto per Facebook

Dopo aver analizzato le tecniche di Copywriting generali per scrivere in modo efficace sui social media, passiamo all’analisi delle singole piattaforme. Per ognuno dei canali disponibili, scrivere contenuti di qualità non è banale. Abbiamo mille possibilità a disposizione e non sempre è sufficiente affidarsi a esercizi di scrittura creativa per migliorare e ottenere così l’effetto sperato.

Partiamo da Facebook. Scrivere in modo efficace per una fan page o un gruppo significa avere ben presente le regole e le limitazioni di questo social network, che negli anni ha affinato i propri algoritmi nel tentativo di mostrare agli utenti solo i contenuti che valgono davvero.

Esiste il post perfetto per Facebook? Non credo, ma ci sono alcuni consigli utili per tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questa idea. Vediamoli assieme.

Regole e consigli su come scrivere il post ideale per facebook.

La lunghezza ideale di un post su Facebook

Facebook non è un blog aziendale, questo è chiaro. Pertanto nessuno sta cercando testi troppo lunghi o articolati, cosa che invece su un blog avviene piuttosto di frequente. Niente long form content, quindi: molto meglio partire dalle abitudini di lettura degli utenti. Che, secondo una ricerca di qualche anno fa, si aspettano di trovare una risposta in pochissimi minuti, spesso secondi. Questo pone l’attenzione sull’incipit di un post. La prima frase, in particolare, deve essere in grado di catturare l’attenzione del lettore e di portarlo naturalmente a porre attenzione al resto del post. Il tutto, chiaramente, senza tradire le promesse del contenuto stesso: niente frasi a effetto che si concludono in niente, altrimenti lo perdiamo. Molto meglio utilizzare il poco spazio a disposizione per organizzare il testo secondo una versione microscopica della piramide rovesciata che rispetti precisi parametri di lunghezza.

I post organici più brevi di 80 caratteri di lunghezza (spazi compresi) di solito hanno un impatto più ampio del 66%. I post con meno di 40 caratteri registrano le performance migliori in termini di ingaggio con gli utenti. Solo il 5% dei post organici pubblicati da brand del settore Retail rispetta questi parametri: tuttavia raccoglie l’86% delle reazioni.

I post sponsorizzati devono essere più brevi di quelli organici. Titolo secco – al limite delle 4-5 parole – e una descrizione non superiore alle 20 parole. In questi casi la capacità del Copywriter di dire ciò che conta in poche parole è cruciale.

Inserire un link in un post Facebook

C’è poi un tema molto interessante. Inserimento del link: sì o no? Se n’è parlato molto, anche tra addetti ai lavori. Gli algoritmi di Facebook penalizzano ogni post che contenga un link che fa uscire l’utente dal social network, pertanto molti social media manager hanno iniziato a inserirlo nel primo commento. Ma quanti utenti andranno davvero tra i commenti a caccia di un link da seguire? Il mio consiglio è quello di continuare a inserire i link nei post. O, prima di tutto, di strutturare un piano editoriale equilibrato, fatto di contenuti che trattengono l’utente sulla pagina Facebook e di altri che invece lo fanno atterrare altrove, sul nostro sito, sul blog o su una landing page.   

Privilegiare la qualità e organizzare di conseguenza il piano editoriale

Facebook sta cambiando e non è più una bacheca dove pubblicare di tutto, certi che il nostro contenuto verrà amplificato. Anzi, è vero il contrario. EdgeRank penalizza fortemente la visibilità organica dei post pubblicati da pagine aziendali, e l’ha portata a zero. Meglio quindi organizzare un piano editoriale per i social media caratterizzato da pochi contenuti, maledettamente interessanti. Quanti? Non c’è una risposta univoca, ma con diversi clienti ho avuto soddisfazioni con un massimo di 2 post a settimana. Tutti sponsorizzati con Facebook Ads, chiaramente.

Utilizzare le immagini nei post per comunicare bene

Le statistiche parlano chiaro: i post accompagnati da un’immagine guadagnano mediamente il 104% di commenti e di condivisioni in più. Più nello specifico, è meglio pubblicare foto orizzontali, guardando soprattutto alle esigenze degli utenti Mobile; è inoltre consigliabile utilizzare una sola immagine per ogni post, evitando laddove possibile di pubblicare fotografie prese da stock di bassa qualità e impersonali.

Come scrivere un post efficace su Instagram.

Come scrivere il post perfetto per Instagram

Come si fa a scrivere un post efficace per Instagram? E quali sono le differenze rispetto a quanto abbiamo detto per Facebook? Vediamole assieme.

Porre la massima importanza alla scrittura del copy

Certo, Instagram è il social network delle immagini, e proprio per questo motivo molti tendono a trascurare l’importanza del testo che le accompagna. Questo è un errore, secondo me, perché studiare attentamente il messaggio testuale da abbinare alla foto è un ottimo modo per incorniciarla (metaforicamente) e fornire una chiave di lettura altrimenti più vaga. Il testo può aggiungere del valore a un post che, altrimenti, potrebbe passare praticamente inosservato.

Qual è la lunghezza ideale di un post su Instagram? Dai 138 ai 150 caratteri spazi compresi.

Parlare con un tono di voce non impersonale

Probabilmente Instagram è il social network sul quale i contenuti impersonali fanno la fine peggiore, ignorati da pubblico e utenti. Per questo motivo è importante non snaturare lo stile di comunicazione che, sì, deve adattarsi alle esigenze del canale, ma non può risultare artefatto o troppo diverso da quello utilizzato su altri canali. In tutto questo, le informazioni principali vanno inserite per prime, onde evitare che la preview “tagli” informazioni cruciali. Anche in questo caso, la struttura a piramide rovesciata – ossia, le informazioni principali vanno per prime, e poi a seguire tutto il resto – è fondamentale.    

Usare gli Emoji per indirizzare lo sguardo degli utenti

L’interfaccia di Instagram mette in risalto le immagini, non certo le caption sottostanti. Per questo motivo se l’obiettivo è indirizzare lo sguardo su una precisa parola chiave, su una data o su un riferimento alla tua biografia, consiglio di usare in modo saggio e oculato gli Emoji.

Usare gli hashtag in modo intelligente

Nessuno ci obbliga a inserire gli hashtag in ogni singolo post di Instagram. È però certo che questi elementi, se utilizzati nel modo giusto, possono aiutare a guadagnare più follower e maggiore visibilità. Il primo consiglio, da questo punto di vista, è quello di non limitarsi a inserire una lista di hashtag in fondo al post, ma di utilizzarli in modo sensato all’interno del testo. Possibilmente non utilizzare solo gli hashtag più popolari, meglio sforzarsi di capire se quelli di nicchia possono rivelarsi altrettanto utili. E non esagerare con gli hashtag, altrimenti sembra spam: 5-10 hashtag possono essere più che sufficienti.

Come scegliere gli hashtag Instagram giusti? Tra le tante App che ho provato, mi sento di consigliare LeeTags, disponibile su Google Play e iTunes.

Scrittura creativa per i social media.

Come scrivere un tweet efficace

Apriamo la parentesi dedicata all’arte di scrivere post per Twitter, la piattaforma che ha insegnato a tutti che, quando si deve scrivere per il Web, la sintesi è tutto. Vediamo quindi quali sono le regole e i consigli da tenere a mente per scrivere un tweet capace di farsi ricordare e di invogliare gli altri utenti a interagire.

L’importanza di scrivere un tweet breve

Da sempre il limite di un tweet è di 140 caratteri, di recente portato a 280. Questo non vuol dire che si debba per forza usare tutto lo spazio a disposizione. È vero il contrario, i tweet più efficaci restano quelli attorno ai 100 caratteri. Non è un caso, infatti, se una recente analisi ha dimostrato che pochissimi tweet superano i canonici 140 caratteri, pur avendo a disposizione il doppio dello spazio. Per mantenersi attorno ai 100 caratteri consiglio a tutti di immaginare ogni tweet come il titolo di una breaking news. Aiuta molto la capacità di sintetizzare i concetti.

È importante immaginare ogni tweet come il titolo di una notizia che vuoi condividere con la tua community. Aiuta moltissimo la sintesi e la capacità di scrivere in modo più incisivo e convincente.

Usare gli hashtag in modo strategico

Come scriveva qualche anno fa Evelina Jankauskyte sul Guardian, “Don’t just hashtag anything”. Il fatto che sia stato proprio Twitter a introdurre gli hashtag nelle nostre vite non significa che è obbligatorio usare questo strumento con troppa generosità o, peggio ancora, a casaccio. Meglio quindi non esagerare nell’inserimento degli hashtag, anche perché l’intento di cercare visibilità a tutti i costi sarebbe evidente e potrebbe far storcere il naso a più di un utente.

Porre le domande nel modo giusto

Pensare a una strategia di content marketing significa porre sempre al centro dei nostri pensieri gli utenti e il loro bisogno di testi informativi. Su Twitter, però, di tanto in tanto è molto efficace fare il contrario, chiedendo delle informazioni ai propri follower, così da creare automaticamente un alto livello di interesse e partecipazione.

Il tempismo è tutto

Anche il più efficace dei post potrebbe finire per passare inosservato nell’ora di punta, così come potrebbe perdere la propria audience se postato troppo presto o troppo tardi. Evelina Jankauskyte consiglia alle aziende di twittare 14 volte al giorno, con una distanza massima di 1-2 ore da un tweet all’altro: dopo un mese si potrà avere una visione piuttosto chiara circa la relazione tra orari di pubblicazione e livello di engagement.

Il numero perfetto di tweet da pubblicare quotidianamente? Secondo alcuni è 14. Tu che ne pensi? Dimmelo nei commenti.

Utilizzare immagini, video e GIF nei tweet

É dimostrato che i tweet accompagnati da immagini hanno un click through rate più alto del 18% rispetto ai tweet meramente testuali. Mentre i tweet con video, con gif e con meme riescono a raggiungere risultati fino a 6 volte superiori.

H3 Twittare con personalità

Non tutti i tweet possono essere entusiasmanti. Non tutti possono consegnare al pubblico un contenuto esplosivo. Prima o dopo, per esempio, arriva per tutti i social media manager il momento in cui il cliente chiede di sponsorizzare il nuovo servizio dell’azienda o una categoria dell’Ecommerce aziendale. Noioso? Banale? Molto probabilmente sì. Tutto sta a come si scrive il tweet: si può essere personali senza scadere nello spot pubblicitario travestito da tweet.

Come scrivere il tweet perfetto

Ann Smarty ha scritto un post su Entrepreneur che ci illustra le caratteristiche ideali di un contenuto scritto per Twitter. Siccome le condivido appieno, mi permetto di segnalarle qui di seguito, traducendole e riassumendole.

Il tweet perfetto è coinvolgente.

Inserisci dei numeri interessanti nel tuo tweet, poni delle domande, esprimi un’opinione personale su una questione controversa: questi sono i migliori metodi per alzare il livello di ingaggio.

Il tweet perfetto fa riferimento a un trend.

Un fatto di cronaca, un evento mediatico, una manifestazione sportiva con una grande eco: per realizzare un tweet efficace talvolta è sufficiente agganciarsi a uno dei trend del momento in modo intelligente. In rete esistono molti strumenti per restare costantemente aggiornati sui trend più importanti: uno di questi è DrumUp (che permette di fare anche molte altre cose interessanti).

Il tweet perfetto è sempre accompagnato da un’immagine.

Uno studio pubblicato da Search Engine Watch ha analizzato i contenuti che generano più engagement su Twitter: gli hashtag si piazzano ultimi, mentre le immagini accompagnate da un URL primeggiano sul resto. Questi dati ci dimostrano che è arrivato il momento di utilizzare Twitter come canale di comunicazione visiva e non solo testuale.

10 consigli per scrivere su LinkedIn in modo efficace

Chiudo questo lungo post parlando di LinkedIn. Un social network che, se la devo dire tutta, ha sempre suscitato in me sentimenti contrastanti. È vero che permette di dare alla propria comunicazione un taglio più orientato al business e al confronto con altri professionisti, ma è anche vero che – se parliamo di Advertising digitale Facebook performa molto meglio. Credo inoltre che LinkedIn dia il meglio di sé quando viene utilizzato in prima persona dal management aziendale. In ogni caso, è un buon canale di comunicazione e marketing, per cui conviene sapere quali sono le tecniche di Copywriting più corrette per scrivere su LinkedIn in modo efficace. Vediamole assieme:

Su LinkedIn la scelta dell’argomento è fondamentale.

È una rete professionale, composta da persone dotate di precise competenze nel proprio settore di riferimento. Ciò significa che è necessario scegliere argomenti che si conoscono molto bene. Approfondirli evitando inutili tecnicismi rende più facile essere riconosciuti come esperti in materia.

Essere professionali, MA appassionati. Perché, prima che professionisti, siamo esseri umani.

Ogni singolo post su LinkedIn deve comunicare alla rete la professionalità di chi lo ha scritto. Questo non significa che gli aggiornamenti debbano essere freddi, tecnici e impersonali. Al contrario: più passione si riesce a mettere nel testo dei post, maggiore sarà la probabilità di far colpo sugli altri utenti.

Scegliere le immagini giuste è fondamentale.

Non c’è alcun dubbio: l’aggiunta di fotografie e di infografiche può non solo rendere un post più intrigante, ma anche aiutare a spiegare meglio concetti particolarmente complessi.

È importante scrivere con regolarità.

Questa non è esattamente una tecnica di Copywriting, ma è pur sempre un consiglio estremamente utile: per avere maggiore visibilità è necessario espandere la propria rete. E affinché questo avvenga è necessario pubblicare post con un certo ritmo.

Le informazioni prima di tutto.

Più che su altri social network, gli utenti di LinkedIn cercano informazioni, approfondimenti e dati utili a business o carriera. È a questa tipologia di contenuti che si deve puntare maggiormente se si vuole avere successo su LinkedIn.

 La lunghezza ideale di un contenuto pensato per LinkedIn

Ecco di seguito il numero di caratteri ideali per i principali testi che possono essere ospitati su LinkedIn. Si tratta di valori non assoluti e definitivi, ma tratti dall’esperienza, per cui il consiglio è sempre quello di provare, sbagliare, capire e migliorare.

La lunghezza ideale di uno status update su LinkedIn? Tra i 50 e i 100 caratteri spazi compresi.

La lunghezza ideale del titolo di un post? Tra i 40 e i 49 caratteri spazi compresi.

La lunghezza ideale di un Article? Tra le 1.900 e le 2.000 parole.    

Conclusioni

Questa è la mia esperienza con la scrittura per i social media, arricchita da alcuni preziosi consigli di altri esperti in materia. Come sempre, i commenti di SegnaleZero sono a disposizione di chiunque voglia contribuire al dibattito.

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comunicazione, content marketing, copywriting, scrittura


Piero Babudro | SegnaleZero®

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