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Violenza e violenze

Autore: |sabato, 20 luglio, 2013|Personale|

Chi pensa che la violenza sia solo quella delle piazze, delle vetrine rotte, delle schegge sul selciato, dei sassi e del fumo acre che invade i polmoni compie un grossolano errore.

Bisognerebbe ricordare che esiste un’altra violenza – molto più grande e pericolosa – che assumiamo a piccole dosi, sempre. La violenza delle vite precarie cui molti di noi sono costretti, di una costante moltiplicazione di valori futili, della saturazione dell’immagine e del chiacchiericcio. La violenza della banalità. La violenza degli stili di vita imposti, di un futuro sottratto poco a poco da politiche che antepongono le rendite economiche alla dignità umana. La violenza dei subprime e delle agenzie di rating. La violenza delle banche.
E ancora, la violenza verbale. La violenza del gesto. La violenza che si annida nell’indifferenza e nei piccoli e grandi egoismi. La violenza dei media, del riciclo continuo degli stilemi culturali masticati e metabolizzati dal circuito della produzione mediatica, quasi se ciò che questa società ha da dire su se stessa fosse solo un enorme deja-vù. La violenza del conflitto e dell’egemonia di un pensiero sull’altro come parte naturale della dialettica tra persone. La violenza dei luoghi comuni. La violenza del linguaggio quando dice a vanvera di “violenza domestica” e “guerre tribali”.

Esistono molti tipi di violenza. Nessuno di questi è desiderabile, non fino in fondo almeno. Tuttavia, non accetto né accetterò mai la litania dell'”isolare i violenti”, almeno fino a quando non si inizierà a guardare da vicino (e riconoscere) la violenza che incontriamo, generiamo e subiamo ogni giorno a casa, in bar, in autobus, nelle scuole, sul posto di lavoro, nelle caserme, nelle parrocchie, dentro noi stessi. Ovunque. Quando parliamo, scriviamo, agiamo, pensiamo in modo violento, ma anche quando diamo per scontata la violenza come parte dell’assunto che “tanto le cose non cambiano” oppure “tanto è fatto così”.

(a questo link trovi “Cassandra”, il post che ho scritto nel 2011 in occasione del decennale del G8 di Genova)

 

 

 

 

 

Piero-Babudro-SegnaleZero-Com-Scrittura-Creativa-Digitale Violenza e violenze

Consulente per la comunicazione digitale. Mi occupo di Content Strategy, Content Marketing e Storytelling. Aiuto i miei clienti a progettare narrazioni e contenuti digitali che funzionano e portano risultati misurabili. Il mio approccio è media neutral: utilizzo indifferentemente testi, immagini e video per creare valore tangibile. Organizzo corsi di formazione in azienda, insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Ho condensato parte del mio metodo di lavoro nel volume “Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole” (Flaccovio, 2016), con l’obiettivo di aiutarti a produrre contenuti di livello eccezionale.

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