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Yahoo! – Master of the Open Style

Autore: |lunedì, 11 maggio, 2009|Digital Marketing e Social Media|

masteropenstyle1 Yahoo! - Master of the Open Style Il lato punk del web. Il primo particolare che mi ha colpito dell’Open Hack Day di Londra è stato questo. Un paio di centinaia di sviluppatori compresi a occhio tra i 16 e i 40 anni e una serie di immagini nella memoria. Tornando in Italia, ieri sera, diverse immagini si sono affastellate nella memoria. Tre giorni di un’intensità che raramente si ha l’occasione di vedere così da vicino.
Intensità. E condivisione. E poi laptop, grovigli di cavi, un wi-fi a singhiozzo, poco sonno, tanto caffè, pranzi e cene consumati in velocità, spesso senza staccarsi dal monitor. E ancora, chilometri e chilometri sulle spalle di chi ha fatto di tutto per partecipare all’evento. Alcuni sono riusciti a convincere il proprio capo a sponsorizzare l’avventura, in toto o in parte. Altri sono freelance: immagino, quindi, siano venuti a proprie spese.
L’Open Hack Day è stato un po’ tutto questo. Entusiasmo, entusiasmo e ancora entusiasmo, senza mai eccedere nell’evento stile ‘meeting liturgico’, né tanto meno in quelle scenette da 2.0 salottiero che francamente non aiutano nessuno, né ‘la base’ né le aziende sponsor. In più, diciamocelo, sono ridicole.
Entusiasmo anche da parte di Yahoo!. Ovviamente, verrebbe da dire: dopotutto sono loro che organizzano. Eppure non ho trovato nulla di ‘istituzionale’ nell’impegno dell’azienda nel dar vita all’ultimo di una serie di incontri nata il 29 settembre 2006 come evento interno e poi aperto alla moltitudine di developer di mezzo mondo. Sunnyvale, Londra, Bangalore, Taiwan, Brasile: le tappe di un tour che continua ininterrottamente da quel giorno e si ripropone a scadenze più o meno regolari. Yahoo! crede molto nell’Open Strategy (allego un’immagine bellissima!) e ha una visione collaborativa del web che ritengo molto interessante.

Per la stampa l’inizio ufficiale è stata la conferenza di presentazione. Venerdì alle 15 ora locale. 125 Shaftesbury Avenue (quartier generale di Yahoo! a Londra), alla presenza di Sophie Major (Head of International Yahoo! Developer Network), Cody Simms (Senior Director of Product Management Yahoo! Open Strategy).
Gli sviluppatori, invece, si sono radunati la sera, e il giorno dopo – in parallelo con alcuni tech talks – hanno iniziato a lavorare ai loro progetti. Conclusi gli incontri che avevo in agenda, ho avuto anche modo di seguire molto da vicino il lavoro di una squadra (composta da Martin, Ikenna e Paul), che ha cercato di combinare i database di un servizio online di car pooling con applicazioni di georeferenziazione, visualizzazione su mappe e – soprattutto – la condivisione di informazioni tramite strumenti ‘social’. Il progetto è ancora in fase di sviluppo (il tempo a disposizione non era tantissimo, non sono riusciti a consegnarlo in tempo). Continueranno però a lavorare alla loro idea, se non altro perché ha riscosso interesse anche agli occhi di alcune riviste di settore, TechCrunch in primis.
Chiudo con una serie di informazioni utili. Il wiki approntato dagli organizzatori, con – ovviamente – dei risultati del contest. La lista degli hack presentati. Le foto su Flickr. La mole di tweet sparati in due giorni di gara.

Nota: ho partecipato a Open Hack Day su invito di Yahoo!. Quindi viaggio e alloggio a carico loro. Questo non ha influenzato di una virgola le opinioni che esprimo in questo post, né quelle che esprimerò in futuro, qui o altrove, sull’azienda e sui suoi prodotti o servizi.

Piero-Babudro-SegnaleZero-Com-Scrittura-Creativa-Digitale Yahoo! - Master of the Open Style

Consulente per la comunicazione digitale. Mi occupo di Content Strategy, Content Marketing e Storytelling. Aiuto i miei clienti a progettare narrazioni e contenuti digitali che funzionano e portano risultati misurabili. Il mio approccio è media neutral: utilizzo indifferentemente testi, immagini e video per creare valore tangibile. Organizzo corsi di formazione in azienda, insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Ho condensato parte del mio metodo di lavoro nel volume “Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole” (Flaccovio, 2016), con l’obiettivo di aiutarti a produrre contenuti di livello eccezionale.

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