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Scrittura e consapevolezza, o scrittura come consapevolezza?

Autore: |sabato, 15 ottobre, 2016|Scrittura Creativa e Copywriting|

Sapersi prendere una pausa: anche dalla scrittura, se serve. Mica facile se ti piace quello che fai e se le circostanze ti suggeriscono di essere agganciato 24 ore su 24 alle tue attività. Me lo ripeto spesso: “In tutta la tua attività diretta all’esterno, resta internamente libero. Impara a non identificare te stesso con una cosa qualunque.

Un precetto magnifico e imprescindibile che pur tuttavia, una volta assimilato, non si colloca dalla parte dei dati di fatto e delle conoscenze acquisite – come potrebbero, al contrario, fare le tabelline o il saper andare in bicicletta – ma va coltivato giorno dopo giorno, altrimenti lo si perde e bisogna ricominciare daccapo.

Succede invece che l’attività diretta all’esterno ti assorba, ti prosciughi, ti mastichi e ti risputi. Ti lava e ti redime, un po’ come fanno le spazzole dell’autolavaggio quando restituiscono un’automobile linda e pinta al proprietario dopo averla inghiottita in un tunnel di metallo e detersivo industriale. In quel momento, conclusasi la centrifuga, comprendi come a volte anche identificarsi con l’attività diretta all’esterno sia un modo per sintonizzarsi, ma a un livello più profondo, con la tua situazione interiore e pulire un pezzetto. Forse non c’è nemmeno una differenza tra interno ed esterno, e dovremmo smetterla con i dualismi. Eppure riconosciamo il giorno perché c’è la notte. Siamo fatti così, superare questo modello ci costerà tempo, impegno e il sapersi abbandonare.

A volte mi dicono: “Eh, sei fortunato tu! La meditazione ti dà grande equilibrio!”. Qualsiasi cosa voglia dire la parola equilibrio, rispondo sempre che il rovescio della medaglia è trovare ancora “buccia” quando si pensava di essere arrivati al cuore del frutto. Seguono sorrisi di circostanza e battute per ammazzare il tempo e riderci su. Poi ognuno torna alle sue occupazioni, esteriori ed interiori.

Così, proprio perché la via non è costante e i progetti mi hanno portato in un’altra direzione, letteralmente, SegnaleZero è diventato via via un collettore di pensieri sparsi e discontinui. Ed è stato un bene, perché ho di conseguenza potuto immergermi in altri progetti e applicare il vecchio adagio per cui “il silenzio è d’oro”.

Ho tenuto alcuni corsi di formazione aziendale di cui a breve parlerò in modo esteso, ma soprattutto ho compiuto un viaggio molto interessante all’interno del Non Profit italiano, collaborando per più di un anno a fianco di associazioni, imprese sociali e Ong. Questa esperienza in qualità di Social Media Manager di Rete del Dono mi ha arricchito molto; mi ha permesso di vivere da vicino codici culturali, necessità e speranze di un insieme eterogeneo di persone e realtà associative accomunate dall’urgenza di costruire per sé e per gli altri una realtà in cui la diversità è un valore, l’impegno è una ricchezza, la solidarietà è gesto concreto, a prescindere da concetti come Fundraising e Crowdfunding.

Dalle maratone alla maratona di scrittura

Questo periodo di pausa è coinciso con la mia prima esperienza editoriale sulla lunga distanza. Invece dei fatidici 42 chilometri e 195 metri, ho compiuto un altro viaggio – assieme ad amici inseparabili e a un editore che ha creduto in me dalla prima telefonata – lungo oltre 240 pagine. Un viaggio che mi ha permesso di guardare in controluce il mio mestiere e un pezzo di quegli 11 anni trascorsi tra Milano e Pavia.

Questo cammino ora ha un titolo, un indice e una copertina. Si chiama Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole: un nuovo metodo per migliorare i tuoi contenuti su Web e Social“. Edito dalla Dario Flaccovio Editore, è un compendio delle mie esperienze a cavallo tra giornalismo, copywriting e scrittura creativa. Un lavoro che nasce dalla consapevolezza, maturata facendo formazione ad aziende, agenzie creative e studenti, del fatto che esiste una scrittura digitale proprio perché esiste un mondo liquido fatto di byte e relazioni umane mediate da algoritmi che ha cambiato radicalmente il modo di avvicinarsi a un testo. In questo libro ragiono sul significato e sull’importanza della scrittura, anche come modo per riavvicinarsi a se stessi. Parlo di scrittura creativa e di parole, di storytelling digitale, di copywriting e del suono che accompagna ogni simbolo – testuale o visivo – che utilizziamo. Parlo del ruolo dell’autore e del lettore, della situazione comunicativa che li unisce e dell’importanza del contesto di ricezione nel confezionamento del messaggio. Parlo di come si trova una buona notizia e del rapporto tra creatività, cinema, musica e televisione. Concludo con l’analisi del testo online e, soprattutto, semino tanti piccoli dubbi, figli della mia esperienza. Uno tra tutti, il più importante, è rivalutare la scrittura come mezzo per ricreare su carta un set di emozioni che, in base alla “regola dell’osmosi”, transiteranno dentro il lettore. Scrivere, in ultima analisi, è la creazione di una piccola creatura fatta di carta, inchiostro o corrente elettrica, che ha la capacità di rinascere negli occhi, nel cuore e nella mente del lettore. Trovo che questa sia la consapevolezza di cui parlo anche nel titolo, al di là dei decaloghi, al di là delle regole e degli esercizi. Al di là dei ruoli – giornalista, copywriter, web writer, social media manager – che ci contraddistinguono ma che, al contempo, ci imprigionano.

E se scrittura e consapevolezza fossero sinonimi? Possibile pensare che non possa esistere la prima se non come ricerca della seconda? 

Piero-Babudro-SegnaleZero-Com-Scrittura-Creativa-Digitale Scrittura e consapevolezza, o scrittura come consapevolezza?

Consulente per la comunicazione digitale. Mi occupo di Content Strategy, Content Marketing e Storytelling. Aiuto i miei clienti a progettare narrazioni e contenuti digitali che funzionano e portano risultati misurabili. Il mio approccio è media neutral: utilizzo indifferentemente testi, immagini e video per creare valore tangibile. Organizzo corsi di formazione in azienda, insegno presso l’Istituto Europeo di Design di Milano. Ho condensato parte del mio metodo di lavoro nel volume “Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole” (Flaccovio, 2016), con l’obiettivo di aiutarti a produrre contenuti di livello eccezionale.

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