Non c’è un momento giusto per iniziare a scrivere. La scrittura creativa, infatti, è un insieme di discipline in cui vige in tutta la sua forza il proverbio secondo il quale ci sono due momenti migliori per piantare un albero: il primo era vent’anni fa, il secondo è oggi.

Questo accade perché la scrittura è comunicazione nel senso più nobile del termine – “mettere in comune” – nonché attività che ci mette in condizione di esplorare luoghi interiori che non conoscevamo, comprenderci meglio, crescere, coltivare attenzione e creatività.

La scrittura consapevole è una finestra che si apre sui nostri stati d’animo, una palestra che ci aiuta nella vita personale, nel rapporto con gli altri, nella nostra professione e, in generale, in tutti gli ambiti che hanno bisogno di una ricentratura. Lo ripeto spesso in tutte le occasioni in cui lavoro a fianco di studenti che vogliono diventare Copywriter, professionisti della Comunicazione e appassionati, durante le lezione dei miei Laboratori online di scrittura così come di Pensa.Scrivi.Diventa., il corso di scrittura che tengo a Bologna.

Perché cominciare a scrivere

Non è un mistero: scrivere fa bene alla mente e all’anima. Una lettera terapeutica, un diario della gratitudine, un particolare della propria vita o un’emozione che vogliamo assaporare di nuovo e rivivere nell’immaginazione come nel cuore: per mettersi a scrivere della propria vita non è necessario conoscere a memoria tutte le tecniche di scrittura autobiografica; è sufficiente ascoltarsi e fissare su carta le immagini che emergono alla coscienza. Il difficile, semmai, è immergersi nell’ars scribendi coltivando davvero la presenza a noi stessi. Lo dico perché questo tipo di atteggiamento e ricerca non è per nulla immediato né facile da ricercare e accettare una volta scoperto.

Perché si deve iniziare a scrivere? Ecco i motivi che ho trovato finora, in questi anni di ricerca.

  • Per mantenersi in contatto con noi stessi
  • Per non perdere l’attenzione nei confronti della mente e del corpo
  • Per non lasciare che sia l’inconscio a scrivere la nostra vita
  • Per sperimentare i benefici della scrittura terapeutica
  • Per scoprire il profondo legame tra scrittura e mindfulness
  • Per riprendere in mano la propria vita una parola dopo l’altra

Cominciare a scrivere: perché farlo, con quali motivazioni, e come farlo nel modo giusto.

7 modi per iniziare a scrivere 

Parto da un presupposto. Ora elencherò i modi più utilizzati per iniziare a scrivere e, soprattutto, non perdere l’abitudine a farlo ogni giorno. Non sono gli unici metodi che conosco. Anzi, ci sono moltissime strade per farlo, ma è importante iniziare in modo graduale, senza sovraccarichi a livello emotivo. La scrittura creativa ha una capacità straordinaria di metterci in contatto con strati subliminali della nostra coscienza che a stento sapevamo di avere: per questo motivo – e parlo per esperienza diretta – l’esplorazione deve iniziare a piccoli passi. Anche sotto questo aspetto, la terapia dello scrivere assomiglia molto ad alcune forme di meditazione.  

Tenere un diario di bordo

Scrivere un diario personale o lavorativo è il modo migliore per annotare le cose e riagganciarsi allo scorrere dei momenti, senza perdere i passaggi più importanti della propria vita. Io ne tengo due: uno personale e uno lavorativo. Mi servono per non perdere la rotta nei loop della quotidianità e di un mondo interiore che sto rimodellando secondo i principi di Semplicità, Presenza, Significato.

Scrivere lettere

Che siano i nostri affetti più cari o persone con cui abbiamo un conflitto irrisolto. Che sia una persona a cui vogliamo bene ma, per qualche motivo, non sappiamo come dire certe cose. Che sia la nostra famiglia o i nostri antenati, non ha importanza. Ciò che conta è armarsi di un set di carta da lettere colorato e iniziare a scrivere, lasciando che sia il cuore a guidare la penna. Non è necessario sapere in anticipo di cosa si scriverà, così come non è obbligatorio avere un piano dettagliato per produrre i contenuti. Ciò che conta davvero è immergersi nell’oceano della coscienza e fissare su carta ciò che pensavamo ci stesse sempre appiccicato addosso. Il potere della scrittura è anche quello di creare una distanza – una sorta di invisibile cordone sanitario – tra noi e le nostre emozioni più nocive. Lo dice anche la scienza, che da anni ha confermato ampiamente il legame tra attività di scrittura e benessere psicologico ed emotivo.

Scrivere elenchi puntati

Se diari o lettere terapeutiche non sono la strada giusta, si può sempre pensare di iniziare a scrivere contenuti semplici. E non c’è niente di più semplice degli elenchi puntati. Alcuni esempi? Motivi per cui essere grati alla vita, azioni che siamo intenzionati a compiere nel corso della giornata, valori che vogliamo affermare nelle 24 ore successive, amici lontani che vogliamo chiamare nel corso della giornata. Gli elenchi puntati sono una pratica estremamente potente, come ci insegna la Tecnica dei 101 desideri promossa da Igor Sibaldi.

Praticare la scrittura istintiva

Timer, quaderno, penna. Non serve altro. Può andare bene anche la sveglia del cellulare, rigorosamente in “modalità aereo”. L’importante è impostare un intervallo di tempo – MAI inferiore ai 20 minuti – e scrivere in assoluta libertà, fosse anche affidandosi a libere associazioni mentali. Si tratta di una pratica liberatoria che può aiutarci nei momenti in cui i nodi che ci attanagliano sono così profondi da non poter nemmeno essere riconosciuti.

Scrivere i propri pensieri

Assomiglia molto alla scrittura istintiva, ma in realtà si tratta di una pratica un po’ più ragionata. Consiste nell’annotare i propri pensieri e il dialogo interiore: non tutti, quelli che si ripetono in modo più frequente o in forme simili. Quelli che tendono a essere ripetitivi. Una volta stilata la classifica dei 10 pensieri più frequenti, è possibile approfondire l’analisi e capire, ad esempio, in quali situazioni tendono a emergere o quali sono le parole maggiormente utilizzate. Si tratta di un percorso interessante perché può mettere a nudo le dinamiche interiori con cui maggiormente facciamo a pugni.

Scrivere i propri obiettivi

In questo caso, molto semplicemente, si tratta di tenere un quaderno in cui periodicamente annotare i propri obiettivi e tenere traccia delle azioni che facciamo (o che non facciamo) per ottenerli.

Scrivere le proprie domande

Ognuno di noi ha delle domande. Perché non usare carta e penna per lasciarle emergere e trovare risposta? Si tratta di una tecnica molto potente che utilizzo sia nel Laboratorio di scrittura creativa sia nel Corso di scrittura e funziona molto bene come strumento che porta chiarezza e ordine.

Questi sono i miei suggerimenti per chi desidera cominciare a scrivere e non sa come fare. Ora vediamo insieme i benefici della scrittura creativa.

Iniziare a scrivere favorisce la chiarezza mentale

Quando si riflette su un avvenimento che ci è accaduto nel passato, ci sono diverse strade per razionalizzarlo: pensarne, parlarne e scriverne.

Queste tre attività godono di un livello di efficacia e comprensione differenti: infatti, se pensare fornisce un certo livello di chiarezza, parlarne a qualcuno aiuta a comprendere ancora meglio l’accaduto, grazie allo sforzo necessario per rendere ordinati e comprensibili i pensieri. Raccontare, insomma, aiuta a ritrovare chiarezza e nuova consapevolezza.

D’altro canto, decidere di scrivere i propri pensieri su carta innalza ulteriormente la capacità di comprensione: a differenza dell’ars oratoria, la scrittura è un gesto talmente ponderato e lento da permettere l’attivazione della mente conscia e inconscia e, in secondo luogo, il collegamento ad associazioni e intuizioni.

Questo sforzo fisico, per ovvie ragioni nettamente maggiore rispetto al pensare o al parlare, conferisce inconsapevolmente un’intenzione e una determinazione aggiunta.

Inoltre, tutto ciò che si scrive rimane, a differenza dei pensieri e delle parole: rileggere ciò che si è scritto, anche a distanza di tempo, permette di notare e vedere cose che, sul momento, ci erano sfuggite.

Anche per questa ragione, scrivere è uno degli strumenti più potenti per ottenere equilibrio e chiarezza di sé.

Scrivere aiuta a gestire le emozioni

La scrittura si declina in uno strumento di crescita e di analisi personale, diventando un percorso di autoconoscenza e cura di sé. Basti pensare ai diari personali, contenitori di emozioni per antonomasia: vicende private, vite vissute e stati d’animo cangianti sono i principali argomenti nei quali è possibile imbattersi.

Gli allucchettati diari segreti dei teenager sono paradigmatici, sebbene siano molti gli imprenditori affermati che scrivono per sé stessi e per nessun altro. Così, dedicarsi del tempo, seppur breve, per fare chiarezza e svuotare la mente diventa un mantra irrinunciabile.

Questa pratica è fonte di grande giovamento: infatti, scrivere permette di comprendere e di comprenderci senza restare in balia di sentimenti negativi e cadere nella trappola di quelli positivi, entrambi parecchio influenti nella scelta delle decisioni future.

Il vantaggio della scrittura terapeutica è che non necessita di particolari doti dialettiche e didattiche, ma rimane sempre aperta a chiunque desideri sperimentarla: saranno gli stessi scrittori in erba che, acquisita la giusta pratica, potranno notare sia i benefici interiori sia quelli in termini di propensione all’attività di scrittura stessa.

Scrivere aiuta a progettare la propria vita e il proprio lavoro

Scrivere quotidianamente obbliga a fare il punto della situazione, sia essa professionale o personale.

Questa attività di registrazione non è solo semplice, ma soprattutto utilissima per tutti coloro che, a lavoro o nella propria quotidianità, desiderano perseguire, o far perseguire a chi legge, determinati obiettivi: infatti, la scrittura consapevole permette di sintetizzarsi e di giudicarsi razionalmente, aiutando chi legge a non soccombere al cambiamento, ma a viverlo al meglio delle proprie possibilità.

Ma perché scrivere aiuterebbe in maniera concreta a progettare la propria vita e il proprio lavoro?

In primo luogo perché una rapida cronaca ed una analisi sommaria degli avvenimenti più importanti della giornata permettono di delineare vere e proprie strategie creative. Passo dopo passo, utilizzando i principi della scrittura autobiografica, le annotazioni prese aiuteranno a reiterare conclusioni positive e a lieto fine, evitando di incorrere nuovamente in situazioni insoddisfacenti.

In secondo luogo, perché si è costretti a leggere, studiare ed informarsi per ampliare le proprie riflessioni e rispondere a domande specifiche: questa necessità, che nasce al fine di colmare i gap utili alla riflessione, è una fonte di arricchimento per il singolo.

L’invito è generare un’abitudine di scrittura sana e continuativa.

Tecniche di scrittura per iniziare a scrivere in modo semplice e senza problemi.

Perché si decide di scrivere

La scrittura è la trasformazione di pensiero ed emozioni in simboli tangibili. Chi ha deciso di impugnare una penna d’oca, di battere a macchina o di scrivere su uno schermo touch, lo ha sempre fatto perché sentiva di avere qualcosa da dire. 

Va da sé che chi decide di iniziare a scrivere non lo fa mai esclusivamente perché mosso dalla necessità del comunicare: infatti, ci sono molteplici fattori che entrano in gioco quando decidiamo di rendere nudi e visibili i nostri pensieri.

Scrittori non si nasce, ma sicuramente lo si diventa se si condivide almeno una delle passioni di seguito.

Per coltivare la passione per la scrittura

Se si inizia a scrivere è perché coltiviamo una passione per la scrittura. Può essere il fascino che il suono, l’accostamento e il significato delle parole esercita; potrebbe trattarsi del nostro fedele sposalizio con chi ha impugnato la penna prima di noi, tra egregi scrittori, misteriosi poeti e contemporanei giornalisti; infine, non si esclude che la ragione si nasconde nella sensazione e nella soddisfazione che il trascrivere riesce a regalare.

Per coltivare il desiderio di conoscerci meglio

Nosce te ipsum tramite la scrittura! Quando impugniamo una penna e rendiamo tangibili ed esteriori i pensieri più personali e inconfessabili, la visione dei fatti e i ragionamenti si sviluppano divenendo più chiari e più articolati: scrivere aiuta ad esprimere se stessi e a conoscersi meglio.

La scrittura  diventa terapeutica, il canale utile per trovare la vera voce del sé da svelare e portare alla luce. Certamente, questo esercizio non può essere limitato agli stretti confini delle definizioni, della sintassi e della semantica: è chi scrive che, spesso e volentieri, le plasma e le modifica in base ai suoi più profondi bisogni.

Per coltivare il piacere di raccontare  

Da sempre, l’arte di narrare storie ha permesso all’uomo di rapportarsi alla realtà che lo circonda: grazie a tre semplici ingredienti (empatia, immaginazione e piacere) l’uomo ha tramandato vicissitudini, cultura, memoria e continuità.

Del resto, non è un mistero che le parole, se scelte con cura, siano in grado di evocare immagini ideali di un tempo passato, per il piacere sia di chi racconta che di chi ascolta. Un esempio calzante sono i miti greci: le “soap opera” ambientate sull’Olimpo vantano un coinvolgimento emotivo non indifferente, tanto da aver fatto assumere a generazioni di uomini un comportamento mimetico.

Ma c’è di più. Sì, perché raccontare storie permette anche di costruire un sapere autonomo e più ampio, in grado di scardinare i confini di un mondo sempre meno tangibile. Questo conquistato grado di maturità, permette di parlare di metodo narrativo e dei suoi innumerevoli vantaggi. Vediamoli insieme:

  • Migliora le capacità di apprendimento e di memoria, riducendo notevolmente i rischi connessi al deficit di attenzione;
  • Induce a  creare una conoscenza che prima non c’era, stimolando al contempo la costruzione di nuovi percorsi di senso;
  • Costringe, in senso buono, ad un ruolo attivo e partecipativo;
  • Carica le parole di un significato simbolico ed emotivo, rendendo ogni argomento materia viva e vivibile

Possiamo desumere che non si racconta mai solo per il piacere di farlo, ma perchè desideriamo confrontarci, riconoscerci e crescere con l’altro.

Per comunicare

Si scrive perché si vuole comunicare ed entrare in contatto con le persone a un livello profondo: paradossalmente, è proprio grazie ad un medium discreto come la scrittura che è possibile creare un rapporto più intimo e sincero con chi ci ascolta o ci legge.

Il trucco sta nell’assenza della comunicazione vis a vis in favore della carta stampata, che permetterebbe la vera conoscenza approfondita dell’altro tra le righe di un libro: passo dopo passo, le parole vengono assorbite e i concetti fatti propri, in un gioco febbrile di inchiostro e cellulosa capace di battere ogni parola sussurrata.

7 consigli per iniziare a scrivere

Se a questo punto si desidera sgranchire le mani e iniziare a scrivere, è sempre bene rispettare sette semplici comandamenti.

  1. Dedicare un momento della giornata alla scrittura
    Ritagliamo una porzione della propria quotidianità, sia essa un giorno specifico della settimana o un orario preciso della routine, e riserviamolo interamente alla scrittura. Il trucco sta nel non abbandonarlo mai: è necessaria un po’ di costanza e il gioco è fatto.
  2. Scrivere fa rima con leggere (tanto)
    Per diventare una buona penna basta aprire un buon libro. Infatti, ogni lettura in cui ci si cimenterà rappresenta un tassello importante verso l’arricchimento sia del lessico della semantica e della sintassi.
  3. Un editing al giorno toglie il medico di torno
    Dopo aver buttato giù i pensieri, è bene affinare i concetti e la forma un poco per volta. Un editing progressivo e scaglionato nel tempo aiuta non poco a mantenere il ritmo ferreo dello scrittore provetto: anche la mole di lavoro ringrazierà!
  4. Fare il punto con l’appunto
    Una buona abitudine è quella di uscire sempre con un taccuino a portata di mano: le epifanie e le idee geniali sono sempre dietro l’angolo, dunque è sempre bene tenere con sé un bloc notes per appuntare idee, frammenti o brevi frasi.
  5. Il diario della gratitudine
    Alla fine di ogni giornata mettiamoci comodi e segnamo almeno cinque motivi per cui siamo grati alla vita: un esercizio di stile e di presa di coscienza.
  6. Colazione a base di scrittura e caffè
    Se si rimugina tutta la notte a proposito di qualcosa, come un avvenimento che ci ha turbato o una nuova e folgorante conoscenza, meglio bere un bel caffè fumante e iniziare a scriverne ininterrottamente. Venti minuti basteranno per liberare qualcosa. Il vero “io” è racchiuso dentro  quel “qualcosa”.
  7. Il giudizio è sospeso
    Il trucco per scrivere un contenuto di buona fattura è mettere da parte giudizi e pregiudizi: infatti, è dimostrato che accantonare l’ego (facile a dirsi, eh?) e la componente più giudicante della personalità aiuterebbe di molto l’oggettività della scrittura, oltre che l’opinione che si ha della propria vita.

Come scrivere in modo chiaro: tecniche, consigli, esercizi

Perché le persone non scrivono e perché invece dovrebbero iniziare

La mancanza di tempo è ingiustamente accusata di essere il principale impedimento della scrittura. Dire che ci manca tempo per scrivere è una scusa bella e buona.

In verità, chi decide di non cimentarsi non pecca di mancanza di occasioni, ma teme piuttosto di mettere nero su bianco i propri sentimenti e di confessare le proprie paure o il proprio grande coraggio.

In estrema sintesi, non si scrive perché accettare le proprie emozioni è molto difficile, e si preferisce vivere nella leggerezza del superficiale piuttosto che indagare in profondità. Sebbene faccia paura, iniziare a scrivere rappresenta una delle più grandi occasioni di crescita personale e, proprio per questo motivo, ognuno di noi dovrebbe iniziare a stilare un diario terapeutico.

La journal therapy fa dell’ammissione di esperienze, pensieri e sentimenti il passo decisivo verso la loro effettiva comprensione. Infatti, questo particolare tipo di terapia, totalmente incentrato sulla scrittura riflessiva, consente a chi impugna la penna di acquisire chiarezza emotiva e mentale.
Il metodo è stato collaudato nei ruggenti anni settanta da Ira Progroff, a New York, ma ad oggi ha raggiunto ogni parte del mondo. Non a caso, sono tantissimi gli psicoterapeuti che affiancano la tecnica della journal therapy alle cure più classiche, a testimonianza del fatto che la scrivere fa bene alla mente, anche nel caso di disagi psicologici di varia entità.

In cosa consiste? Chi scrive deve appuntare giornalmente come si sente, descrivendo i recenti avvenimenti clou della sua vita e definendone il livello di importanza. Ogni parola aggiunta rappresenta un esercizio di scrittura, capace di guidare chi scrive alla chiarificazione dei propri sentimenti e ad una sana relazione con sé stesso.